Anteprima: 10 Aprile 2013
Talk con James Bridle (UK) e Honor Harger (NZ) al BOZAR, Centre for Fine Arts: 16 Aprile 2013
The Digital Now è una serie di mostre che hanno lo scopo di osservare, in modo tematico, alcuni lavori artistici di rilievo nell’ambito della media art e delle correnti artistiche contemporanee. La prima di queste mostre è intitolata “Drones / Birds – Princes of Ubiquity” ed è ispirata alla New Aesthetic focalizzandosi sui modo in cui facciamo quotidianamente esperienza della nostra condizione digitale: sempre accesi, sempre pronti. I droni o i cosiddetti UAV (Unmanned Arial Vehicles) sono collegati sin dall’inizio al concetto di New Aesthetic e al dibattito che da esso ne è nato.
La New Aesthetic è infatti un tema caldo e che causa intenso dibattito ormai da un paio di anni, attraverso tutta una serie di piattaforme, gruppi di discussione, scene, blog, cataloghi festival sia nel mondo online che in quello offline.
“Drones / Birds – Princes of Ubiquity” si inserisce quindi in questo dibattitto sulla tecnologia automatizzata, fluttando tra le macchine e la visione macchinica e post-umana ma da un punto di vista different, non scoprendo cioè la natura del futuro nelle opere artistiche quanto gli elementi più evidenti del computazionale e del digitale nella natura stessa…
Poichè la New Aesthetic è un dibattito ancora in corso, la mostra non si azzarderà a dare una panoramica sul tema. Al contrario, i suoi principi e le sue domande sono lo spunto per esplorare i nostri confini digitali e computazioni. Il cuore della mostra sono gli artefatti digitali: oggetti critici che intenzionalmente o meno riflettono la relazione contemporanea con la tecnologia.
La mostra è curata da Bram Crevits (BE) e presenta lavori di artisti importantissimi a livello internazionale come David Bowen (US), Paolo Cirio (IT), Marcus Coates, (UK) Christoph De Boeck & Patricia Portela, (BE/PT), HC Gilje (NO), Esther Polak & Ivar van Bekkum (NL), Erica Scourti (GR), Addie Wagenknecht (US) e Zimoun (CH).
A fianco della mostra, un talk con James Bridle (UK) e Honor Harger (NZ) moderato da Michel Van Dartel (V2_Institute of Unstable Media, Rotterdam), verrà organizzato presso il BOZAR, Centre for Fine Arts – Brussels, il 16 Aprile.
The Digital Now è prodotto da Cimatics e fa parte del programma off di Art Brussels, la fiera internazionale di arte contemporanea (18 -21 Aprile 2013). L’edizione di quest’anno “Drones / Birds: Princes of Ubiquity” fa riferimento al tema “Ubiquitous Art and Music: Art and the everyday” organizzato nell’ambito del progetto Europea ECAS (http://ecasnetwork.org/), e connesso all’International Cities of Advanced Sound (ICAS) network (http://icasnetwork.org/).
Artisti & Progetti presenti in mostra:
David Bowen (US) crea complesse installazioni scultoree che esplorano la relazione tra il naturale e il meccanico. Fly tweet (2012) è uno strumento che invia messaggi a Twitter basandosi sul movimento di una colonia di mosche.
Paolo Cirio (IT) indaga la percezione e la creazione di differenti realtà culturali, economiche e politiche manipolate dalle modalità di controllo sul potere dell’informazione. Street Ghosts (2012) evidenzia i temi estetici, bio-politici, tattici e legali tanto cari alla teoria di Paolo Cirio.
Marcus Coates (GB). Nel suo video The Plover’s Wing (2008), Coates filma se stesso mentre entra in uno stato di trance che lui chiama “diventare un animale”, cercando poi delle risposte ai problemi delle persone dagli spiriti degli animali che incontra nel suo viaggio.
Christoph De Boeck & Patricia Portela (BE/PT). Hortus (2012) è un lavoro che propone un’ecologia artistica che si sviluppa parallelamente alla continua ricerca degli artisti su come il suono sia legato all’ambiente e su come gli esseri umani siano influenzati dall’ambiente stesso.
HC Gilje (NO). Wind-up birds (2008) esplora invece come la tecnologia audiovisiva possa essere usata per trasformare, creare, espandere, aplificare e interpretare gli spazi fisici.
Esther Polak & Ivar van Bekkum (NL). Urban Fruit – Street Wrapper (2012) è uno strumento perfettamente low-tech, ben funzionante e raffinato per trasformare il 2D in 3D. Urban Fruit Street – Wrapper trasforma quindi il mondo virtuale dei panorami di Google Streetview in veri oggetti fisici.
Erica Scourti (GR). Utilizzando materiale autobiografico e testi trovati e raccolti dagli spazi sociali su internet, il suo lavoro esplora i temi della comunicazione e in particolar modo il tema dell’intimità mediata da un paradigma digitale. L’artista presenta in mostra Woman Nature Alone (2010) / Life in Adwords (2012)
Addie Wagenknecht (US). Pussy Drones (2013) è una serie di gif relative alla creazione di una nuova forma di dialogo tra l’esperienza web based (lolzcat, memes, gifs) e quei sistemi storicamente chiusi di quelle strutture patriarcali che controllano il mondo fisico. Questo per suggerire che i droni non sono altro che cazzetti “senza nome” controllati da fighette vogliose.
Zimoun (CH). Woodworms, Microphones, Sound System, 2009-2012. In grado di suscitare profonde emozioni, il mormorio acustico dei fenomeni naturali si amalgama senza sforzo con i riverberi elettrici in tutte le costruzioni minimali di Zimoun.



