MEDIALAB PRADO - MADRID
28 JANUARY - 14 FEBRUARY 2009

Un workshop-seminario internazionale che consta di un workshop intensivo per lo sviluppo dei progetti (dal 28 gennaio al 14 febbraio) e di un seminario teorico che prevede conferenze e presentazioni pubbliche dei lavori (28 e 29 gennaio). Sia le relazioni che i progetti sono stati selezionati con un bando di concorso internazionale.

Con la partecipazione di Critical Art Ensemble, Julian Bleecker e Natalie Jeremijenko e con la consulenza di Antonio Lafuente

Garage Science

La socializzazione della tecnologia e l’accesso alle informazioni disponibili in rete rendono la possibilità di costruire un laboratorio in casa sempre più alla portata di tutti. La “garage science” non è qualcosa di nuovo, ma oggi più che mai i nuovi laboratori domestici sono connessi in rete. Esistono laboratori domestici di ogni tipo: fabbriche tecnologiche, laboratori chimici o biologici, studi di artisti, luoghi per fare esperimenti, ecc.  

Questi laboratori hanno una portata mondiale grazie a internet, che diventa quindi luogo per divulgare progetti e scambiare conoscenze e tecniche. Accanto a queste comunità online, proliferano eventi presenziali, come dorkbot, barcamp e hackmeeting, dove le persone che si sono conosciute solo in rete possono incontrarsi faccia a faccia e condividere i loro successi e le proprie esperienze.

Le comunità che si sono formate in questo modo offrono ai cittadini la capacità di sviluppare una conoscenza tecnico-scientifica comparabile a ciò che viene prodotto nei laboratori più grandi. La “citizen science” può servire per esplorare questioni quali: come sono prodotti gli alimenti che mangiamo? Quali sono le possibilità della ricerca biogenetica? Qual’ è quel codice che fa funzionare le macchine che usiamo? Come vengono costruite queste macchine? E a partire dalle relative risposte, la “citizen science” può formulare enunciati e creare oggetti sperimentali e critici che propongano nuove strade e obiettivi in questi settori.

Interactivos?’09 vuole esplorare queste pratiche dove arte, scienza e tecnologia si incontrano. Invitiamo i partecipanti a fare del “medialab” un “laboratorio garage” dove,
utilizzando materiali poco costosi e accessibili, si possano sviluppare oggetti e installazioni che uniscano software, hardware e biologia. Ed è lecito sbagliare!

Garage Science, di Critical Art Ensemble

La definizione “garage science” è piena di possibilità utopiche; però, a differenza di altre fioriture retoriche utopiche, la forma di produzione che descrive può effettivamente avere un impatto rivoluzionario sul panorama materiale della vita di tutti i giorni. Se considerata da un punto di vista più solenne, la “garage science” è associata a eccentrici visionari e abili hacker che hanno cambiato il mondo. La lampadina, la radioattività, gli antibiotici, il sintetizzatore, il PC, ecc, sono, in un modo o nell’altro, nati come progetti amatoriali. Tali risultati rivoluzionari forse non saranno probabili, ma certamente sono possibili.

Ma anche da una prospettiva più quotidiana, ci sono tantissime ragioni per portare avanti la “garage science”. Prima che l’amministrazione Reaganiana la indebolisse, la “public science” era in realtà incoraggiata negli USA, perfino dal governo (anche se a volte per ragioni ciniche). Molte riviste, giornali e altri fornitori scientifici si rivolgevano a quel notevole pubblico amatoriale ansioso di avvicinarsi ai nuovi materiali, processi e sistemi di conoscenza scientifici. Il risultato fu la creazione di una cittadinanza ben informata sugli sviluppi della scienza – e, più importante, sulla sua applicazione nella sfera pubblica – che era in grado di partecipare in modo intelligente alle politiche scientifiche.

Inutile a dirsi, quando i neoliberali presero il potere capirono velocemente che questa forma di politica democratica doveva essere fermata e il modo più semplice per farlo era bloccare tutte le forme di scienza amatoriale. Ritenevano infatti che lo sviluppo e la gestione della conoscenza dovessero essere in mano a piccoli gruppi di “esperti” che condividevano i valori ideologici del neoliberismo, in modo che la conoscenza e le sue applicazioni potessero essere controllate solo dall’alto in basso. Dopo trent’anni, lo smantellamento neoliberale del sistema di educazione pubblica e l’eliminazione della scienza amatoriale è arrivata a far sì che il pubblico ora si trovi a dipendere dagli esperti. Inoltre, si è sempre più estesa l’idea che chi si occupa di scienza al di fuori dalle istituzioni lo fa solo per ragioni vili.

Per il “Critical Art Ensemble” una parte della nostra lotta si è concentrata sul fare della scienza un luogo popolare per interventi culturali e così contribuire a una pedagogia
che dia forza alle persone per sfidare gli esperti, per diventare partecipanti attivi nelle politiche della conoscenza delle sfere tecnico-scientifiche e per espandere le possibilità per la produzione culturale nelle discipline scientifiche.

 

http://medialab-prado.es/