Artivistic è una tre giorni internazionale e interdisciplinare, attorno all’idea dell’interscambio tra arte, informazione ed attivismo, dal 25 al 27 ottobre 2007, nella sede temporanea al 5455 av. de Gaspé, #701 e in molti altri luoghi di Montreal.
Artivistic prende le mosse dall’affermazione che non sono solo gli artisti che parlano d’arte, o gli accademici di teoria o gli attivisti di attivismo. Fondato nel 2004, l’evento vuole promuovere il dialogo interdisciplinare ed interculturale sull’arte attivista oltre la critica, per creare e facilitare un network umano di diverse persone, e per ispirare, proliferare e attivare.
Per la terza edizione di Artivistic, l’espressione [ un.occupied spaces ] è stata scelta per incoraggiare nuove idee in risposta alle confusioni provocate dagli infiniti networks della globalizzazione del ventunesimo secolo e dal neo-liberalismo. [ un.occupied spaces ] osa unire le tanto sfruttate tematiche dell’ambientalismo, delle lotte indigene e d’immigrazione e delle pratiche urbane, attraverso la prospettiva dell’occupazione. In un mondo interconnesso, il pensiero critico e l’azione non possono che divenire flessibili e statici al contempo. Pensarla in termini di occupazione diventa conseguentemente una strategia per avvicinare questi temi in modo da rivelare la loro interdipendenza e le azioni pienamente creative e tatticamente collaborative tra i “co-artisti” (artisti e non-artisti).
Costruito attorno a queste tre questioni, l’evento consiste quindi in tavole rotonde, workshops, interventi, mostre, perfomances e proiezioni.
L’uso proprio del termine “indigeno” presuppone un’allusione all’esistenza di certi diritti. Il diritto agli usi tradizionali del territorio. Il diritto a vivere sulla terra da cui si è stati rimossi. Il diritto ad uno status. Il diritto all’autodeterminazione. Il diritto a una vita dignitosa. In quale contesto il termine “indigeno” significa ancora qualcosa ed è rappresentato oggi? Quel è la relazione tra l’identità posta in un luogo, la terra e/o i territori, e il diritto alle risorse? Che cosa è indigeno nel contesto della globalizzazione, dell’immigrazione e della mobilità?
L’ambiente è messo parecchio male. Non è, dunque, vero che il tipico ambientalismo spesso propone “soluzioni” che alienano proprio quelle persone che potrebbero fare la differenza, utilizzando una falsa dicotomia (naturale/artificiale, natura/cultura) e perpetuando il mito di una natura pura? Le strategie correnti spesso fanno uso della paura o della colpa per provocare l’azione, invece non aiuteremmo il nostro ambiente in un modo più efficiente lasciando alle spalle la nostra arroganza di umani ed iniziando a vivere con e nel mondo anziché alienarci da esso?
Artivistic include anche una componente open-source. I partecipanti potranno iscriversi ad una sessione ad hoc che non si trova nel programma ufficiale ma che è parte attiva dell’evento. Ci si può preparare prima, ma non è necessario presentare nulla.
