Curatore: Marko Košan
Prodotto da: Aksioma – Institute for Contemporary Art, Ljubljana
Co-prodotto da: Koroška Gallery of Fine Arts
Executive producer: Marcela Okretič
Tutti i lavori in mostra sono dipindi da: Viktor Bernik
Con il supporto di: the Ministry of Culture of the Republic of Slovenia, the Municipality of Ljubljana and the Municipality of Slovenj Grade
Il collettivo Janez Janša, Janez Janša e Janez Janša affronta per la prima volta la tematica della pittura sotto un profilo politico. Il progetto, dal titolo “Signature” (Firma), é rappresentato da 27 dipinti commissionati dallo stesso collettivo e creati dall’artista Viktor Bernik.
Ciascuno di essi apporta la firma Janez Janša, realizzata con una densa pittura acrilica. I dipinti, assemblati in nove trittici, differiscono visibilmente l’uno dall’altro solo in virtù della riproduzione manuale dell’immagine di ogni firma. Quando l’osservatore presta maggior attenzione alla firma presente su ciascun trittico, si rende conto che la differenza nasce dalla combinazione delle firme apposte dagli autori del progetto.
Si ha quasi l’impressione che ogni trittico sia stato concepito da autori diversi. Nei 27 dipinti riscontriamo quattro diverse combinazioni di parole, ovvero quattro variazioni dei nomi e dei cognomi Davide Grassi, Emil Hrvatin, Janez Janša e Žiga Kariž.
Nell’omonimo libro, che potrà essere acquistato direttamente presso la galleria, Petja Grafenauer fa notare come il progetto pittorico “Signature”, ad opera dei tre Janšas, solleva la questione relativa alla paternità, ancora percepita come qualcosa di estremamente individuale nella fine art e considerata altresì espressione del lavoro del genio artistico.

Chi é l’autore? L’artista che ha creato l’opera o colui che vi appone la propria firma? Chi é il firmatario e quanti ce ne sono? Emil Hrvatin é forse lo stesso autore che si é firmato come Janez Janša Janšas? Quale valore viene attribuito a questi due trittici a livello culturale e di mercato? Sono uguali o diversi?
Il teorico Miško Šuvaković colloca l’esibizione Signature nell’ambito del vasto progetto Janez Janša, dove il collettivo persevera nell’intento di “esplorare, sperimentare e riorganizzare la struttura della designazione umana. La denominazione e designazione, ossia la mediazione in virtù del nome per scopi comunicativi e identificativi, sono divenute il topus della loro ricerca artistica sulla condizione umana (conditio humana)”.
