Il Direktorenhouse
Direktorenhaus, un nuovo spazio artistico a Berlino, dove verrà esplorata una sorta di simulazione della Gesamtkunstwerk, l’opera di arte totale. Ai tradizionali metodi artistici e artigianali verranno affiancati analoghi strumenti di tecnologia digitale, che non si limiteranno tuttavia a una valenza puramente estetica, bensì assumeranno una dimensione sperimentale di grande risonanza sociale.
Le esposizioni arriveranno a sfidare i preconcetti, cancellando i confini tra arte e design. La Direktorenhaus é situata proprio nel centro della città, al numero 2 di Am Krögel, il viale che interseca Alexanderplatz e Nicolaiviertel, a ridosso del fiume Spree, vantando una spettacolare vista sul vecchio porto. Le strutture comprendeno un centro espositivo, un club room, un bar e un punto vendita.
Lo scorso 5 novembre la Direktorenhaus di Berlino ha avuto l’onore di presentare per la prima volta a Berlino il collettivo Carnovsky.
Il Direktorenhouse presenta Carnovsky a Berlino
Carnovsky é un collettivo italiano composto da Francesco Rugi e Silvia Quintanilla. Nel progetto da loro realizzato,RGB, le superfici mutano e interagiscono grazie all’uso di differenti stimoli cromatici. Tale progetto consiste nella sovrapposizione di diversi modelli che si plasmano in immagini tanto inaspettate quanto sconcertanti. I colori si fondono l’uno nell’altro. Le linee e le forme si intrecciano dando vita a immagini oniriche, pressoché indistinte. Attraverso un filtro (un materiale di colore chiaro o trasparente) é possibile vedere distintamente gli strati che compongono l’immagine. Ognuno di questi filtri (rosso, verde e blu) permette di rivelare soltanto uno di questi tre modelli, celando così gli altri due.

Il Direktorenhaus a Berlino
“Era nostra intenzione rappresentare l’antico tema della metamorfosi concepito alla stregua di un divenire incessante che scaturisce da un “caos primigenio”. A tal fine abbiamo creato una sorta di catalogo sui motivi naturali, a partire dalle incisioni tratte dai grandi testi europei di storia naturale, risalenti a un periodo compreso tra il XVI e il XVIII secolo, da Aldrovandi a Ruysch, da Linneus a Bonnaterre. Si tratta di un catalogo che, non avendo alcuna finalità tassonomica o scientifica, in senso moderno, mira ad analizzare tanto il reale quanto il fantastico, il vero e il verosimile ispirandosi alla maniera dei bestiari medioevali.
In ciascuna immagine convivono tre strati, tre mondi che potrebbero appartenere a un determinato regno animale o a una specifica parte anatomica, ma che comunque rimandano a un diverso status psicologico o emotivo in metamorfosi che passa dal visibile all’occulto, dalla luce all’oscurità, dalla coscienza allo stato onirico in un processo che potrebbe essere una sorta di esplorazione della prodondità della superficie”.
