HeK - Basel
29 / 05 / 2015 – 30 / 08 / 2015

Christopher Baker (Stati Uniti), Aram Bartholl (Germania), Paolo Cirio (Italia), R. Luke DuBois (Stati Uniti), Ellie Harrison (Regno Unito), Marc Lee (Svizzera), Rafael Lozano-Hemmer (Messico/Canada), Bernd Hopfengärtner (Germania) e Ludwig Zeller (Germania/Svizzera), Kristin Lucas (Stati Uniti), Moniker (Paesi Bassi), Jennifer Lyn Morone (Stati Uniti), RYBN (Francia), Erica Scourti (Grecia/Regno Unito)

La mostra Poetics and Politics of Data affronta il paradigma di una società data-driven e riflette la vita in un mondo sempre più “datificato”. In utopici scenari futuri gli scienziati si entusiasmano per un mondo nel quale gli algoritmi sostituiscono i processi di gestione e immaginano un elevato spazio sensoriale datificato in cui vivere, un mondo nel quale i desideri e le nostre attività vengono previste ancor prima di averle compiute.

“Big Data” è la parola chiave di questa nuova era che vede il potere dei dati condurre alla trasformazione radicale di una società le cui azioni e produzione di conoscenza si basano sempre più sulla raccolta e la valutazione di dati.

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Poetics and Politics of Data presenta opere d’arte che affrontano il fenomeno dei Big Data e del data mining, rappresentando in differenti modi il continuo bitstream e riferendosi alle implicazioni sociali e politiche che derivano da un mondo controllato dai dati: dai processi di auto-ottimizzazione agli aspetti economici fino alle domande sull’utilizzo e alla valutazione degli stessi dati. Chi può accedere ai nostri dati? Come è possibile estrarre informazioni utili e trovare, nell’enorme piscina di dati, correlazioni “valutabili” e applicabili?

La mostra introduce approcci criticamente sovversivi e interventi in spazi collegati in rete che sfruttano il potenziale di una comunità virtuale e riflettono performance individuali nei social network. Si concentra su alcuni aspetti delle strategie di sorveglianza, del data mining, della privacy e post-privacy e delle autobiografie digitali pubblicate sui social network. Nell’infinito oceano di dati in costante espansione, gli artisti domandano quale sia il significato e la posizione dell’individuo in una società tecnologicamente in rete e, grazie alla loro resistenza e al senso d’indipendenza, offrono varie alternative in un mondo normativo di dati.

Dalle installazioni mediate dai computer alla visualizzazione dei dati, queste domande sono poste attraverso diversi mezzi di comunicazione al fine di creare anche uno spazio poetico e immersivo di dati e, quindi, non solo nuovi approcci alla loro complessa struttura.

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Poetics and Politics of Data è un progetto interdisciplinare tra Hek (House of Electronic Arts Basel), l’Istituto di Design Sperimentale e Cultura dei Media dell’Università di Scienze Applicate e Arti della Svizzera nord-occidentale FHNW, il Centro per la valutazione delle scelte tecnologiche TA-SWISS e Opendata.ch, il ramo svizzero dell’Open Knowledge Foundation. La mostra è basata sui diversi approcci artistici rispetto all’enorme quantità di dati ed esporrà strategie artistiche e idee sull’uso dei dati, modalità di interpretazione e critica, discutendo sul potenziale e sui rischi di Big Data e data mining.


http://www.hek.ch/en.html