La Chisenhale Gallery è lieta di annunciare la più importante mostra individuale di Florian Hecker, la sua prima in un’istituzione pubblica, che comprende una nuova installazione di opere sonore co-commissionate dalla Chisenhale Gallery di Londra e dalla IKON Gallery, di Birmingham. Il nuovo incarico di Hecker si fonda sulla continua analisi del suono in relazione al corpo e allo spazio, impiegando progetti psicoacustici idiosincratici al fine di esaminare e al contempo turbare la percezione spaziale.
Alla Chisenhale Gallery Hecker presenterà una serie di quattro opere indipendenti elettroacustiche che conducono il visitatore a girare per lo spazio della galleria, dove ogni opera rivela uno stile anomalo nel categorizzare i tradizionali eventi e oggetti acustici o le correnti. I lavori comprendono un’opera a 5 canali dove l’organizzazione percettiva di una sequenza di toni cambia secondo la posizione del visitatore e un’ opera apparentemente monofonica in cui un singolo altoparlante direzionale punta verso una sezione piastrellata di una parete; qui la localizzazione del suono emesso oscilla tra lo speaker e la superficie bianca riflettente.
2 x 3 Kanal (2 x 3 Channel, 2009) consiste in due opere separate a 3 canali che ruotano simultaneamente l’ una in senso orario, l’altra in senso antiorario intorno ai 3 speaker. Un’apparente struttura sonora che si muove costantemente verso l’alto si alterna con una sequenza di toni che illustrano il “Tritone Paradox” di Diana Deutsch. L’opera a 2 canali, Magnitude Estimation (2010), presenta una voce che legge i valori di sonorità di un dato suono. Questi stessi enunciati sono emessi simultaneamente da un altoparlante opposto, creando una chimera sonora mentre duplicano la voce, il senso e i dati precisi di quello che uno spettatore sente.
L’esposizione degli altoparlanti l’uno sospeso dal soffitto e l’altro montato alla parete crea un accorpamento multimodale di componenti sonore e spaziali, formando un’architettura invisibile all’interno della galleria, dove i confini sono segnati dal passaggio da un’opera sonora all’altra.

Hecker è nato nel 1975 a Kissing, in Germania. Lavora come performer, possiede un suo studio e si dedica alle installazioni. Collabora molto spesso con ricercatori accademici nell’ambito della percezione sonora e della computer music, oltre che con altri artisti quali Aphex Twin, Russell Haswell and Cerith Wyn Evans.
Ha presentato la sua opera in tutto il mondo esibendosi di recente alla 53a edizione della Biennale di Venezia; alla BAWAG Contemporary di Vienna; all’Evento di Bordeaux in Francia al The Morning Line, Youniverse, al 3 Bienal Internacional de Arte Contemporáneo de Sevilla, in Spagna; al Mori Art Museum, Tokyo, Giappone (2009); al Manifesta 7, Sudtirolo, Italia, (2008); al Musée d’Art Moderne de la Ville, Parigi, Francia, (2006). Le mostre in programma per il 2010 comprendono MMK: Museum of Modern Art, Francoforte, Germania. Hecker è anche un performer abituale e la sua ampia discografia comprende Haswell & Hecker, Blackest Ever Black, Warner Classics (2007) e il suo ultimo album Acid in the Style of David Tudor, Editions Mego (2009).
Conferenze ed Eventi
Sabato 27 Febbraio alle 14.00. Lo scrittore indipendente e curatore David Bussel conduce un giro della mostra.
Giovedì 18 Marzo alle 19.00. Robin Mackay, filosofo ed editor della rivista Collapse, discute su come la tecnica di Florian Hecker basata sulla percezione-come-allucinazione evochi un problema filosofico fondamentale che tormenta la disciplina scientifica della psicoacustica: Che cos’è un oggetto (sonoro)?
