Etica, estetica, comunicazione tecnologica: il destino del senso.
Co-organizzato da Mario Costa e Fred Forest sotto l’egidia dell’Università di Salerno, Italia
Inventario dello stato attuale delle osservazioni e delle analisi critiche dei lavori del sistema dell’arte contemporanea relativi all’estetica e all’etica, allo scopo di evidenziare l’unico corso di azione possibile che si apre agli artisti oggi, lavorando nella società che tutti noi conosciamo.
Si è pensato di sollecitare studiosi di varia provenienza disciplinare a riflettere, in un Convegno non strutturato in temi e sottotemi e dando a ciascuno la libertà di scegliersi un suo pertinente punto di inserimento, su questioni teoriche che hanno in vario modo ispirato il Progetto di Artmedia e che continuano a sembrarci decisive per questi e più ancora per gli anni a venire. “Anche se avessimo l’arte – dove abbiamo l’influsso, un qualsiasi influsso dell’arte?”, ammoniva Nietzsche nel 1878 (Umano, troppo umano, I, 22), e Gabo, uno degli artisti più inquieti della modernità, si chiedeva più di quarant’anni dopo: “Come contribuisce l’Arte all’attuale epoca della storia dell’uomo?” (Manifesto del realismo, 1920). Ma prima ancora che andare alla ricerca degli influssi, è necessario porsi un’altra più radicale domanda: Che ne è dell’arte nel nostro mondo?
” Supposing that there is such a thing as art, then where is the proof of its influence, the tangible proof of any influence whatsoever on its part ? ” asked Nietzsche in 1878 (Human, All Too Human, I, 22). Forty years later, Gabo, one of the artists most imbued with the spirit of modernity, wondered : ” What contribution does art make to the current era of human history ? ” (Manifesto of Realism, 1920). More recently, a great public controversy in France near the end of the 1990s called contemporary art into question-a controversy whose chief merit was to once again raise the same sort of questions. Nonetheless, before we go off in search of hypothetical proof of art’s ” influence ” we must first bluntly ask an equally radical question : What does art matter in our world ?

Una questione di questo tipo è stata posta a più riprese per l’arte moderna (Ortega, Berdiaev, Sedlmayr, Thode, Bloch, Ellul) e continua ancor più ad esser posta oggi per l’arte contemporanea (Baudrillard, Virilio, Clair, Hartford e encora, e più recentemente, Michel Gauthier, in Fresh Théorie, II, 2006 e Elisabeth Wetterwald in 20/27, n. I, 2007, che hanno parlato di “vacuità”, di “solitudine”, di “assenza”, di “niente” e di “nullità”)
In effetti, di fronte ai 2 o 3 milioni di artisti che popolano attualmente il paesaggio dell’arte contemporanea, che ruolo svolge il mercato dell’arte e tutto il sistema dell’arte quando delle proposte teoriche (Belting, Danto …) ci invitano a ripensare alla storia dell’arte e al suo svolgimento? Quali stravolgimenti stanno provocando le nuove tecnologie e gli artisti che con esse lavorano? Che ne è della smisurata quantità di denaro pubblico che gli Stati impiegano per l’arte contemporanea pur nella più totale incertezza sul valore presente e futuro delle opere? Dobbiamo continuare semplicemente a chiederci con Gabo come contribuisce l’arte, quella che va sotto il nome di “arte contemporanea”, all’epoca attuale della nostra storia? Che ne è dell’etica sociale nella produzione dell’arte contemporanea, cioè in quei prodotti coi quali, tra l’altro, un sistema dell’arte più cinico che mai spesso popola luoghi pubblici col pubblico denaro? E, per converso, quando il cinismo e l’affarismo snaturano e imbarbariscono l’idea che abbiamo della democrazia quali possibilità hanno ancora le pratiche artistiche di ridare vita e senso allo spazio pubblico?
Ed è vero che coi prodotti e con le pratiche legate alle attuali tecnologie della comunicazione si aprono dei territori possibili di rigenerazione? Le tensioni etico/estetiche devono sostituirsi, così come sembrano indicare molti prodotti e molte pratiche estetiche legate alla rete, alla mera preoccupazione per l’arte? E gli artisti hanno ancora quella possibilità di esercitare efficacemente quella capacità di simbolizzazione ritenuta da sempre come una funzione specifica dell’arte?
Insomma: Che ne è e che ne sarà del senso nel nostro e nel mondo a venire?
Invited guests:
Anne Cauquelin (Prof. Emerito di Filosofia all’Università di Picardia, Direttrice della Nouvelle Revue d’Esthétique), Jean-Michel Rabaté (Prof. di Inglese e di Letterature Comparate all’Università della Pennsylvania – USA), Louis-Jose Lestocart (Critico d’arte e di cinema su Art Press, NRF), Jean-Pierre Faye (Co-fondatore del Collège Internationale de Philosophie, Direttore dell’Université Européenne de la Recherche), François Soulages (Prof. di Estetica e Scienze dell’Arte all’Università di Paris 8), José Jimenez (Professore di Estetica e Teoria delle Arti all’Università Autonoma di Madrid, Direttore dell’Istituto Cervantes di Parigi, Direttore Generale delle Belle Arti al Ministero della Cultura spagnolo), Michael F. Leruth (Prof. al College of William and Mary, Williamsbourg, USA), Sophie Lavaud (Artista e teorica dell’arte interattiva), Mariapaola Fimiani (Prof. di Filosofia Morale e Pro-rettore dell’Università di Salerno), Dominique Chateau (Prof. di Estetica e di Filosofia dell’Arte all’Università di Parigi 1 – Sorbonne), Vincenzo Cuomo (Università di Salerno), Thierry de Duve (Prof. di Teoria dell’Arte moderna e contemporanea all’Università di Lille), Edgar Morin (CNRS, sociologo e filosofo), Maurizio Bolognini (Artista e teorico dell’arte generativa), Pierre Moeglin (Prof. di Scienze dell’Informazione e della Comunicazione all’Università di Paris-Nord), Daniel Charles *(Prof. Emerito di Estetica all’Università di Nizza), Edmond Couchot (Prof. Emerito all’Università di Paris VIII – Direttore della formazione in Arti e tecnologie dell’immagine), Paolo D’Angelo (Prof. di Estetica all’Università di Roma 3), Robert C. Morgan (Critico d’arte su NYArt, Art Press), Fabrizio Desideri (Prof. di Estetica all’Università di Firenze), Jorge Latorre Izquierdo (Professore di Cultura dell’immagine all’Università di Navarra), Carole Talon-Hugon (Prof. di Estetica e Teoria delle arti all’Università di Nizza – Direttrice della Societé Azuréenne de Philosophie), Isabelle Rieusset-Lemarié (Prof. di Scienze dell’Informazione e della Comunicazione all’Università di Paris X), Rudolf zur Lippe (Prof. di Filosofia all’Università di Francoforte), Serge Tisseron (Università di Paris VII – Psichiatra e psicoanalista), Maurizio Ferraris (Prof. di Filosofia Teoretica all’Università di Torino), Pierre-Damien Huyghe (Prof. di Estetica all’Università di Paris I – Sorbonne), Maryvonne Saison (Prof. di Estetica all’Università di Paris X Nanterre, Direttrice della Società Francese di Estetica).
