PARCO NORD - MILANO
23 MAGGIO 2007

Jeremy Rifkin è il fondatore e il presidente della Foundation on Economic Trends di Washington, una fondazione che studia l’impatto economico, socio-ambientale e culturale delle nuove tecnologie nell’economia globale. È autore di libri sull’impatto dei cambiamenti tecnologici sull’economia, sulla forza lavoro e sull’ambiente, che sono stati tradotti in quindici lingue e vengono usati in centinaia di università in tutto il mondo. Negli ultimi 25 anni ha tenuto corsi ed è stato “resident scholar” in oltre 300 università di dieci paesi diversi. Ha scritto 17 libri, tra cui l’ultimo best seller: “The European dream: how Europe’s vision of the future is quietly clipsing the American dream”.

Alla fine degli anni settanta, Jeremy Rifkin è stato co-autore di The North Will Rise Again: Pensions, Politics and Power in the 1980s , un saggio pionieristico al quale viene spesso riconosciuto il merito di aver cambiato l’atteggiamento dell’opinione pubblica e la politica governativa rispetto all’uso sociale di centinaia di miliardi di dollari investiti nei fondi pensionistici statunitensi. Negli anni ottanta, Jeremy Rifkin ha pubblicato Entropy , il best-seller internazionale in cui per la prima volta si fondevano la teoria economica e quella ambientale. Il libro ha contribuito a lanciare quelli che sarebbero poi diventati gli attuali concetti di sviluppo sostenibile.

Ha studiato ‘economics and internal affairs’, e le sue ricerche si concentrano sull’influenza che ha l’evoluzione tecnologica e scientifica sull’economia, sul lavoro, sull’ambiente e sulla società. Per l’impatto che il suo lavoro ha sulla società civile e sul mondo politico è stato definito un ‘attivista professionista’. La sua esperienza di attivista risale agli anni ’60 e ’70 durante i quali ha fatto parte del movimento pacifista negli USA e ha fondato nel 1969 la Citizens Commission, che voleva portare alla luce i crimini di guerra degli Stati uniti d’America durante il conflitto in Vietnam.

E’ dalla fine degli anni ’70 però che il suo impegno di studioso e di attivista politico si rivolge all’industria della biotecnologia. Rifkin mette in guardia da uno sviluppo delle biotecnologie al di fuori di un controllo statale. Nel 1998 è apparso in Italia il suo libro Il secolo Biotech. Il commercio genetico e l’inizio di una nuova era. Il libro, pubblicato da Baldini&Castoldi, affronta il tema delle tecnologie e del commercio genetico in relazione ai problemi che porterà la rivoluzione biotecnologica.

Da allora una serie di libri seminali quali: L’era dell accesso, Entropia, Ecocidio, Economia all’idrogeno, Il sogno Europeo