Noches eléctricas (Notti elettriche) prende il nome da Les nuits électriques, un cortometraggio diretto da Eugene Deslaw nel 1928, che si soffermava sulle luci della città di notte, sulle file di lampioni lungo le strade, sulle insegne luminose e le vetrine di Parigi, Berlino e Praga, quasi si trattasse di uno spettacolo pirotecnico. Così come i fuochi d’artificio, il film è un’effimera proiezione di luci intermittenti nell’oscurità.
Con una selezione di opere della collezione del Centre Georges Pompidou, la mostra, che si rifà agli effetti visivi della pirotecnica, mira a mostrare il filo rosso tra gli spettacoli dei fuochi d’artificio e l’arte delle immagini in movimento: fiori, stelle, pioggia, fuoco, tempeste, fontane, vulcani…
La mostra si apre con una serie di classiche incisioni francesi e stampe giapponesi che rappresentano fuochi d’artificio, ma anche con un insieme di fotografie che introduce una più ampia selezione di film sperimentali e opere contemporanee di Brion Gysin, Ange Leccia, Ana Mendieta e Yoko Ono, tra gli altri.
Presentata in uno spazio aperto e concepita sia come un percorso che come uno spettacolo, piuttosto che come un’ esposizione classica, la mostra segue il principio dei fuochi d’artificio, alternando installazioni e proiezioni. Le immagini in movimento scorrono su schermi di diversi formati e dimensioni, posizionati ad altezze diverse. Il principio della visione orizzontale viene dunque alterato e guardiamo la mostra come se stessimo guardando uno spettacolo pirotecnico: alzando gli occhi al cielo.

Mostra concepita da: Centre National d’Art et de Culture Georges Pompidou
Produzione: Centre National d’Art et de Culture Georges Pompidou & LABoral
Curatori: Philippe-Alain Michaud, Laurent Le Bon, Benjamin Weil
Artisti: Constantin Brancusi, Brassaï, John Cale, Claude Closky, Eugene Deslaw, Audouin Dolfuss, Helga Fanderl, Fischli & Weiss, Cai Guo-Qiang, Brion Gysin, André Kertesz, Jean Le Pautre, Ange Leccia, Claude Lévêque, Rose Lowder, Dora Maar, Anthony McCall, Ana Mendieta, Lászlo Moholy-Nagy, Yoko Ono, Anri Sala, Roman Signer, Isräel Silvestre, José Antonio Sistiaga, Rui Toscano, Apichatpong Weerasethakul, Cerith Wyn Evans
Progettazione: Raquel Gallego
Grafica: The Studio di Fernando Gutiérrez
Con il supporto di: Cajastur
Partner tecnologico: projectiondesign
LABoral Centro de Arte y Creación Industrial è un centro interdisciplinare che promuove lo scambio artistico rafforzando allo stesso tempo il rapporto tra società, arte, scienza, tecnologia e industrie creative. Questo progetto aperto e dinamico si rivolge a qualsiasi tipo di pubblico e combina forme di arte contemporanea all’avanguardia e attività educative e formative.
