Con un totale di circa quaranta opere di Olafur Eliasson, la Boros Collection di Berlino dispone di una delle più complete collezioni dell’artista danese-islandese al mondo. La Langen Foundation presenta una raccolta di queste installazioni, fotografie e oggetti, che trovano il loro spazio all’interno dell’architettura di Tadao Ando.
A cura di Christiane Maria Schneider e Christian Boros, la mostra offre un’attenta analisi del lavoro di Eliasson dalla prospettiva del collezionista e, ripercorrendo il periodo che va dal 1994 al 2015, fornisce anche una visione d’insieme rappresentativa dell’operato dell’artista dagli esordi a oggi.
Olafur Eliasson è noto per le sue installazioni non convenzionali, spesso sperimentali. Con l’utilizzo di materiali riflettenti e vetri colorati e con la creazione artificiale di fenomeni naturali come vento, acqua, luce e nebbia, è in grado di incantare il suo pubblico catapultandolo in opere che sembrano veri e propri esperimenti.
Proprio agli inizi della sua carriera artistica, in un’auto-intervista, Eliasson diede la seguente spiegazione: “Mi piace credere che la componente essenziale del mio lavoro risieda nell’esperienza dello stesso”. A quest’idea originaria è tuttora rimasto coerente. Che sia con il suo Guckkasten (1994), risalente a quando era ancora uno studente, con le fotografie dei ghiacciai islandesi (The glacier series, 1999), o ancora con l’opera di grande formato Colour Experiments (dal 2010), Eliasson non smette di sfidare le modalità di percezione e di coinvolgere il pubblico.
Dalla presentazione della sua installazione di larga scala, The weather project, nella Turbine Hall della Tate Modern di Londra (2003), Olafur Eliasson è considerato un maestro nel mettere in scena esperienze visive indimenticabili. Spesso per la creazione dei suoi lavori parte dai materiali e dalle costruzioni più semplici, per poi ottenere risultati mozzafiato. La mostra della Langen Foundation espone l’opera di Eliasson sotto molteplici punti di vista, svelandone i principi fondamentali e mettendo in luce al tempo stesso la semplicità e la precisione tipiche del suo processo lavorativo, qualità che si potevano scorgere già nelle primissime opere e continuano a essere la base portante del suo approccio.
L’interazione con l’architettura minimalista di Tadao Ando, che rappresenta a sua volta una sintesi unica di arte e natura, rende assolutamente emozionante questo connubio tra architettura e lavori esposti. I corridoi lungo i limiti esterni dell’edificio sono stati volutamente uniti alla strada tramite la mostra e in essi solo una guaina di vetro separa l’interno del museo dal paesaggio circostante. Molte opere comprese nella mostra sono dedicate a questa interazione tra interno ed esterno.
Nel corso degli anni l’ampia raccolta delle opere di Olafur Eliasson all’interno della Boros Collection è aumentata grazie al costante interesse nei confronti dell’artista e all’impegno con lui preso da parte di Christian e Karen Boros. La Langen Foundation, direttamente dalla collezione di Viktor e Marianne Langen, presenta quest’analisi dell’opera d’arte di Eliasson. Passando dai primi lavori alle nuove tecniche di opere mai esposte prima, saranno messe in mostra alla Langen Foundation più di 35 opere della Boros Collection.


