Kunstsammlungen - Chemnitz
06 / 09 / 2015 - 01 / 11 / 2015

Per celebrare il cinquantesimo compleanno di Carsten Nicolai, alla Kunstsammlungen Chemnitz viene esposta la sua nuova monumentale installazione audiovisiva unitape. L’opera è stata creata proprio per il museo di Chemnitz, città natale di Nicolai, e sarà esposta dal 6 settembre all’1 novembre 2015. In quest’opera, l’artista esamina il processo di codifica e notazione delle immagini, sulla base dei principi di informazione binaria su schede perforate, che lui stesso altera artisticamente mediante proiezioni ed elementi acustici.

L’opera, illuminata dall’alto, occupa l’intera ala ovest della Kunstsammlungen Chmnitz. Lunga 25 metri, l’intera lunghezza dell’area, e alta quattro, la struttura grafica della proiezione sembra essere composta da schede perforate. Le immagini interagiscono con i suoni tramite una serie di altoparlanti. La proiezione è rappresentativa di quel principio di decodificazione di immagini visive complesse in linguaggio digitale – come nel caso delle schede perforate. I segnali acustici confermano questo principio, in quanto vengono loro stessi prodotti da computer sotto forma di informazioni codificate.

Si può inoltre fare esperienza dell’infinito numero di possibilità di decodificazione delle informazioni audio e video e del loro trasferimento in un altro dispositivo, dallo specchio posto di fronte ai lati della proiezione che, da un punto di vista visivo, la allungano all’infinito.

nicolai1

Il contesto e lo stimolo per quest’opera sono rintracciabili nei coinvolgimento dell’artista nella storia della sua città natale, uno dei centri più importanti dell’industria tessile tedesca. L’invenzione del telaio meccanico, a opera di Joseph-Marie Jacquard (1752-1834), ne fu un prerequisito, in quanto cambiò la produzione di tessuti a fantasie complesse usando il principio del controllo automatico delle schede perforate. Questo telaio fu introdotto in Sassonia, nell’area nei dintorni di Chemnitz, intorno al 1830 e rivoluzionò la produzione tessile, come successe più tardi in tutta l’Europa.

Attraverso lo studio e l”analisi delle schede perforate, che possono essere viste come uno dei primi strumenti di archiviazione di massa, l’artista riflette sui processi comunicativi nell’era industriale e, allo stesso tempo, affronta i problemi relativi agli aspetti socio-psicologici delle interazioni tra uomo e macchina. In generale l’opera si riferisce alla storia industriale Europea e, più in particolare, a quella di Chemnitz.

Carsten Nicolai è considerato uno degli artisti e dei musicisti più di successo del nostro tempo. Fino ad oggi le sue opere sono definite da una tensione verso il raggiungimento di un’arte interdisciplinare, nonchè il superamento dei confini tra i diversi generi artistici. Nicolai collabora con musicisti, scienziati e tecnici, unendo le attività professionali più diverse, dall’arte visiva alla musica elettronica e all’esplorazione scientifica. Si dedica a strutture casuali e al concetto di errore, nonchè al fenomeno dell’autorganizzazione, traendo ispirazione da processi, sistemi e strutture scientifiche. Le sue opere variano dalle installazioni con oggetti a quelle multimediali.

Facendo seguito ai suoi lavori precedenti, unidisplay (2012) e unicolor (2014), unitape è la terza opera di una serie che unisce elementi sonori e visivi. È anche la quarta presentazione dei lavori di Carsten Nicolai alla Kunstsammlungen Chemnitz. Nel 1993, all’interno della mostra Carsten Nicolai. corpus, furono esposti dei monumentali dipinti a olio e disegni a mano libera. Nel 2001 fu il turno dell’installazione frozen water. Nel 2005 l’artista prese parte all’esibizione Schrift. Zeichen. Geste. Carlfriedrich Claus im Kontext von Klee bis Pollok, con i lavori perfect rectangle, static tape 03, static tape 04.

Nell’ambito della mostra, il 20 settembre all’Opera House di Chemnitz, Carsten Nicolai terrà un concerto come Alva Noto.


http://www.kunstsammlungen-chemnitz.de/

http://www.carstennicolai.de/