… una questione di traduzione e conoscenza (storica)
Una conferenza di lavoro organizzata dal Baltan Laboratories in collaborazione con il Van Abbemuseum
Il progetto è stato lanciato da Angela Plohman e poi sviluppato da Annet Dekker (http://aaaan.net).
“Perché accedere a un’intera collezione di un museo su Internet è più facile che esporre una singola opera d’arte web-based in un museo?” Questa è la domanda posta durante la presentazione di un libro del collettivo viennese Cont3xt.net, nell’agosto del 2011. Si riferisce chiaramente a uno dei punti cardine della discussione sul perché vi siano così poche espressioni artistiche digitali all’interno delle collezioni dei musei. Nonostante le tecnologie digitali abbiano una vasta applicazione nello scambio di informazioni sia con l’interno che con l’esterno del museo stesso, dalla distribuzione dei contenuti ai siti web o alle piattaforme interattive, la presentazione e la presenza di opere d’arte digitale nelle collezioni dei musei è ancora molto rara.
Questa conferenza si concentrerà sui cambiamenti significativi nella produzione artistica contemporanea, facilitando lo scambio di conoscenze tra i diversi mondi artistici. In tal modo, puntiamo a migliorare la comprensione fra i rispettivi contenuti, codici estetici, collegamenti con la storia dell’arte, preconcetti e sfide tecniche.
Mentre vi è sempre una maggiore comprensione sull’uso di strumenti tecnologici per la divulgazione e la mediazione nei musei, le esperienze artistiche rese possibili grazie agli aiuti forniti dalle nuove tecnologie sono ancora poco conosciuti. Come disciplina artistica, il linguaggio risulta essere nuovo e la teoria al riguardo è in fase di elaborazione. Le conoscenze tecniche necessarie per facilitare la produzione di questa tipologia d’arte o di ricerca artistica non sono molto diffuse. Per produrre, presentare e preservare al meglio questo tipo di opere, è necessaria una conoscenza della storia e dei materiali, in modo da intraprendere delle indagini approfondite al riguardo.
Le organizzazioni e i laboratori di media art vengono concepiti come degli spazi per stimolare idee nuove e pensieri critici sull’arte contemporanea e sulla cultura tecnologica, ma vi è spesso scarsa conoscenza ed esperienza riguardo i sistemi economici e strutturali inerenti al mondo dell’arte contemporanea. I rapporti tra ricerca, sviluppo, presentazione e teorie sulle opere d’arte digitali non sono ancora totalmente sviluppati, mentre risulta necessario alimentare delle connessioni interdisciplinari per progredire. Riunendo musei, gallerie e laboratori new media, si formerebbero dei ponti tra mondi diversi, affrontando questi problemi.
Contenuto
La conferenza si svilupperà su questi cinque temi principali:
1 – Scrivere la storia, ovvero rappresentare un futuro differente
2 – Estetica: dal formalismo alla rete e al sociale
3 – Mettere in mostra: produzione e presentazione
4 – Collezionare: contratti, registrazione e conservazione
5 – Collaborazione avanzata, ovvero sviluppo di strutture organizzative
In relazione a ogni tema verranno studiati dei casi utili a comprendere i limiti e analizzare i temi stessi. Alla base di tutto ciò vi sono questioni che ruotano attorno la produzione, la presentazione, la collezione, l’economia, la distribuzione e la partecipazione.
Le sessioni di lavoro verranno condotte da:
Christiane Berndes (Van Abbemuseum), Steve Carroll (Carroll / Fletcher gallery), Sarah Cook (CRUMB), Galit Eilat (Van Abbemuseum), Annie Fletcher (Van Abbemuseum) Paulien ’t Hoen and Gaby Wijers (SBMK/NIMk), Christiane Paul (Whitney Museum of American Art), Edward Shanken (University of Memphis) e Jill Sterrett (SFMoma).
Struttura
Due giorni di incontri e dibattiti concentrati su piccoli gruppi di partecipanti che si confronteranno su questioni specifiche e su casi di studio tratti da varie collezioni.

