di Catherine Mason
con Introduzione del Professor Clive Richards, Coventry School of Art & Design
pubblicato da JJG: 2008
Basato su quattro anni di ricerche e numerose interviste con protagonisti e praticanti, questo libro analizza le principali rotte all’interno della computer art e dell’arte digitale in Gran Bretagna dal periodo post Seconda Guerra Mondiale, con i primi artisti coinvolti nella cibernetica, fino al 1980 con l’avvento del personal computer. Esso conclude che i nuovi contesti per la collaborazione tra arti e scienze, sono stati stabiliti proprio durante questo periodo, con particolare evidenza all’interno delle istituzioni accademiche e delle iniziative artistiche.
Una ri-organizzazione del sistema educativo dell’arte, una nozione espansa dell’oggetto artistico incoraggaiata dalla contro cultura artistica degli anni Sessante e, per un breve periodo, un terreno governativo simpatetico hanno consentito lo sviluppo dell’arte su basi tecnico scientifiche, in particolar modo all’interno delle scuole d’arte e di design. E’ stato questo un periodo unico, in cui gli studenti d’arte hanno imparato a programmare i computers. In questo libro, per la prima volta, è tracciato un link diretto dal docente allo studente attraverso il sistema delle scuole d’arte Britanniche, che fornisce molte opportunità proprio per attivare queste relazioni
Il territorio della prima computer art è un raro esempio di collaborazione inter-disciplinare all’interno del modernismo nella Gran Bretagna di quel periodo. E’ proprio questa diversità che ha avuto maggiori influenze su come la computer art era e continua ad essere percepita dal mondo dell’arte con la A maiuscola. Le iniziative artistiche indipendenti, di solito posizionate fuori dal mondo dell’arte mainstream, sono state infatti una parte integrante dello sviluppo della computer art. Network formali e informali, organizzati da praticanti, erano in grado di sfidare la mostra e la disseminazione di lavori artistici, in un campo che non era necessariamente accettato e compreso.

La prima computer art Britannica, con la sua enfasi sull’artigianato, la materialità e l’interattività, non è solo uno degli ultimi aspetti del modernisimo, mafornisce anche un canale per la comprensione del postmodernismo. Il libro contiene oltre 140 illustrazioni, molte delle quali non sono mai state pubblicate prima.
