Bard Graduate Center Gallery - New York
Until 27 / 01 / 2013

Focalizzata essenzialmente sul lavoro di Benoît Mandelbrot (1924-2010), uno dei matematici più importanti del XX secolo, questa mostra esplora il ruolo delle immagini nel pensiero scientifico. Grazie alla loro capacità di generare e modellare la conoscenza, le immagini sono al centro della ricerca scientifica: tabelle, grafici, taccuini, letture, rappresentazioni tecnologiche, e persino astrazioni mentali, sono gli elementi essenziali che la compongono.

Per migliaia di anni, il pensiero occidentale ha affermato che la geometria fondamentale del mondo fosse costituita da forme regolari, ideali (cubi, sfere, coni, ecc.) con facce dritte o curve e spigoli uniformi. Benoît Mandelbrot, tuttavia, decise di esplorare la matematica del mondo non nella sua forma idealizzata, ma come appare in realtà, in tutto il suo disordine e la sua irregolarità, dedicandosi allo studio, per esempio, delle forme delle coste delle isole reali, con le loro imprevedibili insenature, calette, e solchi.

Mandelbrot, in altre parole, ha guardato il mondo. Così facendo, ha sfidato ciò che in gran parte della matematica era a tutti gli effetti un divieto verso l’uso della rappresentazione visiva. Per reintrodurre l’aspetto visivo, Mandelbrot ha preso l’iniziativa di sfruttare le potenzialità del computer, trasformando la matematica in una scienza sperimentale. Ne è risultata l’invenzione della geometria frattale, una geometria concreta e non astratta.

Alla sua morte nel 2010, Mandelbrot ha lasciato una gran quantità di disegni, tabulati, film, manoscritti, fotografie e oggetti organizzati idiosincraticamente nel suo ufficio di Cambridge, nel Massachusetts, un tesoro straordinario di cui la moglie, Aliette, ha generosamente concesso l’accesso a Nina Samuel, docente presso il Bard Graduate Center. Esplorarlo è come viaggiare nel cervello del matematico, essere testimoni delle tracce fugaci dei suoi processi mentali. Il fulcro della mostra è costituito da selezioni di tali materiali.

Le isole occupano una posizione centrale nel lavoro di Mandelbrot, che le associa sia alla fonte di ispirazione che al seducente ruolo delle immagini. Mettono in discussione il suo motto “vedere è credere” e ​​mirano all’interazione tra la mano e le visualizzazioni computerizzate per creare nuove idee. Spesso, il computer in sé non è in grado di fornire un’idea, e il disegno a mano diviene necessario per trasformare un’immagine computerizzata confusa in idee o teorie nuove. Insieme a questo raro sguardo nel processo di lavoro di Mandelbrot, saranno presenti alcuni bozzetti mai esposti dei suoi contemporanei, tra cui il matematico francese Adrien Douady e il biochimico tedesco Otto E. Rössler, al fine di indagare su questo ruolo specifico della mano dello scienziato. Inoltre, per concessione della Biblioteca del Congresso, sarà rappresentato il lavoro del meteorologo Edward N. Lorenz del Massachusetts Institute of Technology, pioniere della teoria del caos.

Questa mostra e la sua relativa pubblicazione dovrebbero sollevare domande circa i pregi dell’idea secondo cui l’illustrazione di un’opera deve sempre essere secondaria al lavoro stesso. Al contrario: immagini reali spesso svolgono un ruolo creativo nel processo scientifico, costituendo una forma di pensiero materiale guidata da tracce visive produttive e interpretative, come le immagini create al computer. Queste sono spesso esteticamente convincenti, sebbene in un primo momento scientificamente impenetrabili. Si tratta di un’altra rivelazione della mostra: la bellezza del pensiero materiale che può essere trovata nei detriti visivi della ricerca scientifica.

Con le sue opere su carta, fotografie, oggetti, e film, la mostra offre agli spettatori uno sguardo mai avuto prima all’interno degli aspetti della realizzazione del nuovo mondo di idee comunemente noto come la geometria frattale e la teoria del caos, come esemplificato da uno dei classici della scienza del XX secolo, Fractal Geometry of Nature di Benoît Mandelbrot (1982).

Il catalogo

In concomitanza con la mostra, il BGC pubblicherà un catalogo riccamente illustrato con un approfondito saggio del curatore Nina Samuel sul rapporto tra immagini e ragionamento scientifico nella geometria frattale e nella la teoria del caos. Con contributi dei membri del gruppo di ricerca tedesco Das Technische Bild Matthias Bruhn e Margarete Pratschke e degli studiosi Wladimir Velminski, Jan von Brevern, e Juliet Koss, il libro indagherà sul ruolo dell’immaginario scientifico nel pensiero visivo in diverse discipline. Nel complesso, il catalogo cercherà di tracciare nuove connessioni tra il mondo materiale e quello delle idee matematiche, offrendo un insolito sguardo al terreno degli artefatti e delle metodologie grafiche di Benoît Mandelbrot e dei suoi contemporanei.

http://www.bgc.bard.edu/gallery/gallery-at-bgc/focus-gallery-4.html