Eccoci alla 8° edizione di Share Festival. Gli anni sembrano volare come dice il detto. E quando poi si parla d’arte e d’innovazione, combinati insieme, si passa a un tempo diverso, che scorre in modo stupefacentemente veloce. Cosi cambiano gli ambienti in cui viviamo, la nostra casa, il nostro quartiere e la nostra Città.
I direttori artistici Simona Lodi e Chiara Garibaldi insieme ai curatori Luca Barbeni e Mirjam Struppek, dedicano l’8° edizione di Piemonte Share Festival a temi legati alla città del futuro Open Your City.
Open Your City si concentra sulla sfida culturale e non su quella tecnologica. Il confronto è contrastare la visione mainstream di stampo teocratico, che è lo schema politico dominante su come dirigere l’innovazione. Invece è la cultura, l’effettivo motore sociale per un cambiamento verso una città in completo rinnovamento. Possiamo avere tutte le tecnologie all’avanguardia che vogliamo, ma sono solo i contenuti, gli scopi e i progetti cui sono destinati a renderle utili alle persone.
E la decisione di quali sono questi progetti spetta alle persone che partecipano in modo orizzontale a creare i cambiamenti radicali nell’ambiente urbano delle città in cui vivono. La tradizionale infrastruttura architettonica si sta integrando e scontrando con le nuove architetture digitali lasciando spazio all’immaginazione e alla realizzazione di nuovi modi di vita, inattese consuetudini delle persone che le vivono. L’analisi su questo fortissimo impatto sociale e antropologico porta Share Festival | Open Your City a concentrarsi alle pratiche artistiche e sociali, che affrontano criticamente le dinamiche create dall’interconnessione di pratiche comuni, architetture locali e tecnologie aperte e sicure.
Una tema che prosegue il discorso dell’edizione passata, per mostrarne quanto la crescente importanza delle tecnologie dell’informazione situate in una Città, debbano essere focalizzate sulla valorizzazione dele risorse sociali e ambientali, non solo del capitale produttivo.
Quale è il ruolo della cultura, della newmedia art, dell’architettura aperta e sostenibile e dell’interaction design in questo momento di transizione sociale verso la città del futuro?
Parole chiave come beni comuni, conoscenza, tactical media, newmedia art, interaction design, mobilità, connettività, modelli, green economy, consapevolezza, common(soft)ware, sensibilità, creatività, interfacce, responsabilità, open city, ubiquità, comunità, data flow, ambiente, cittadinanza, sostenibilità, qualità, risultati, risorse, best living, partecipazione, limiti, schermi urbani, sono argomenti top.
La città oggi è il luogo dove la rete è entrata nello spazio fisico, Internet non è più solo sulle nostre scrivanie, è negli smart phone, tablet, e-book reader, che abbiamo con noi: è incorporata nei luoghi dove viviamo.
Si parla di video display, architetture mediatiche, social network, reti wi-fi, flussi di dati dallo spazio fisico (surveillance, monitoraggio, tracciamento) (applicazioni cellspace – una definizione di cyberspazio che verifica quando si è equipaggiati per esempio con un telefono cellulare che può essere collegato a Internet), computer screens, ubiquitous computing, augmented reality, architecture intelligenti , innovativi oggetti, computer indossabili).
Open Your City è anche la tematica delle conferenze dove si affrontano criticamente le dinamiche che si creano dall’interconnessione di pratiche sociali, architettura locale e tecnologie aperte e sicure. Tavole rotonde, conferenze, lecture e lectio magistralis presentano quanto la crescente importanza delle tecnologie dell’informazione situate in una città debba essere focalizzata su una valorizzazione della forza sociale e ambientale non solo del capitale produttivo.
Per questo Share Festival e’ un occasione per innescare una riflessione su nuovi modelli di vita urbana, che vanno dall’appropriazione, alla sorveglianza, all’urbanistica partecipata “dal basso”. E si chiede insieme ai relatori, gli artisti e il pubblico: e’ questa la città che vogliamo,immaginiamo desideriamo? Quale è la tua città aperta? Quale è il mondo in cui vogliamo vivere?
Il Simposio di Share festival comprende dialoghi tra ospiti di discipline diverse per confrontarsi su tematiche culturali e sociali che riguardano la vita di donne e uomini comuni, pronti a partecipare e a condividere per reclamare la propria città aperta.
Partecipare a progetti, fare network, allargare le partnership è anche questʼanno tra gli obiettivi di Share Festival, che dal nome stesso, ha sempre considerato la condivisione espressione centrale della cultura in epoca digitale.
Share Festival continua la collaborazione con Museo Regionale di Scienze Naturali. Per la prima volta condivide con Pratissima la performance Smslingshot, 2010 del collettivo berlinese VR/Urban in collaborazione con TAOmag e con il supporto dell’Ordine degli Architetti.


