LABoral Art and Industrial Creation Centre - Gijón Asturias (Spain)
31/01-27/09/2025

Le macchine, attraverso la loro interazione con gli esseri umani e la natura, rivoluzionano il mondo. Dal telaio meccanico e la macchina a vapore, al generatore elettrico e i microchip, fino a Internet, ai suoi data center e ai sistemi di calcolo su scala mondiale che caratterizzano l’era attuale.

L’esposizione invita a esplorare, in modo straordinario, le macchine digitali che modellano l’industria e la società attuale. Attraverso narrazioni visive dettagliate, scopriremo per esempio come funziona l’algoritmo della rete sociale più grande al mondo; come lo sfruttamento delle risorse naturali e la manodopera supportano un dispositivo AI; e come, dal 1500, i sistemi di comunicazione, calcolo, classificazione e controllo si siano evoluti.

Inoltre, invita anche a scoprire macchine digitali alternative che immaginano altre possibili relazioni tra tecnologia, industria e società. Dai “codici della coscienza” che limitano l’uso di veicoli pesanti nelle foreste protette, ai sistemi di visione artificiale che contano i gesti di cura negli spazi pubblici. Dalla cartografia speculativa dei cittadini, ai manufatti che ripristinano la nostra attenzione digitale di fronte alla disinformazione.

In un era in cui democrazia, industria e mondo digitale sono sempre più interconnessi, le tredici opere in mostra mettono in discussione l’attuale architettura dei processi innovativi, sostenendo che l’impatto ambientale e sociale a lungo termine debba essere preso in considerazione nel progettare future macchine digitali giuste, etiche e sostenibili.

Artisti: Vladan Joler, Kate Crawford, Calin Segal, Martyna Marciniak, AKQA, Noemí Iglesias, Space Popular, Sonya Isupova, Gordan Savičić e Felix Stalder, Elisa Cuesta, Juan Cañada e Juan Gama, Katarzyna Szymielewicz.

A cura di: Pablo de Soto

Questa esposizione fa parte dell’European Digital Deal, un’indagine (2023-2025) condotta dall’Ars Electronica e cofinanziata dalla Creative Europe, che mostra come l’adozione accelerata e, talvolta, sconsiderata delle nuove tecnologie, ad esempio l’intelligenza artificiale, il machine learning, la blockchain e gli algoritmi, possa modificare o minare i processi democratici.


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