La diffusione di internet e delle nuove tecnologie ha trasformato progressivamente il nostro modo di comprendere il mondo, consentendoci di vivere in spazi paralleli, virtuali o di altro tipo, che oltrepassano la realtà.
Negli ultimi anni l’artista americano James Clar ha analizzato l’impatto della tecnologia e dei social media, sottolineandone gli effetti psicotropi sulla percezione. Secondo Clar, “la tecnologia e i social media ci trasportano in realtà parallele, permettendoci di interrompere lo scorrere del tempo, farlo tornare indietro e sovrapporre gli eventi”. L’obiettivo dell’artista è svelare le molteplici possibilità generate dal gioco fra gli ambienti del reale e dell’irreale, così strani e diversi. Le nuove opere in questa mostra segnano l’esordio inglese di Clar.
In eXistenz is Paused (2014), che è costituita da un’installazione video accompagnata da immagini e da una scultura luminosa, Clar esplora la nozione di realtà attraverso una simulazione computerizzata. Creata attraverso il software EEG grazie a un sensore collegato al processore centrale di un portatile, che riproduce una clip montata in sequenza tratta dal film Existenz del 1999, l’installazione video mostra la registrazione dell’attività elettrica – gli “impulsi cerebrali” – del computer, mentre questo processa una serie di comandi che gli consentono di far vedere il film. I dati EEG trovano posto anche in una grande scultura luminosa sul muro adiacente.
Concentrandosi sull’elaborazione dei dati del computer, l’installazione Seek (2014) amplifica e visualizza l’attività di ricerca dei dati del computer, accompagnando i suoni dell’hard disc con effetti visivi riprodotti in tempo reale sullo schermo.
L’analisi di Clar delle effimere basi della realtà da noi percepita continua con Space Is A Hologram (2014), che nasce dall’idea dello “space pixel”. Secondo un filone di ricerca scientifica, le informazioni dell’universo potrebbero essere contenute al suo interno in una struttura simile a quella dei pixel sullo schermo; la dimensione naturale dei pixel dello spazio sarebbe all’incirca 10 trilioni di trilioni di volte inferiore all’atomo. Da questo punto di vista, i nostri concetti di spazio e forma crollano in un ologramma bidimensionale. Attraverso linee di luce e colore, l’opera allude alle facce di un cubo, creando l’illusione ottica di un vero cubo tridimensionale. La semplicità con cui si passa dalla bidimensionalità alla tridimensionalità ci spinge a pensare che forse non è poi così difficile percepire la nostra realtà tridimensionale come se fosse evocata da un ologramma bidimensionale.
In Dance Therapy (2012), un’installazione video di 20 minuti che proietta un montaggio di filmati con ballerini di breakdance, le teste in movimento dei ballerini appaiono sempre nello stesso posto. Grazie a una palla da discoteca sospesa in aria che gira, la luce “esplode” dalle teste dei ballerini, offrendo una riflessione languida e visionaria sul comportamento spaziale.
The Other You (2014) prende avvio dalla teoria degli universi paralleli appartenente al campo della fisica quantistica. Secondo questa teoria, l’universo è infinito e, perciò, deve esistere un numero infinito di percorsi storici come il nostro; inoltre, se oggi fosse possibile viaggiare abbastanza lontano in ogni direzione, alla fine ci imbatteremmo in un universo identico al nostro fino all’ultimo dettaglio. In base ai calcoli, per trovare il proprio sosia più vicino di un’altra galassia, bisognerebbe spostarsi di 10^10^28 metri.
Rain Under Lamppost (2014), una sorta di poetico contrappunto a molti dei lavori esposti, è una proiezione video animata che riproduce la pioggia attraverso il cono di luce di un lampione. L’opera evoca suggestivamente uno spazio volumetrico nonché le intersezioni tra cartone animato e realtà.
James Clar (1979) vive e lavora a New York. Lavorando con la luce come forma scultorea, si occupa degli effetti della tecnologia e dei media sulla nostra cultura. Ha studiato film e animazione alla New York University, dove ha conseguito la laurea in Film/3D Animation e poi la specializzazione in Interactive Telecommunications. Si interessa soprattutto di nuove tecnologie e processi di produzione, che sono sempre i protagonisti delle sue opere e dei quali analizza e critica gli effetti sul comportamento umano.
Dal 2006, James Clar ha tenuto mostre personali a Barcellona, Dubai, Hong Kong, Berlino, Lione, Bruxelles e Memphis. I suoi lavori hanno fatto parte anche di numerose mostre collettive presso prestigiose istituzioni nazionali e internazionali, come il MoMA PS1 e il New Museum di New York; il Digital Arts Festival di Tokyo e la Somerset House di Londra. Precedentemente, ha realizzato opere per la sede di Francoforte dell’azienda Fraport; la Rolex Tower di Dubai; il Core Research for Evolutional Science and Technology (CREST); l’Università di Tsukuba di Tokyo; il FedEx Institute of Technology/Lantana Projects di Memphis. Per celebrare i dieci anni dalla nascita, la fondazione artistica no profit Parasol Unit con sede a Londra ha commissionato a Clar la creazione di un’opera all’aperto per esplorare il fenomeno della luce, che sarà esposta sulla terrazza della fondazione fino all’8 marzo 2015.


