“Responsive Ecologies” è una mostra che rientra in una collaborazione continuativa tra lo ZSL London Zoo e la Musion Academy. Collettivamente, da questa collaborazione, vengono analizzati modi innovativi attraverso cui suscitare un certo grado di consapevolezza e comprensione della natura, nonché degli effetti derivati dal cambiamento climatico. 2 Ciò ha anche sollevato alcune interessanti questioni riguardanti la scena sulla cattività, un tema che ha indotto a riflettere attentamente in vista dell’allestimento e della presentazione delle installazioni presenti in questa mostra.
Come parte integrante di una struttura formata da innumerevoli relazioni e network dinamici, noi tutti siamo reattivi e assumiamo un atteggiamento deterministico rispetto a un complesso sistema di causa-effetto. Le ripercussioni delle nostre azioni su noi stessi, sulla società in cui viviamo e sul sempre più vasto mondo della natura, sono condizionate dal modo in cui percepiamo il nostro coinvolgimento. La consapevolezza del nostro intervento su una determinata situazione viene spesso acquisita ed elaborata a livello inconscio e questo fa sì che la portata delle nostre azioni vada ben oltre le nostre capacità cognitive e riflessive e, soprattutto, oltre la nostra ricezione sensoriale. In virtù di tutti questi meccanismi che si innestano nella mente, in che modo, per esempio, possiamo scorgere gli effetti delle nostre azioni sulla sindrome dello spopolamento degli alveari o sull’estinzione delle tigri siberiane?
Il crescente divario che si frappone tra le nostre vite e il mondo naturale ha determinato un distacco tale che ha portato l’uomo a perdere sempre più il senso di responsabilità. Questa mostra fa riferimento alla spaccatura uomo-natura, creando un habitat dinamico che può essere cancellato e padroneggiato dagli spettatori. L’obiettivo a cui mira la mostra é rappresentare un’incarnazione dell’ecologia, indagando le interrelazioni fra gli organismi e le loro interazioni con l’ambiente circostante.
Il concetto di interazione, nell’ambito di “Responsive Ecologies”, implica che un visitatore non si limiti semplicemente a vedere l’installazione ma che possa e debba diventare parte del suo ambiente. Durante il processo percettivo di tale spazio, il visitatore conferisce nuova forma all’installazione. Chiunque, in certa misura, determina un impatto, sia in modo diretto che accidentale e quando si interagisce come gruppo é interessante notare come il comportamento collettivo possa sviluppare e stimolare l’esito del lavoro.

Artisti:
Gareth Goodison e Jonathan Munro lavorano insieme come captincaptin dal 2007, e da allora creano installazioni e sculture che interagiscono col pubblico, per mettere in discussione il ruolo della partecipazione del pubblico nella mostra e la creazione di arte contemporanea. Hanno presentato la loro opera nel corso di eventi new media, fra cui Future Everything Festival, Abandon Normal Devices, Leeds Expo, e V&A. http://captincaptin.co.uk/
Parag K Mital é un artista visivo che lavora con sistemi computazionali e che svolge un dottorato di ricerca presso il dipartimento Goldsmiths Computing, sulla dinamica della liminalità, la percezione e l’attenzione in ambienti reali intermedi. http://pkmital.com/home/art/
Riverside Gallery:
Life in a Beat (2010)
Jonathan Munro, Madi Boyd & Gareth Goodison
Una performance visiva che può essere sincronizzata con la musica che presenta una manipolazione di sequenze visive prese dal ZSL. Life in a beat é stata annoverata nella rosa dei candidati per lo Randstad Gold VJ Award, durante il quale é stata proiettata a 28.000 votanti in 19 paesi diversi. Si ripone la speranza che questo progetto possa sensibilizzare e indurre a riflettere di più su alcuni dei temi salienti in cui si basa questa collaborazione. Life in a beat é stata in mostra al festival onedotzero, Adventures in Motion presso BFI Southbank, nonché al festival internazionale delle arti audiovisive, a St. Petersburg. Le musiche sono state composte da Mr Magoo’s Poop Experiment.
The (Dis)Appearance of Bees(2010)
Madi Boyd
Osserva l’aspetto delle api in ogni minimo particolare: le scansioni mri mostrano una quanto mai minuziosa rappresentazione di una singola ape. Lo schermo diviene un nuovo strumento di osservazione in quanto consente allo spettatore di vedere questo dettaglio in un’immagine 3D ingrandita e in movimento. Ricordiamo che non é stata utilizzata alcuna tecnica di animazione – questa é la reale immagine della creatura. Oggi come oggi una rappresentazione di questo tipo é preveggente proprio in un momento in cui le api stanno scomparendo velocemente e in modo inesorabile.
Changing Habit(at)s (2010)
Madi Boyd
Questo cortometraggio rispecchia l’interesse nella capacità percettiva degli animali. Questa storia/studio analitico ha per protagonisti la mantide religiosa e il pipistrello: entrambi emettono suoni e vibrazioni per percepire lo spazio e gli oggetti. Questo attira la nostra attenzione sul concetto dei pipistrelli come sistema d’allarme di un possibile cambiamento climatico. I pipistrelli rappresentano il 20% di tutti i mammiferi e si trovano in tutti i continenti, eccetto l’Artico. Alcuni sostengono che siano perfetti indicatori dei cambiamenti climatici e della qualità dell’habitat, fattori questi determinati dall’intervento umano.. www.madiboyd.com
Potosi (2010)
Kira Zhigalina
Questo film segue le tappe dello sviluppo embrionale del ciprinodontide (Potosi), una specie di pesce d’acqua dolce estinto in natura a causa del mutamento dell’ambiente costiero e della siccità. Rispecchia il microcosmo della quanto mai delicata natura della vita del nostro pianeta, mostrandone la bellezza da una prospettiva primordiale che tuttavia é già oltre il mondo, dove il pianeta si sta deteriorando per il cambiamento climatico e l’impatto dell’uomo sull’eco-sistema.www.dotkira.com

Partula (2009)
Kira Zhigalina
Girato nello zoo di Londra, il film mira a sensibilizzare lo spettatore sulla vita di una piccola lumaca polinesiana in via d’estinzione – la specie Partula. La sequenza si sofferma sull’immagine della spirale della lumaca, che assurge a simbolo dell’infinito, stridente con la vera natura dell’essere in sé, più che scudo protettivo, la sua conchiglia funge quasi da richiamo concettuale. Per tutta la sequenza filmica l’immagine di Partula é stata imposta da elementi contrastanti – la natura e l’artificialità di un oggetto; la potenza (esito evolutivo) e la fragilità, l’immortalità e l’estinzione. Questo ci porta a prendere atto della nostra disattenzione, del controllo e del valore che possiamo dare alla natura.
Life out of Balance (2010)
Kira Zhigalina, Madi Boyd, Gareth Goodison & Jonathan Munro
Commissionato dallo ZSL London Zoo e dalla Musion Academy. Life out of balance rappresenta un documentario olografico, che mette in luce l’importanza delle misure da adottare per il cambiamento climatico. La prima parte raffigura gli oceani e i livelli del ph in crescita. La naturale emissione di CO2, unitamente all’intervento dell’uomo, ha prodotto un incremento costante e mortale del livello di acidità degli oceani.
Musion Academy
Ispirandosi alle tecniche illusionistiche di epoca vittoriana del Pepper Ghost, le installazioni cinematografiche Musions permettono di proiettare illusioni ottiche in 3D, esperienze cinematografiche spaziali su un palco interattivo con mondi virtuali, il che porta a una ri-valutazione dello spazio virtuale. Il mondo cinematografico si fonde col mondo reale, dando vita a nuove strategie visive per gli artisti. La Musion Academy é un forum che punta ad analizzare tali strategie sotto un profilo creativo e tecnico. Negli ultimi due anni 350 artisti hanno preso parte alla Musion Academy
http://www.watermans.org.uk/exhibitions/exhibitions/responsive-ecologies.aspx
