Simposio internazionale
In continuazione del loro programma di collaborazione su Cultural Heritage in the Digital Age (Eredità Culturale nell’Era Digitale), cominciato all’inizio del 2015, iMAL e Packed organizzano il primo simposio internazionale a Bruxelles sul problema della conservazione dell’arte e della cultura native-digitali e del loro accesso al pubblico.
Nell’ultimo secolo, le tecnologie digitali hanno invaso su scala globale tutti i campi della nostra vita quotidiana, sia privata sia professionale. Una grande parte delle creazioni culturali e artistiche odierne viene prodotta grazie a tecnologie digitali, usate sia come mezzo nativo di espressione sia come mezzo di distribuzione su cui fa grande affidamento l’esperienza degli utenti.
La cultura nativa-digitale si sta espandendo alla stessa velocità del progresso e della disponibilità delle tecnologie digitali e delle infrastrutture, e molto probabilmente rappresenterà presto la vasta maggioranza di tutta la produzione culturale contemporanea.
Allo stesso tempo la sua fragilità sta crescendo in modo proporzionale al ritmo accelerato delle innovazioni tecnologiche e della sua obsolescenza, con nuovi problemi – o magari vecchi problemi amplificati – dimostrando che sono specifici della sua natura digitale anche le politiche di acquisizione, l’obsolescenza di software e hardware, la conservazione di flussi di lavoro, la gestione dei diritti, la reinterpretazione.
Di fronte a questa crescente e travolgente ondata di artefatti digitali che hanno bisogno di essere archiviati, conservati e accessibili, di fronte a questa Digital Dark Age (nota anche come Medioevo Digitale), le istituzioni artistiche e culturali stanno lentamente reagendo e si stanno rendendo conto dei nuovi problemi da risolvere. Richiedono nuovi strumenti e di nuove strategie che possono solo essere il risultato di uno sforzo considerevole di Ricerca & Sviluppo nelle metodologie e tecnologie di conservazione così come di una profonda analisi dei ruoli delle istituzioni della memoria e del modo in cui sono indirizzate le sfide poste dalla disponibilità del contenuto nativo-digitale a lungo termine.
Questo simposio propone di condividere con professionisti del vasto settore culturale e artistico i punti di vista, le abitudini, le visioni e l’esperienza di alcuni dei migliori professionisti che lavoro nei campi della conservazione e dell’accesso alla cultura digitale. Durante queste due giornate, saranno presentate e discusse le metodologie e le tecnologie all’avanguardia.
Il simposio offre un gruppo unico di pensatori ed esperti sul campo, archivisti, curatori, teorici e artisti dei media, conservatori e ricercatori provenienti dall’Europa e dagli Stati Uniti, i quali lavorano in università, laboratori di ricerca, organizzazioni artistiche e istituzioni culturali.
Con: Erkki Huhtamo (FI, UCLA), Baruch Gottlieb & Philipp Tögel (DE, Vilem Flusser Archive), Emmanuel Guez (FR, pamal.org), Gaby Wijers (NL, Lima), Valérie Perrin (FR, Espace Gantner), Jon Ippolito (US, re-collection), Ben Fino-Radin (US, MoMA), John Langdon & Anna Henry (UK, Tate Modern), Céline Thomas & Chu Yin Chen (FR, BnF – Univ.Paris 8), Geoffrey Brown (US, indiana.edu), Clarisse Bardiot (FR/BE,rekall.fr), Olia Lialina (DE), Dragan Espenschied (US/DE, Rhizome.org), Klaus Rechert (DE, Univ.Freiburg – bwFLA), Jason Scott (US, Internet Arcade – archive.org).


