Nel tentativo di stabilire una sorta di equilibrio e di parità nel contesto della sorveglianza, i partecipanti alla Computers, Freedom and Privacy Conference a seattle la scorsa settimana, al seguito del professore-guru Steve Mann, hanno deciso di documentare cosa accade quando i sorveglianti diventano a loro volta sorvegliati.

Muovendosi all’interno di un grosso centro commerciale di Seattle, circa due dozzine di partecipanti alla conferenza, armati solo di macchine fotografiche digitali, hanno incominciato a scattare fotografie alle tipiche zone oscurate dei soffitti all’interno di negozi come Nordstrom e Gap. Questo senza sapere se al di là degli schermi oscurati ci fossero realmente delle telecamere o meno.

Questo esperimento sul concetto di sorveglianza, guidato dal professore del Mit Steve Mann, conosciuto in tutto il mondo per il suo studio sociale sulla sorveglianza, vestito di videocamere e wearables da molti anni allo scopo di registrare e documentare gli effetti delle teorie del Panopticon di Jeremy Bentham, è stato fatto allo scopo di dimostrare le teorie di Focoult secondo il quale l’idea di sorveglianza è talmente forte e presente che si manifesta anche quando non esiste realmente e concretamente.

Anche all’interno di molti grandi magazzini o negozi, molte aziende decidono infatti di non installare effettivamente delle videocamere di sorveglianza sfruttando l’idea e l’impressione di sorveglianza esercitata dalla sola presenza degli schermi oscurati.

Steve Mann è da colti anni che si batte per la sua battaglia chiamata “equivellance through sousveillance”, in base alla quale il professore del MIT Media Labs Wearable Computing Project si batte per dimostrare a tutti l’esistenza di videocamere di sorveglianza esistenti in maniera invasiva all’interno di rilevatori per il fumo, di insegne luminose, di vetri oscurati e così via. Ma l’azione di Mann non si ferma solo alla documentazione, dato che si manifesta in una vera e proprio controattività di sorveglianza, la cosiddetta sousveillance in base alla quale le stesse videocamere vengono fotografate e sorvegliate.

In quest’ottica, il tour di Mann, munito della sua inseparabile camera eyewear, e degli altri conferenzieri nei grandi magazzini di Seattle muniti di webcam wireless nascoste in grado di trasmettere le immagini all’interno della conferenza e di macchine digitali, si è svolto con una serie di registrazioni di alcuni negozi come quello della Mont Blanc, quello di Nordstrom e quello di Gap.

La situazione kafkiana ha messo in evidenza il nervosismo dimostrato dai proprietari e gestori di questi negozi nei confronti dei dimostranti che scattavano fotografie, ignari del fatto che essi stavano in realtà riprendendo di nascosto molti angoli usati per nascondere potenziali videocamere di sorveglianza. Questo nervosismo è stato giustificato dalla preoccupazione di spionaggio industriale da parte dei proprietari dei negozi, ma ha dimostrato ancora un volta le teorie di Mann in base alle quali a coloro che sorvegliano non piace assolutamente essere sorvegliati

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