Kunst Halle Sankt Gallen - St. Gallen
11 / 07 / 2015 - 13 / 09 / 2015

Le opere di Lawrence Abu Hamdan (nato nel 1985 ad Amman, Giordania, vive e lavora a Londra e Beirut) esplorano spesso la politica contemporanea dell’ascolto e sono sviluppati sotto forma di installazioni audiovisive, performance, lavori grafici, fotografie, sermoni islamici, composizioni su cassetta, testi, analisi audio forensi, difesa, testimonianze degli esperti e, più recentemente, pacchetti di patatine.

Nella sua più grande mostra personale tenutasi finora, Taqiyya—The Right to Duplicity alla Kunst Halle Sankt Gallen, Lawrence Abu Hamdan analizza la voce in quanto strumento politico fondamentale, i modi attraverso i quali essa rappresenta la verità e il ruolo della menzogna nell’attuale mondo che conosce tutto di tutti. Una nuova installazione video a due canali, Contra Diction (Speech Against Itself), rappresenta il fulcro di questa mostra e usa il concetto teologico, legale, linguistico e filosofico della Taqiyya come filo conduttore dei diversi tipi di lavori presentati.

La Taqiyya è un oscuro elemento della giurisprudenza islamica praticata da minoranze esoteriche, in particolare dalle comunità religiose dei drusi in Palestina, Syria e Israele. Secondo il principio della Taqiyya, più o meno paragonabile al concetto occidentale di immunità diplomatica, i membri di una comunità possono rinnegare la loro fede o persino commettere atti illegali se soggetti a persecuzione o apolidi. Le dichiarazioni effettuate ai sensi della Taqiyya si collocano sia all’interno sia all’esterno della legge. Dunque, la Taqiyya si afferma come il principio legale che permette di abitare quegli spazi intermedi tra verità e falsità.

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Il lavoro di Abu Hamdan, presentato durante la sua mostra al St. Gallen, racchiude un’ampia gamma di strategie che rivelano come le convenzioni relative all’ascolto si siano senza dubbio modificate, sebbene continui a esistere la libertà di parola. L’apparato statale di ascolto complessivo, su cui si basano le considerazioni di Abu Hamdan, promuove una politica di assoluta trasparenza che percepisce la discrezione come la più grande minaccia per la democrazia: mentre la radicale libertà di parola è garantita solo alla società, sembra che le persone siano spinte in continuazione a confessarsi e a testimoniare. Tra il diritto di parola e la richiesta di silenzio, Abu Hamdan esamina una politica di ascolto che richiede sempre più nuovi concetti di parola.

Lawrence Abu Hamdan rivela il concetto che sta alla base della Taqiyya in vari contesti e pratiche estetiche attraverso il lavoro Conflicted Phonemes (2012) – una cartografia basata sugli accenti che mostra le politiche di asilo, che si basano sulla pronuncia di una singola sillaba come prova d’origine e cittadinanza – o mostrando una collezione privata di dipinti coloniali dissimulanti. Abu Hamdan vuole svelare la natura di per sé infedele della testimonianza e l’impossibilità della produzione occidentale di verità.

È la disonestà ciò che Lawrence Abu Hamdan vuole farci vedere e sentire in modi sfaccettati, attraverso i documentari e il palco, i gesti tipici del parlato e le più recenti tecnologie di analisi della voce. Secondo la Taqiyya, egli apre la strada a una nuova comprensione della parola, della natura infedele della voce e delle sue relazioni con la verità, e nel processo si chiede quali siano le condizioni chiave secondo cui noi parliamo, mentiamo o restiamo in silenzio.

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Lawrence Abu Hamdan (nato nel 1985 ad Amman, Giordania) vive e lavora a Londra e Beirut. Nel 2015 gli è stato affidato l’Armory Show. I suoi lavori appartengono alle collezioni del MoMA di New York, del Van Abbemuseum, a Eindhoven (Paesi Bassi) e della Barjeel Art Foundation, negli Emirati Arabi. Nel 2013, l’audio documentario di Abu Hamdan The Freedom of Speech Itself è statosottoposto al tribunale per i richiedenti asilo nel Regno Unito come prova. Le sue indagini audio forensi sono parte delle ricerche per la Forensic Architecture, con sede al Goldsmiths College di Londra, dove è dottorando e professore associato. Mostre personali (selezionate): Beirut, Cairo (2013); Van Abbemuseum, Eindhoven (2014); Casco, Utrecht; e Showroom, Londra (2012). Mostre di gruppo e performance (selezionate): New Museum Triennial, New York (2015); la Biennale di Shanghai (2014); la Whitechapel Gallery, Londra; MACBA, Barcellona; Tate Modern, Londra; e M HKA, Anversa (2012).


http://www.kunsthallesanktgallen.ch

http://lawrenceabuhamdan.com/