Curato da Patrick Michalopoulos
Schwartz Gallery introduce IMPROMPTU, la prima mostra di una serie di progetti da attivati da Schwartz Projects, una nuova strategia di mostre che estrapolano modelli di creazione di mostre più dinamici e flessibili, in linea con i dibattiti correnti sulla pratica curatoriale.
La premessa di IMPROMPUT nasce da una reazione critica alle prime cinque mostre esibite presso la Schwartz Gallery, che hanno invece seguito una pratica di messa in mostra molto più rigida. Il modello della “mostra di gruppo” è stato reinterpretato sulla base dell’assenza di un tema specifico: in questo modo IMPROMPTU sarà caratterizzato da un periodo di pre-mostra nela galleria in cui sarà consentito agli artisti di usare la galleria stessa come uno studio e in cui gli artisti stessi verranno in contatto senza essersi mai conosciuti prima.
Queste strategie contestano una moltitudine di pratiche che circondano l’organizzazione e la messa in opera delle mostre collettive, come per esempio la relazione tra gli artisti stessi, la manifestazione delle loro pratiche artistiche, il ruolo del curatore e in ultima analisi il ruolo della galleria come “possessore” e “veicolatore” di arte contemporanea.

Nozioni sull’organizzazione nella società, sul controllo istituzionale della produzione e del consumo della cultura, sono quindi messi in evidenza e rivalutati. La galleria diventa così un “ambiente vivo”, in cui gli artisti e il curatore improvvisano sulle loro rispettive pratiche in risposta alle dinamiche evolutive del gruppo.
Un sommario dell’attività in studio degli artisti può quindi essere trovata presso il blog della galleria: http://schwartzprojects.blogspot.com/
Sul sito del progetto è anche possibile trovare informazioni e una guida alle pratiche dei singoli artisti e non costituisce necessariamente un descrizione del lavoro sviluppato come parte del progetto IMPROMPTU
