Il Netherlands Media Art Institute presenta, in collaborazione con il Sonic Acts festival, una mostra con una serie di opere legate proprio al tema del Sonic Acts XII: The Cinematic Experience. Tutti i lavori presentano varie forme creative dell’esperienza cinematica, passando dalla musica all’arte visiva, dalle installazioni alla media art. Il festival si focalizzerà sulla ricca storia dell’esperienza cinematica, dalle lanterne magiche, gli organi colorati e gli zootropi fino alle macchine esperenziali e gli ambienti immersivi. Ma Sonic Acts si proietterà anche verso il futuro. Il cinema si distanzierà dalla narrativa nell’avvenire prossimo? Qual è la prospettiva per la celluloide? E che ruolo giocherà la privazione sensoriale nel cinema del futuro?
Opere presentate:
probe – Boris Debackere
probe sostantivo, uno spazio da esplorare non umanizzato disegnato per trasmettere informazioni sul proprio ambiente. Il cinema è una capsula virtuale con uno schermo da proiezione come finestra, che dà accesso ad un viaggio audiovisivo attraverso il tempo e lo spazio. Appena il film inizia la superficie della proiezione diventa invisibile. Diventa la finestra magica della capsula del cinema che coinvolge tutto il corpo attraverso gli occhi e le orecchie, portandolo in un altro spazio e tempo. La macchina del film trasforma la realtà generando attività mentale nello spettatore: cinema come macchina del sogno per esperienze ed emozioni condensate. Probe è un’installazione interattiva in cui il rapporto tra spettatore e schermo è centrale. La posizione di chi guarda deternima la creazione del suono e dell’immagine generativi che fisicamente portano il pubblico in un trip audiovideo.
Scape (2007) – Kurt Hentschläger
High definition video 166:9, surround sound, 23’00
Scape è un’opera contemplativa, un video-paesaggio con suono surround in cui il tempo è il soggetto. Il tempo si contrae solo per espandersi definitivamente. Un albero scheletrico minimalista in bianco e nero si muove dentro e fuori fuoco in un lento movimento che evoca lo scorrere dell’inchiostro Zen che disegna un bamboo. Il focus lentamente passa e si dissolve al culmine della nostra percezione. Scape esiste ai bordi della percezione ma anche ad un altro livello: il confine tra la rappresentazione dell’immaginario ridotto ma iconico e della pura astrazione. Scape è un lavoro fenomenologico, che esprime l’atemporalità che avviene durante il processo o la percezione o la coscienza.
OSC (2006) – Ulf Langheinrich
OSC è un’installazione che ha a che fare con l’interferenza, la frammentazione del tempo e la percezione dello stesso. Il visitatore fa esperienza di una trasformazione affascinante e disturbante.
Soil (2005) – Ulf Langheinrich
Quattro displays orizzontali virtuali brillano nel buoi come un aquario. Un centro di movimenti astratti senza dimensione derivato dal normale materiale del film narrativo è presentato in quattro versioni quasi identiche. Esse passano oltre e si ri-sincronizzano in random. Il suono è quasi inudibile. Soil fu creato inizialemnte nel 2004 ed è il primo risultato di una ricerca corrente nellastruttura del tempo e nel campo della creazione. Soil semplicemente indica un campo. La domanda era se un approccio così diffidente avrebbe potuto creare un lavoro che giungesse con successo ad una specifica visione del tempo, della profondità e della purezza.
Low Resolution Cinema (2005) – Julien Maire
Low Resolution Cinema è una proiezione pixels 128 x 64 che rappresenta in un modo astratto lo spazio geopolitico di Berlino. Il pezzo è basato sulla riduzione della risoluzione di immagine ed il tentativo di “decomprimere” l’immagine in uno spazio tridimensionale. La proiezione è prodotto con uno speciale proiettore con due Schermi LCD in bianco e nero che si muovono dentro il proiettore. L’orizzonte, o il bordo dell’immagine è fisicamente tagliato, così come gli schermi sono realmente tagliati a metà per disporre solo della parte alta o bassa dell’immagine. Low Resolution Cinema è sviluppati con il supporto del Conseil Générale de la Moselle ed in collaborazione con Nobuyasu Sakonda (JP) e Jean-Pierre Fargeas (F).
Exploding Camera (2007) – Julien Maire
Questa famosa installazione trasforma lo spazio della mostra in uno studio da film sperimentale con reminiscenze di una battaglia. Attraverso una decostruzione della produzione dell0immagine-media, l’assurdità e l’inganno dei fatti sono portati alla luce

Biografie
– Boris Debackere (B) è un artista ed insegna a Transmedia ed al visual department of Hogeschool Sint-Lukas. Come media artist il suo interesse principale risiede nella possibile integrazione di diverse forme di espressione, con enfasi sul suono e l’immagine elettronici. Il suo lavoro e la sua ricerca più recenti si focalizzano sulla traduzione e la trasformazione del concetto di cinema in altre forme come il Live Cinema e le installazioni audiovisive.
– L’artista austriaco di base a Chicago Kurt Hentschläger (AT) crea ambienti audiovideo dinamici. La natura immersive del suo lavoro riflette sulla metafora del sublime. Tra il 1992 e il 2003 ha lavorato come parte del duo Granular Synthesis. Impiegando immagini proiettate su larga scala e drone come i soundscapes, le sue performances ingaggiano lo spettatore ad un livello fisico ed emotivo, invadendo l’audience con informazioni sensoriali. Il suo più recente solo work ricerca oltre la natura della percezione umana e l’impatto accelerato delle nuove tecnologie sulla coscienza individuale.
Julien Maire (F) è un artista e performance artist che vive e lavora a Berlino. Nella sua attività decostruisce e reinventa la tecnologia dei media AV. Le sue opere sono esibite internazionalmente e sono state proposte al Sonar, ad Ars Electronica, a Tokyo, a Melbourne ed altrove.
http://julienmaire.ideenshop.net/
Ulf Langheinrich (D) ha fondato la collaborazione artistica Granular Synthesis con Kurt Hentschläger. Hanno lavorato insieme a molte installazioni immersive su larga scala come Modell5, Noisegate e Areal. Dal 2003 Langheinrich ha realizzato numerose solo projects per ottenere un impatto sensoriale diretto. Esse riguardano la creazione di modulazioni specifiche del materiale proiettato nel tempo e nello spazio della visione, e l’effetto dei movimenti di interferenza tra chi percepisce ed il potenziale percettivo dell’apparato occhio-cervello.
http://www.langheinrich.info
Orari di apertura della mostra
Apertura Giovedì 21 Febbraio 17:00 h.
Differenti orari di apertura durante il festival: Sonic Acts XII – The Cinematic Experience
21 24 Febbraio, Amsterdam
22&23 Febbraio 13:00 – 20:00, 24 Febbraio 13:00 18:00
Regolari orari di apertura dopo il periodo del festival:
Martedì – Sabato e la prima Domenica del mese, Domenica 2 Marzo 13:00 18:00 h.
