In “Parasol Elektroniczny. Rumors from the Eastern underground”, Felix Kubin ci guida all’interno della produzione di suono underground in Europa orientale.
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Il primo episodio della serie “Parasol Elektroniczny. Rumors from the Eastern underground” rappresenta un’eccezione per due aspetti. In primo luogo, perché essendo in viaggio verso Tallinn a quel tempo Felix Kubin ha seguito personalmente le interviste con gli artisti. Questo compito viene svolto solitamente da specifici agenti. La seconda caratteristica inusuale è la durata. Con più di 80 minuti potrebbe quasi essere considerato come un doppio spettacolo. Comunque, i programmi pilota televisivi sono spesso più lunghi dei loro follow up, e non vedo perché questo non dovrebbe valere anche per gli audio.
Inoltre, l’episodio estone è una buona introduzione alla vivacità e alla varietà della scena underground dell’Europa orientale. Ogni episodio della serie è caratterizzato da alcuni motivi e sezioni ricorrenti: un nuovo inno nazionale composto da uno degli artisti, introduzioni agli strumenti e suoni prediletti, diari audio in miniatura che offrono impressioni “un giorno nella vita”, parole pronunciate nella lingua locale, descrizioni di alcune tattiche di sopravvivenza locali, sia psicologiche che economiche, e discussioni sui “sintomi dell’Est”.
“Non sappiamo se apparteniamo all’Est o all’Ovest. Vogliamo essere più come un paese scandinavo”, afferma la star post-punk Kiwa, una delle artiste underground più famose in Estonia. Infatti, con la sua piccola popolazione protestante e la sua antica lingua, l’Estonia ha molto in comune con la Finlandia. In più, c’è un forte legame con altri paesi dell’Europa orientale, in particolare in termini di storia politica condivisa. Artisti e musicisti come Kiwa, Taavi Tulev e Aivar Tõnso, hanno vissuto attraverso gli intensi cambiamenti politici che hanno scosso il loro paese; dall’occupazione russa all’indipendenza, democrazia, capitalismo e governo di destra. Gli altri artisti erano troppo giovani per assistere a questi cambiamenti

Le incertezze politiche ed economiche hanno anche portato alla nascita di una forte resistenza artistica. Nella loro brutale satira di propaganda “Scegli l’ordine”, il gruppo cinematografico radicale ESTO TV fa osservazioni sulla crescita del nazionalismo in Estonia. I membri del gruppo non avevano paura di infiltrarsi in riunioni politiche del partito di destra, fingendo di essere i loro più fedeli e radicali seguaci.
Sebbene artisti come Andres Lõo e Kiwa affermino laconicamente che “non c’è mercato per l’arte contemporanea”, l’Estonia ha un panorama musicale in piena fioritura e ricco di ottimismo. Poiché molti musicisti non hanno un lavoro, le questioni riguardanti la crisi e la sicurezza diventano irrilevanti. O, come afferma il musicista Rainer Jancis “possiamo perdere la vita ma non possiamo perdere il nostro lavoro.”
Artisti ospiti:
Aivar Tõnso
Katrin Essenson
Raul Keller
Kiwa
Sequoia (Lotte Jürjendal & Katrin Rätte)
Taavi Tulev
Andres Lõo
Tencu (Andres Tenusaar)
Rainer Jancis
