Seoul Museum of Art (SeMA) - Seoul
26 / 05 / 2022 – 15 / 08 / 2022

Grid Island rimarca “la produzione come la condizione e il processo di generare discorsi,” oltre i compiti fondamentali di un museo come collezione, ricerca, mostra ed educazione. Nella storia dell’arte, le opere sono state realizzate in linea con lo sviluppo sociale e tecnologico. Oggi, il concetto di produzione evidenzia l’arte che si fa da sé, collaborazioni con obiettivi condivisi o modalità di creazione industrializzate. Queste categorie non aderiscono a un singolo concetto, ma vengono discusse su vari livelli a seconda della materia o del mezzo dell’opera. Il concetto di produzione si è spostato secondo l’espansione dei media e delle opere designate a rispondere a presentazioni di un curatore alle mostre. Tuttavia, le modalità di produzione che sottolineano la crescente portata delle opere sono diventate meno rilevanti, nel momento in cui la crescita economica è rallentata e la pandemia globale ha causato un assortimento di restrizioni.

Grid Island immagina una forma di arte contemporanea che passa dai media ai dati oltre a una nuova piattaforma creativa che riesce a rispondere a questo spostamento. La mostra configura i potenziali del world wide web, che trascendono le limitazioni spaziali e temporali e permettono la condivisione e la collaborazione come sua struttura. Per questo Grid Island stabilisce una piattaforma di produzione che attraversa il virtuale e il reale, per suggerire una nuova modalità e concetto di creazione.

La SeMA Nanji Residency è stata fondata nel 2006 adoperando degli spazi liberi a fianco a strutture di percolato di discarica con l’obiettivo di ospitare la continua attività creativa di artisti emergenti. Anno dopo anno, la sua strategia si è sviluppata al di là del fornire uno “spazio” fisico per la produzione. È diventato anche un sito per format di mostre sperimentali per i “prodotti” del loro lavoro. Per mezzo di un programma di incubazione che mette al centro “l’artista”, ha esteso la definizione di supporto istituzionale. Programmi come questo sono gradualmente progrediti alla condizione della “produzione” basata su processo e metodologia. Nei primi anni 2000, le residenze d’artista ospitate dalle istituzioni pubbliche sono state introdotte nella scena sudcoreana come modello per la rinascita urbana e i programmi pubblici rendendo utili gli spazi vuoti. Sin dalla prima fase, la SeMA Nanji Residency ha gestito vari programmi per sostenere gli artisti residenti attraverso mostre, analisi, rieducazione e scambio internazionale oltre a fornire degli studi come basi per lavorare. In linea con questo, Grid Island intende delineare il ruolo della produzione, di cui le residenze d’artista sono state responsabili nell’arte contemporanea sudcoreana. La mostra punta a occuparsi delle parole chiave di “spazio”, “opera d’arte”, “artista” e “produzione” in modo non lineare. Queste parole chiave sono state centrali per i programmi della SeMA Nanji Residency che si sono evoluti nel corso degli ultimi sedici anni.

Proprio come l’interfaccia digitale dispone i dati in file parallele, gli elementi esposti non sono separati, ma distribuiti nello spazio in maniera omogenea. In questo modo, le opere funzionano come dei dati e la mostra come un database. L’esposizione è composta da tre sezioni, ciascuna delle quali si occupa di un momento specifico della produzione d’arte. Il “Data Center” offre metodi di raccolta, modifica e riproduzione di dati grazie ai lavori realizzati da Ikhyun Gim e Woomin Hyun, Sungseok AHN e Eunjoo Hong. Il “Data Export” trasferisce dati immateriali al mondo reale sotto forma di oggetti fisici, attraverso le creazioni di Ahram Kwon, Kim Donghee, Nicolas Pelzer, SungHong Min, Jungki Beak, Daisuke Ida x PARK Sunghwan e Jeong Jinhwa. Infine, il “Metadata” esamina l’andamento della produzione e del consumo di dati e analizza l’ambiente digitale, tramite le opere di Eunsol Lee, Eunhee Lee x Shinjae Kim e Suji Han.

Quando vengono tracciate le linee in orizzontale e in verticale, si formano diverse sezioni. Questa rete fitta di relazioni viene chiamata griglia. Una residenza d’artista online è stata concepita come un sistema in grado di funzionare sia online sia offline e come una nuova condizione di produzione, grazie alla quale vari artisti possono interagire su una piattaforma digitale. Perciò, la Game-Sandbox-Residency (GSR) è pensata per la condivisione di dati per mezzo di opere d’arte digitali bidimensionali, scultura e architettura digitale e suono, utilizzati come componenti di gioco per la creazione di un “mondo”. La GSR è una residenza online, della quale fanno parte Nicolas Pelzer, Sungseok AHN, Daisuke Ida, Eunsol Lee, Jeong Jinhwa e Suji Han. È uno strumento di creazione e, allo stesso tempo, una sorta di gioco.

Le collaborazioni offline continuano anche nella dimensione fisica. Ikhyun Gim e Woomin Hyun hanno formato un collettivo piuttosto temporaneo, ma hanno raccolto suono e immagini rispettando le restrizioni fisiche e la distanza tra Corea del Sud e Giappone e hanno presentato il risultato nella mostra. Insieme al curatore Shinjae Kim, Eunhee Lee ha ideato il suo lavoro secondo la metodologia del video making e si è occupata della produzione vera e propria. Daisuke Ida e il curatore PARK Sunghwan hanno portato avanti la metodologia della produzione attraverso un tipo di strategia di localizzazione per colmare la loro distanza fisica e linguistica.

Invitiamo i visitatori a Grid Island per osservare come i dati immateriali sono diventati la realizzazione del virtuale, in continua interazione con la nostra realtà. Mentre l’esposizione rivaluta il ruolo della residenza d’artista, aspira a ottenere riconoscimenti nell’ambito dell’arte contemporanea e ad avere un margine di miglioramento a livello istituzionale. Speriamo possa essere un’occasione per scoprire i diversi metodi di produzione e una nuova opportunità di creare mediante la condivisione e la collaborazione.


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