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The Senster, commissionato dal gigante elettronico Philips, per la loro mostra permanente Evoluon, ad Eindhoven, è stato un lavoro molto più grosso e ambizioso del SAM. Oltre a rispondere alla voce degli spettatori, the Senster rispondeva anche ai loro movimenti, che erano captati da dei radar, e costituirono la prima scultura robotica controllata da un computer. Venne mostrato nel 1970 e rimase in mostra permanentemente fino al 1974 quando venne disinstallato.
Le sue dimensioni – andava oltre i 15 piedi (4 m) in lunghezza e poteva raggiungere le stesse dimensioni in altezza – furono caratterizzate da un uso inappropriato dell’alluminio, per cui venne saldato con tubi di acciaio, con le colate utilizzate solo per i meccaniscmi di posizionamento dei microfoni più complesse. Il suo comportamento, controllato da un computer, fu molto più preciso di quello del SAM, e al contempo molto più semplice.

I microfoni potevano localizzare la dimesione di ogni suono predomimante, in modo simile al SAM anche se molto più efficiente, mentre il resto della struttura li seguiva passo dopo passo se il suono persisteva. Movimenti improvvisi o rumori molto forti li facevano invece arretrare.

La complicata acustica della sala e il comportamento totalmente imprevedibile degli spettatori rendevano il movimento di The Senster apparentemente più sofisticato di quello che era realmente. Fu quindi presto ovvio che era proprio quel comportamento e nient’altro apparente, responsabile dell’impattp che The Senster ebbe, senza alcun dubbio, sul pubblico presente.
