Non vi e’ alcun dubbio che i processi di digitalizzazione del fare creativo, interagiscano con l’arte e il design in maniera sempre più puntuale e matura. Non sono però facilmente classificabili i rapporti che si vengono a stabilire tra le due discipline, nonché le trasformazioni e compenetrazioni vicendevoli a cui stiamo assistendo in questo preciso periodo storico. Quando si parla di opera digitale, non si intende più solamente la forma o il sistema di forme generate da un software o da un codice, anche se questo rimane un aspetto importante dell’espressione contemporanea, ma un sistema di informazioni che costituiscono l’architettura stessa del sistema e la graduale sedimentazione di un mondo che ri-determina la propria identità in termini di fisicità e di non fisicità.
Non esiste oggi una corrispondenza biunivoca tra la progettazione e il processo creativo da un lato e lo sviluppo dei media contemporanei e degli strumenti digitali dall’altro. Una possibile modalità di interazione tra espressione e strumento di indagine, che si è sviluppata nel corso degli ultimi anni e che rappresenta una direzione seguita da un numero crescente di artisti e designer nel mondo, consiste nella trasformazione della produzione artistica e progettuale in “forma di comunicazione”. E’ la comunicazione, che sarebbe forse più corretto chiamare “flusso di informazione”, il principale motore del mutamento contemporaneo.
L’arte e il design contemporaneo, utilizzano questo flusso di informazione, trasformandosi: così i manufatti artistici, gli oggetti, la materialità, quando mantengono la loro fisicità, cambiano forma e aspetto, diventando essi stessi centri di informazione, visiva e non, veri e propri corpi informatici e multimediali. In alcuni casi l’informazione e’ data dall’oggetto stesso, che, pur rimanendo un’entità corporea, diventa interattivo e mostra un complesso sistema di comunicazioni, o comunica direttamente esso stesso; la sua fruizione va quindi al di là della sua pur presente fisicità.
La logica della creatività e della comunicazione moderna è quindi diversa rispetto al passato, ma non per questo meno ferrea e strutturata: l’approccio intellettivo necessita semplicemente di un piccolo cambio di prospettiva. Se artista si nasce, comunicatore si diventa; è forse questa l’ottica più giusta nella quale posizionare le nuove figure ibride di artisti-designer che dettano i codici dell’espressione contemporanea. Comunicatori, osservatori intelligenti e attenti delle sottili interazioni umane nell’epoca del Grande Computer. Loro è il compito di traghettare una generazione che ancora non ha completa dimestichezza con il digitale e i suoi impatti positivi e negativi, là in quello spazio-tempo che ancora non esiste ma che sta già prendendo forma.
L’arte e il design di oggi traducono quindi le nuove tecnologie in un linguaggio comprensibile, emotivo, cercando di creare armonia tra le parti e non rottura, aiutando la società a interpretare l’impatto dello sviluppo tecnologico e scientifico su se stessa. Le composizioni visive ad esempio, sono plasmate o semplicemente controllate da software specifici, generativi e non, da formulazioni matematiche o da processi random. Lo spazio al contempo, si presenta in forma bidimensionale e animata attraverso opere video o grafiche oppure in forma tridimensionale, attraverso installazioni o opere di design e architettura. O ancora in forma “sensoriale” attraverso la musica e il suono. Oggi tutti questi elementi si muovono in modo sottile, omeopatico quasi, creando reazioni, emozioni o provocazioni, avvicinando le persone all’universo ancora in gran parte ignoto del digitale.
A parità di armi tecnologiche in circolazione ritorna però inevitabilmente fuori il valore delle idee, il messaggio che sta dietro un’opera, la sua capacità di trasmettere emozioni e di creare un ponte tra l’uomo e la macchina…tra fisico e immateriale…nonché tra persone mediante le macchine, per un futuro che ancora non ha forma, ma che promette di essere estremamente affascinante.
Materialità e informazione
Non vi e’ alcun dubbio che i processi di digitalizzazione del fare creativo, interagiscano con l’arte e il design in maniera sempre più puntuale e matura. Non sono però facilmente classificabili i rapporti che si vengono a stabilire tra le due discipline, nonché le trasformazioni e compenetrazioni vicendevoli a cui stiamo assistendo in questo preciso periodo storico. Quando si parla di opera digitale, non si intende più solamente la forma o il sistema di forme generate da un software o da un codice, anche se questo rimane un aspetto importante dell’espressione contemporanea, ma un sistema di informazioni che costituiscono l’architettura stessa del sistema e la graduale sedimentazione di un mondo che ri-determina la propria identità in termini di fisicità e di non fisicità.
Non esiste oggi una corrispondenza biunivoca tra la progettazione e il processo creativo da un lato e lo sviluppo dei media contemporanei e degli strumenti digitali dall’altro. Una possibile modalità di interazione tra espressione e strumento di indagine, che si è sviluppata nel corso degli ultimi anni e che rappresenta una direzione seguita da un numero crescente di artisti e designer nel mondo, consiste nella trasformazione della produzione artistica e progettuale in “forma di comunicazione”. E’ la comunicazione, che sarebbe forse più corretto chiamare “flusso di informazione”, il principale motore del mutamento contemporaneo.
L’arte e il design contemporaneo, utilizzano questo flusso di informazione, trasformandosi: così i manufatti artistici, gli oggetti, la materialità, quando mantengono la loro fisicità, cambiano forma e aspetto, diventando essi stessi centri di informazione, visiva e non, veri e propri corpi informatici e multimediali. In alcuni casi l’informazione e’ data dall’oggetto stesso, che, pur rimanendo un’entità corporea, diventa interattivo e mostra un complesso sistema di comunicazioni, o comunica direttamente esso stesso; la sua fruizione va quindi al di là della sua pur presente fisicità.
La logica della creatività e della comunicazione moderna è quindi diversa rispetto al passato, ma non per questo meno ferrea e strutturata: l’approccio intellettivo necessita semplicemente di un piccolo cambio di prospettiva. Se artista si nasce, comunicatore si diventa; è forse questa l’ottica più giusta nella quale posizionare le nuove figure ibride di artisti-designer che dettano i codici dell’espressione contemporanea. Comunicatori, osservatori intelligenti e attenti delle sottili interazioni umane nell’epoca del Grande Computer. Loro è il compito di traghettare una generazione che ancora non ha completa dimestichezza con il digitale e i suoi impatti positivi e negativi, là in quello spazio-tempo che ancora non esiste ma che sta già prendendo forma.
L’arte e il design di oggi traducono quindi le nuove tecnologie in un linguaggio comprensibile, emotivo, cercando di creare armonia tra le parti e non rottura, aiutando la società a interpretare l’impatto dello sviluppo tecnologico e scientifico su se stessa. Le composizioni visive ad esempio, sono plasmate o semplicemente controllate da software specifici, generativi e non, da formulazioni matematiche o da processi random. Lo spazio al contempo, si presenta in forma bidimensionale e animata attraverso opere video o grafiche oppure in forma tridimensionale, attraverso installazioni o opere di design e architettura. O ancora in forma “sensoriale” attraverso la musica e il suono. Oggi tutti questi elementi si muovono in modo sottile, omeopatico quasi, creando reazioni, emozioni o provocazioni, avvicinando le persone all’universo ancora in gran parte ignoto del digitale.
A parità di armi tecnologiche in circolazione ritorna però inevitabilmente fuori il valore delle idee, il messaggio che sta dietro un’opera, la sua capacità di trasmettere emozioni e di creare un ponte tra l’uomo e la macchina…tra fisico e immateriale…nonché tra persone mediante le macchine, per un futuro che ancora non ha forma, ma che promette di essere estremamente affascinante.
