Subtle Technologies Festival 2011 | Maggio 28 – 5 Giugno 2011 & Digicult presenta:
PHENOMENA: A JOURNEY AROUND AUDIOVISUAL ART-SCIENCE
A cura di Marco Mancuso e Claudia D’Alonzo per Digicult
Innis Town Hall, Toronto
02 Giugno 2011
Screenings:
Hidden Worlds
a cura di Marco Mancuso per Digicult
When the eye flickers (Quando l’occhio trema)
a cura di Claudia D’Alonzo (Univeristy di Udine, Digicult) & Mario Gorni (DOCVA)
Lecture:
A Myriad of vibrant phenomena. The hidden worlds of audiovisual art-science
condotta da Marco Mancuso per Digicult
http://www.subtletechnologies.com/festival/film
http://www.iictoronto.esteri.it/IIC_Toronto/webform/

Digicult ha ricevuto un invito dal Subtle Technologies festival di Toronto per presentare 2 Videoscreenings: “Hidden Worlds” a cura di Marco Mancuso e “Quando l’Occhio Trema” a cura di Claudia D’Alonzo (Univeristà di Udine, Digicult) e Mario Gorni (archivio DOCVA) .
“Hidden Worlds” è un nuovo capitolo nel percorso di ricerca di Marco Mancuso nell’ambito della audiovisual art-science, percorso partito dall’esperienza al Workshop di Bruce Sterling a Fabrica nel 2008, proseguito con la lecture tenuta presso il Museo della Scienza di Napoli nel 2009 e conclusa con la curatela per il Sincronie Festival 2009 e l’invito alla convention “Cinema & Scienza” organizzata dall’Università Roma 3.
“Quando l’Occhio Trema” è invece una ricerca critica di Claudia D’Alonzo sulla ricostruzione del percorso storico e metodologico dell’uso della tecnica del Flicker nel cinema e nel video, condotta insieme a Mario Gorni e all’Archivio Docva (Milano).
Il videoscreening “Hidden Worlds” è inoltre arricchito da una lecture e un saggio critico, condotto da Marco Mancuso, dal titolo “A Myriad of Vibrant Phenomena: the hidden worlds of audiovisual art-science”
“Subtle Technologies unisce diversi individui promuovendo meraviglia, creativita’ e innovazione attraverso uno spettro multidisciplinare”
Subtle Technologies e’ un incontro di artisti, scienziati, esperti di tecnologia, ingegneri e una vasta varietà di partecipanti del pubblico in generale. Condividiamo idee che ricorrono attraverso le discipline, esploriamo nuove tecnologie, mettiamo in risalto la creatività e prepariamo nuove generazioni di collaboratori all’intersezione tra l’arte, la scienza e la tecnologia.
Il 2011 rappresenta il quattordicesimo anno del nostro festival e organizzazione. La nostra audience e visibilità sono cresciute senza sosta sin dal 1997. Siamo conosciuti a Toronto e a livello internazionale come un’ iniziativa unica per il nostro sforzo nell’unire le scienze e le arti piuù recenti. I nostri eventi sono frequentati da individui intellettualmente curiosi, di varia estrazione sociale e vari interessi—in particulare, da coloro che hanno un interesse speciale nelle arti, la tecnologia, le scienze l’ingegneria, l’architettura e il design.
Il Festival si tiene tutti gli anni in Giugno e include un symposium (3 giorni di presentazioni, dimostrazioni, e discussioni illuminanti), performances, una mostra, una rassegna di video e speed networking. Tra il 2010 e 2011 abbiamo iniziato a organizzare una serie di eventi durante l’anno, in collaborazione con varie comunità e organizzazioni culturali, promuovendo workshops, eventi letterari, documentari e altri eventi sparti su tutto il corso dell’anno—tutti organizzati per promuovere l’intersezione tra arti tecnologie e scienze.

“Hidden Worlds”
Screening a cura di Marco Mancuso per Digicult: Short Version
La rassegna Hidden Worlds rende omaggio a uno dei territori più stimolanti e ancora oscuri della ricerca artistica audiovisiva contemporanea: quello del rapporto tra arte e scienza. Il videoscreening colleziona lavori che inducono una riflessione critica sulla relazione esistente tra gli ambiti di ricerca dell’arte audiovisiva (in relazione alle esperienze del cinema, del video e del digitale) e delle scienze applicate.
Un progetto che, anche nell’alternarsi degli esempi artistici proposti che indagano nuove forme espressive nella rappresentazione del rapporto suono-immagine, evita espressamente di concentrarsi su un’estetica o su un possible linguaggio comune, quanto piuttosto propone una panoramica su specifici sistemi di percezione sensoriale, su meccanismi emozionali di “saturazione” indotti attraverso l’uso di tecniche ibride che espandono, oggi come mai in passato, la tradizione del cinema sperimentale analogico fino al più moderno audiovisivo digitale.
Il videoscreening Hidden Worlds trasporta il pubblico verso bellissimi “mondi nascosti”, resi manifesti dalla curiosità di artisti e scienziati che sempre più spesso collaborano e condividono esperienze sulla ricerca di nuove potenzialità espressive insite in specifici processi matematici, nonchè fenomeni fisici, ottici, chimici ed elettromagnetici.
Dalla rappresentazione audiovisiva dei fenomeni energetici ed elettromagnetici in atto sulla superficie del Sole nonchè delle interferenze generate dall’interazione dei campi elettromagnetici del Sole stesso e della Terra, come possibile strumento di estetizzazione dei fenomeni esistenti nello spazio, da parte del duo Semiconductor (nel lavoro Black Rain), risulta straordinariamente breve il passaggio alla rappresentazione audiosiva di reazioni chimico-fisiche-ottiche del duo Portable Palace (Evelina Domnitch & Dmitri Gelfand), che nel primo lavoro presente in rassegna (Camera Lucida) studiano il fenomeno chimico-fisico della “sonoluminescenza”, mentre nel secondo contributo (10000 Peackcock Feathers in Foaming Acid) analizzano le potenzialità dei fenomeni ottici generati dall’indagine della luce laser nelle struttura nanometrica di una schiuma. E ancora, il primo lavoro di Thorsten Fliesch presente in rassegna (Energie!) mette in evidenza le bruciature su carta fotografica prodotte da un flusso energetico ad alto potenziale di un fascio di elettroni contenuti in un tubo catodico.
Il concetto di numero è sempre presente ed è l’elelento costituivo di qualsiasi formula matematica o algebrica che sottende non solo un singolo fenomeno energetico presente in natura, ma anche una serie di fenomeni di disturbo e/o sovrapposizione come l’interferenza, il battimento, l’accumulazione, l’armonia nonchè fenomeni ottici come quelli di Moirè (illusione ottica generata da sequenze geometriche di fenomeni di interferenza), come accade nei lavori puramente glitch e software di Carsten Nicolai (Spray).
Il numero, nella sua massima astrazione di elemento di rappresentazione codificata della quarta dimensione, è presente ancora nel video di Thorsten Fleisch (Gestalt), una ricognizione nel mondo dei quaternioni (i frattali quadridimensionali) visualizzati però, tramite software opportuni, in uno spazio tridimensionale. Ma è forse il capolavoro di John Campell (LI: The Patterns of Nature), che evidenzia, in conclusione, le strutture geometriche presenti spontaneamente in Natura, in una sorta di documentario audiovisivo, magico e ipnotico, esempio perfetto di una profonda convizione critica: l’arte audiovisiva contemporanea ha oggi, come mai in passato, gli stumenti tecnologici e il dovere etico di confrontarsi con il mondo empirico che ci circonda e le tecnologie “naturali” che lo abitano. Tecnologie da raccogliere, osservare e manipolare, come l’uomo ha già dimostrato di sapere fare con la luce, il suono, l’immagine e lo spazio.
Screening: Short Version
– Semiconductor
Black Rain (2009, GB)
col., sound, 3’02”, HD Format: 16:9 widescreen
– Evelina Domnitch & Dmitri Gelfand
Camera Lucida: Sonochemical Observatory (2006 – Rus, Bel)
col., sound, 8’57”
-Thorsten Fleisch
Energie! (2007, Ger)
col., sound, 5’18”
– John N. Campbell
Li: The Patterns of Nature (2007 – Usa)
col., sound 9’06”, original format: 16mm
– Evelina Domnitch & Dmitry Gelfand
10000 Peackcock Feathers in Foaming Acid (2009 Rus, Bel)
col., sound, 2’52”
– Alva Noto
Spray (2006, Ger)
col., sound, 8′
– Thorsten Fleisch
Gestalt (2003, Ger)
col., sound, 5’20”

“Quando l’occhio trema”
Screening a cura di Claudia D’Alonzo per Digicult e Mario Gorni per Docva
Quando l’occhio trema – tratto dall’omonimo film di Paolo Gioli del 1989 – costruisce un percorso storico e metodologico sull’uso della tecnica del flicker attraverso una selezione di dieci lavori, provenienti dagli archivi video DOCVA, insieme a opere di autori collegati al network internazionale di Digicult.
Il ‘flicker’ è una tecnica applicata in molte forme d’arte, cinema sperimentale su pellicola, ambienti ed installazioni di luci, video analogico e audiovisivo digitale.
Tale tecnica si basa su uno specifico fenomeno percettivo. La normale percezione dell’immagine in movimento avviene con una frequenza di 24 fotogrammi al secondo. Diminuendo questa frequenza tra i 6 ed i 18 fts, si crea uno sfarfallio visivo che corrisponde ad una stimolazione diretta del nervo ottico, ad una proto-visione nella quale i ritmo visivo si sincronizza direttamente con le nostre onde celebrali.
Il flicker rientra in quella categoria che Edmund Husserl definisce come ambiguità percettiva, in quanto offre la possibilità di travalicare le convenzioni del conoscere abituale per comprendere e rapportarsi al reale attraverso nuove possibilità, date dalla destabilizzazione – in questo caso violenta, a volte traumatica – di abitudini percettive assuefatte e automatizzate.
Gli artisti sperimentano attraverso il flicker sia un piano fenomenologico, quello della stimolazione anomala del nostro apparato percettivo, che un’analisi strutturale dei codici dell’immagine in movimento.
Grazie alla collaborazione tra l’Archivio DOCVA e Digicult, Quando l’occhio trema si configura anche come momento di ricerca, per concepire il materiale d’archivio come strumento dinamico attraverso il quale instaurare relazioni e scambi, punto di partenza imprescindibile per instaurare confronti tra le esperienze storiche della sperimentazione audiovisiva e gli sviluppi rappresentati dagli autori più contemporanei.
Screening:
– Claudio Ambrosini
Light solfeggio (Italia, 1977)
2’17”, b/w, Courtesy Archivio DOCVA
– Paolo Gioli
Quando l’occhio trema (Italia, 1989)
12′, b/w, Courtesy Paolo Gioli
– Kurt Hentschläger/Ulf Langheinrich (Granular Synthesis)
Form ( Austria, 2000)
3′, col., Courtesy Granular Synthesis
– Thorsten Fleisch
Superbitmapping (Germania, 2000)
2′ 3”, col., Courtesy Thorsten Fleisch
– Graw & Bockler
Because (Germania, 2002)
3’47”, col., Courtesy Archivio, DOCVA
– Scott Arford
Untitled for television (USA, 2003)
5′ 57”, col., Courtesy Scott Arford
– Alessandrà Arnò
Stars (Italia, 2003)
4′, b/n, Courtesy Archivio DOCVA
– Otolab
Vagina cosmica (Italia, 2009)
video: xo00, audio: _dies, , 4′ 50”, col., Courtesy of Otolab

“A Myriad of Vibrant Phenoema: The hidden worlds of audiovisual art-science”
Lecture by Marco Mancuso for Digicult
Between 1899 and 1904 the german philosopher and biologist Ernst Haeckel published a book of lithographic and autotype prints entitled Kunstformen der Natur (Art Forms of Nature), one of his best known works and a symbol of his zoological research and philosophy, centered on the observation of marine micro-organisms as well of various natural species and animals. The complete volume, consisting of over 100 lithographs, each accompanied by a short descriptive text, obtained a great success even among the non-specialist public and among some Art Nouveau artists, committed to find new models to be used in the nascent industrial design and in architecture.
From the first experiences on the field by Haeckel to theories of fractals and morphogenesis, dreams of genetic algorythms, studies on quaternions, perceptions of Moirè’s and optical effects, computational periodics achievements, recordings of electromagnetics phenomena, chemical-physical sponteneous reactions, cymatics observations on dynamics of sound waves and vibrations, it’s clear that Mother Nature is characterized at the root by a matrix of numbers and mathematical expressions involving a series of physical, optical, chemical-physical, electromagnetic and nanometric phenomena influencing its forms, species, colours, sounds and structures.
If science is considered an organic complex of knowledge obtained through a methodical procedure, capable of providing a precise description of the real aspect of things and the laws by which the phenomena happen, and if the rules governing such process are generally called “scientific method”, then the experimental observation of a natural event, the formulation of a general hypothesis about such event and the possibility of checking the hypothesis through subsequent observations become fundamental elements in modern scientific research.
What it is today recognized as “immersive art-science” is a form of creative expression meant to rise above the notion of art as abstract representation, in behalf of a multi-sensorial experience. The purpose of the this lecture which enrich and complete the “Hidden Worlds” screening, is to critically map those artists acting with a “discovery approach”, observing and recording, sharing experiences and ideas with scientists and science communities, working without the use of cinematographic or video or digital tecniques but obtaining the fluxus of sound and images only by natural and spontaneous scientific phenomena (physical, optical, chemical, mathemical and electro-magnetical). Hidden Worlds wants to create fascinating objects and also to invite the public to go beyond ordinary perception’s border. Immersivity awakens a synesthetic awareness, both in the mental and in the physical space. A myriad of vibrant phenomena, usually beyond the observer’s reach, are instead made reachable through an accurate psychophysical conditioning.
Video Lecture
– Hans Jenny Cymatics Soundscapes (1967, Switzerland)
– Mary Ellen Bute Abstronic (Usa, 1954)
– John Whitney Permutations (USA, 1971)
– Semiconductor Magnetic Movies (USA, 2007)
http://www.subtletechnologies.com/
