MACHFELD è un’entità che si occupa di media art e che è definita concettualmente. Come tale, introduce l’autonomia nello spazio artistico e agisce in modo indipendente rispetto ai suoi creatori. Uno dei presupposti di MACHFELD è il lavoro concettuale dei suoi operatori (Sabine Maier e Michael Mastrototaro) che deve tutto ai sistemi interattivi orientati al processo nell’arte tradizionale da cui ha avuto origine.
Il metodo MACHFELD, come ente artificiale, è a favore dello sviluppo di un concetto liberato di arte, e della rappresentazione di questa nei media e nella vita personale. Il vantaggio dei concept artistici basati sui media è costituito dal fatto che facilitano una percezione più semplice e una migliore comprensione generale. MACFELD è soggetto alle dipendenze degli artisti che vi lavorano e quindi al cambiamento continuo.
Le opere d’arte di MACHFELD sono parte degli artisti stessi e perciò non conducono automaticamente ad oggetti fisici. Molte opere esistono unicamente nella realtà soggettiva di coloro che hanno la capacità di percepirle. Non sempre si materializzano come delle costruzioni all’interno dello spazio artistico. Dal momento che l’arte è soggettiva e come centro detiene la verità, l’esistenza artistica nello spazio comunicativo può oscillare.
Dalla prefazione di Roland Schoeny:
…mentre un’ampia ricerca nel campo, combinata con esplorazioni nell’Africa del Sud, nell’America Centrale, negli Stati Uniti, nella Cina meridionale o in aree dell’ambiente di vita dell’Europa Centrale giocano un ruolo fondamentale nel lavoro di MACHFELD, i loro concept rimangono per lo più orientati ai media e riflettono convenzioni percettive già radicate. I film sperimentali, la fotografia all’avanguardia e le installazioni interattive fanno parte delle forme di espressione di MACHFELD tanto quanto la net art, i progetti in ambito acustico e radiofonico, le performance e gli interventi negli spazi pubblici, basate per esempio su personaggi grafici. […]

Percorrere la storia del lavoro artistico di MACHFELD significa andare in direzione di diversi modelli di informazione spaziale. Gli approcci ai vari progetti non coinvolgono solamente i salti da un genere all’altro e tra le diverse forme di espressione. Essi richiedono soprattutto la volontà di concepire l’attraversamento dei confini e i cambiamenti dal punto di vista spaziale.
Molte delle loro posizioni artistiche hanno senso solo se poste in relazione allo sfondo delle condizioni locali e degli ambienti in cui sono state create. Contemplare l’arte e gli interventi di Sabine Maier e Michael Mastrototaro significa prepararsi a un metodo produttivo prettamente nomade ed esplorativo.
248 pages, tedesco/inglese, DVD incluso, Prezzo: € 36,-
Pubblicato da: Edition Marlit | Hora Verlag, 2010
ISBN: 978-3-213-0086-9
Autori: Thomas Ballhausen, Rosemarie Burgstaller, Jack Hauser, Ruth Horak, Roland Schőny and Elisabeth Zimmermann.
Con il supporto di: BMUKK & Land Steiermark
