mur.sat is è un progetto realizzato dall’organizzazione mur.at di base a Graz in collaborazione con realraum ed ESC im Labor.
Il Team: Christian Pointner, Bernhard Tittelbach, Alien Productions (Andrea Sodomka, Norbert Math, Martin Breindl,) Heimo Ranzenbacher, Peter Venus, Reni Hofmueller, Jogi Hofmueller, Takashi Linzbichler, Eva Stern, Henrik Peisz
Nel 2011 mur.at lancerà in orbita un satellite. Interorbital Systems vende il suo TubeSat, un kit satellitare personale, per circa USD 8.600 (lancio incluso). Il satellite occuperà una LEO per un paio di settimane prima di incendiarsi nell’atmosfera al suo rientro.
Il 4 ottobre 1957 il primo satellite artificiale – sputnik 1- entrò in orbita e volò intorno alla terra in 98 minuti. Durante i suoi 3 mesi di vita, milioni di persone rivolsero occhi e orecchie al cielo per unirsi a questa avventura. Oggi, dopo più di 50 anni, una moltitudine di satelliti abita e popola le sfere più esterne della terra. Sia che vogliamo conoscere la nostra attuale posizione o la direzione da seguire per arrivare a destinazione, che vogliamo scegliere tra 700 TV – o 1200 stazioni radio, o che vogliamo conoscere le prossime previsioni meteorologiche- i satelliti fanno parte di tutte queste attività. I satelliti sono diventati una costante del nostro sistema di informazione nella vita quotidiana. E ci sono senza dubbio, se pensiamo allo spionaggio, anche missili guidati e altri oggetti di questo genere.
In un secolo, lo spazio esterno alla terra è stato facilmente integrato all’interno dei processi di utilizzo economico. Allo scopo di controbilanciare le procedure economiche che sono state impiegate nell’esplorazione e nello studio dello spazio, rivendichiamo il diritto ad esplorare e studiare lo spazio per noi stessi. Rivendichiamo ‘lo’ spazio come spazio ‘pubblico’, in cui altre proiezioni, desideri, preoccupazioni, scopi e azioni di diversa natura hanno autorità e diritto. Con l’entrata nello spazio, mur.sat avrà l’opportunità di analizzare la terra dall’esterno. Con lo sviluppo di TubeSat, è diventato relativamente facile e accessibile mandare i nostri strumenti di ricerca là fuori. Aggiungendo una dose di know-how tecnico, siamo in grado di definire una serie di compiti che mur.sat dovrebbe eseguire durante il suo breve ciclo di vita. Per certi versi, l’attuale situazione è paragonabile a quella degli anni ’80 e degli inizi anni ’90, quando gli artisti sperimentavano con computer connessi, ossia con quello che oggi è conosciuto come world-wide-web/internet.
L’entusiasmo si trova nell’ esplorare nuovi spazi, nel conoscerli e capirli. Probabilmente una delle principali attrazioni sta nel fatto che in spazi sconosciuti si possano formulare nuove ipotesi e provare a scoprire e ad esplorare secondo i propri desideri e curiosità. La forza e la responsabilità che risiedono in questa possibilità rappresentano l’approccio soggettivo degli individui- nessuno può dire in anticipo se una certa domanda è pertinente. È’ anche molto probabile che nuove domande emergano a causa dell’intenso lavoro in materia, durante il lavoro stesso.

La comunicazione tra mur.sat e la terra sarà ovviata via radio 2.4GHz. Poiché i segnali di mur.sat saranno disponibili esclusivamente per brevi periodi di tempo in un punto, avremo bisogno di una densa GroundStationNetwork globale di stazioni invia/ricevi. La singola stazione dovrebbe captare e raccogliere i frammenti di segnale e trasmetterli via Internet (TCP/IP) al centro spaziale mur.at situato a Graz. L’opera d’arte che di conseguenza di creerà sarà visibile presso il centro spaziale a Graz e online; di sicuro tutti i dati saranno disponibili online e gratuitamente, pubblicati un una GNU public licence che assicurerà un accesso duraturo ai dati pubblici. Dopo alcune settimane – forse 6-8 – il satellite si incendierà nell’atmosfera durante il suo rientro.
Prima che mursat venga spedito sulla sua LEO (low earth orbit), sarà esposto in una mostra che si svolgerà dal 3 al 17 dicembre 2010 presso ESC im LABOR a Graz. Fino alla fine della mostra, la funzionalità della satellite verrà sistemata. Con un ulteriore carico di soli 200 gr, dobbiamo focalizzarci su una certa gamma di possibilità.
Attualmente, si sta pensando di:
– ascoltare l’intera banda radio registrandola e trasmettendola alla terra
– montare un altoparlante all’esterno e inviare messaggi nello spazio
– montare un microfono e ascoltare lo spazio e trasmetterne il/i suono/i o il silenzio alla terra
– posizionare una webcam per scattare fotografie e inviarle
– luci a e led che inviano messaggi agli ascoltatori terrestri
– led fax
– scansione
– montare un sensore che ‘capisca’ la posizione di mursat in relazione alla terra e rinvii quei dati
Sulla terra, nel centro spaziale a Graz, e facoltativamente in ogni sorta di luogo, i dati disponibili saranno ricevuti e interpretati, in suono, luce e installazioni di temperatura, per creare la sensazione di ADESSO, di tempo attuale, e di connessione a questa espansione ed estensione che ci circonda. Perché solo le grandi potenze economiche come gli stati e le multinazionali possono avere il diritto di sviluppare le immagini e trasmettere (e quindi definire) i modi di percepire il mondo esterno, e di rappresentare la terra de l’universo?
