CENTER FOR CONTEMPORARY ARTS - GLASGOW
28 MARCH 2009

Competitive Edges Symposium:
Cultura, Nazionalismo& Migrazione

 

Al Lothian Lecture di Edimburgo nel 1998, il professor Tom Nairn e il Primo Ministro indipendentista della Scozia, Alex Salmond hanno raffigurato la Scozia come una nazione sveglia, “dai piedi leggeri” e “forse in grado di oltrepassare i pezzi grossi”. Quest’idea riprende molto l’immagine della tigre celtica negli anni del boom dell’Irlanda. Posto che le nazioni non sono in effetti entità mobili all’interno del sistema giuridico internazionale della sovranità, si mira a coinvolgere ricercatori, accademici, scrittori e autori internazionalmente riconosciuti, impegnati nelle questioni di globalizzazione, per studiare cosa significano tali idee per la cultura e le arti, soprattutto in relazione all’identità e alla migrazione, e in fin dei conti per le politiche che formano la cultura.

Questa sarebbe, per un gran numero di persone, un’opportunità fondamentale per individuare storicamente le tendenze culturali contemporanee e per situare la politica e la questione della diversità in un contesto comparativo internazionale. Si pensa che sia particolarmente importante analizzare le politiche culturali in un contesto di sviluppo irregolare e l’incredibile ascesa dell’economia speculativa internazionale.

Storicamente, la Scozia ha avuto esperienze di migrazione di massa soprattutto nel diciannovesimo secolo come risultato dei “miglioramenti” rurali forzati. Ciò ha influenzato il modo in cui il paese immagina se stessa oggigiorno. Nel 2004 lo Scottish Arts Council ha tenuto un’importante conferenza a Dundee, ‘New Voices Hidden Histories’, che ha generato un dibattito su come la migrazione di massa abbia inoltre influenzato il panorama culturale della Scozia e se gli artisti e le organizzazioni d’arte rappresentino effettivamente la società scozzese contemporanea.

Uno dei punti emersi dalla conferenza è che le fondazioni filosofiche del multiculturalismo siano imprecise e le loro politiche potenzialmente creatrici di discordia e settarie. Com’è stato analogamente descritto della contemporanea Irlanda multietnica, il “multiculturalismo” è una corrente linguistica comune che rinnega ogni giorno sfumature istituzionali e del razzismo di stato in nome dell’essere senza razza. Lungi dal promuovere la tolleranza della differenza culturale, le politiche multiculturali ortodosse hanno presentato un numero di paradossi atti a rafforzare territorialismo e razzismo. Sempre più, l’ideologia delle nazioni come vive entità corporative, quale l'”UK PLC”, sembra non trovare risposta all’esperienza di vita quotidiana in sconfinati stati immobili che non dispongono di una scelta per la bancarotta sotto la legge internazionale

Negli ultimi cinque anni, le questioni sorte a Dundee sono state rimaneggiate dai difficili progressi del Creative Scotland Bill del parlamento scozzese che, nonostante un confuso andirivieni politico, sembra ancora predisposto a posizionare la cultura vicino alle politica e alle politiche economiche, possibilmente erodendo le basi del “principio della lunghezza del braccio”, che ha ispirato la gestione culturale dopo il 1945.

Ciò che risulta essere estremamente poco chiaro delle idee multiculturali ortodosse è come i complessi valori del multiculturalismo continueranno a funzionare nella pratica: ci può essere una relazione critica con il modello promozionale di cultura che ora forma la politica culturale di molti paesi, e se così, quanto successo può avere in relazione ai diritti democratici di difesa e libertà nella cultura? Tale simposio a Glasgow è quindi opportuno per analizzare comparativamente come le libertà culturali e i diritti umani possano essere sostenuti o erosi nell’era del nazionalismo competitivo.

Alcuni questioni chiave a cui si rivolge:

• la struttura economica della migrazione e le risposte nazionali
• le politiche che definiscono la ‘diversità’
• il luogo del mondo accademico di colore
• sviluppo, sovranità e cittadinanza
• autonomia culturale – comunicazione o espressione della propria personalità?

 

 

http://www.variant.org.uk