FRENCH NATIONAL LIBRARY, NATIONAL INSTITUTE OF ART HISTORY - PARIS
12-13 DECEMBER 2008

Etica, estetica, comunicazione tecnologica: il destino del senso.

Co-organizzato da Mario Costa e Fred Forest sotto l’egidia dell’Università di Salerno, Italia

Inventario dello stato attuale delle osservazioni e delle analisi critiche dei lavori del sistema dell’arte contemporanea relativi all’estetica e all’etica, allo scopo di evidenziare l’unico corso di azione possibile che si apre agli artisti oggi, lavorando nella società che tutti noi conosciamo.

 

In effetti, di fronte ai 2 o 3 milioni di artisti che popolano attualmente il paesaggio dell’arte contemporanea, che ruolo svolge il mercato dell’arte e tutto il sistema dell’arte quando delle proposte teoriche (Belting, Danto …) ci invitano a ripensare alla storia dell’arte e al suo svolgimento? Quali stravolgimenti stanno provocando le nuove tecnologie e gli artisti che con esse lavorano? Che ne è della smisurata quantità di denaro pubblico che gli Stati impiegano per l’arte contemporanea pur nella più totale incertezza sul valore presente e futuro delle opere? Dobbiamo continuare semplicemente a chiederci con Gabo come contribuisce l’arte, quella che va sotto il nome di “arte contemporanea”, all’epoca attuale della nostra storia? Che ne è dell’etica sociale nella produzione dell’arte contemporanea, cioè in quei prodotti coi quali, tra l’altro, un sistema dell’arte più cinico che mai spesso popola luoghi pubblici col pubblico denaro? E, per converso, quando il cinismo e l’affarismo snaturano e imbarbariscono l’idea che abbiamo della democrazia quali possibilità hanno ancora le pratiche artistiche di ridare vita e senso allo spazio pubblico?

Ed è vero che coi prodotti e con le pratiche legate alle attuali tecnologie della comunicazione si aprono dei territori possibili di rigenerazione? Le tensioni etico/estetiche devono sostituirsi, così come sembrano indicare molti prodotti e molte pratiche estetiche legate alla rete, alla mera preoccupazione per l’arte? E gli artisti hanno ancora quella possibilità di esercitare efficacemente quella capacità di simbolizzazione ritenuta da sempre come una funzione specifica dell’arte?

Insomma: Che ne è e che ne sarà del senso nel nostro e nel mondo a venire?

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