The Kitchen - New York
04 / 03 / 2015

From Silver Apples of the Moon to A Sky of Cloudless Sulphur: V, con Lillevan.

Morton Subotnick è uno dei pionieri della musica elettronica e delle performance multimediali, un innovatore instancabile che ha sempre lavorato con strumenti elettronici e altri media. Nelle sue opere utilizza molte delle importanti scoperte tecnologiche fatte durante l’evoluzione storica del genere.

Alla fine degli anni Cinquanta, Subotnick era convinto che un’imminente esplosione della tecnologia avrebbe offerto un’alternativa al modello basato su tre persone: il compositore solitario, solo alla sua scrivania a scrivere musica, il musicista, che legge ed esegue la musica, e lo spettatore, che la ascolta in un auditorium pubblico.

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Questa convinzione ha spinto Subotnick e Ramon Sender a cercare qualcuno che inventasse un supporto per la musica elettronica; quel qualcuno si concretizzò in Don Buchla e il risultato fu quello che molti considerano il primo vero e proprio sintetizzatore analogico, il primo Buchla Box. Inoltre fu anche la spinta che serviva a Subotnick per creare una nuova musica. La sua opera, Silver Apples of the Moon (1967), è considerata il primo lavoro elettronico su larga scala a essere creato appositamente per il supporto di registrazione. È stato commissionato e lanciato dalla Nonesuch Records ed è diventato, quasi subito, un lavoro inconico.

Recentemente Silver Apples è stato selezionato per il National Recording Registry of the Library of Congress. Considerata a lungo una delle pietre miliari fondamentali della musica elettronica, continua ad avere un grande effetto sulle nuove generazioni di artisti. Credendo che la registrazione fosse solo una questione d’orecchio, “una nuova musica da camera”, come la chiamava lui nelle note di copertina del 1967, cominciò a riconsiderare un nuovo genere di esibizione pubblica elettronica, pensata per favorire sensazioni visive e uditive insieme.

La registrazione esigeva la perfezione, la quale richiedeva un montaggio faticoso prima di essere distribuita nella sua forma definitiva; le esibizioni pubbliche chiedevano invece spontaneità. Subotnick  iniziò a collaborare con il suo amico storico, l’artista visivo Tony Martin, per creare un nuovo genere di esibizione pubblica con musica elettronica eseguita dal vivo a partire dai materiali musicali creati in studio, mentre Tony avrebbe creato dal vivo le proiezioni visive.

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Negli ultimi otto anni si è esibito con Lillevan, visual artist Berlinese ex Rechenzentrum. L’esibizione, From Silver Apples of the Moon to A Sky of Cloudless Sulphur: V, è un duetto di luce e suono che utilizza le registrazioni analogiche di Subotnick combinate con patch elettroniche più recenti e nuove tecnologie, mentre Lillevan porta dal vivo le sue consuete tracce visive. Vecchio e nuovo insieme.


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