La medicina è oggetto di grandi trasformazioni per via delle nuove tecnologie ingegneria genetica, robotica, nuovi materiali e informatica. Ma molti di noi vedono un’ambivalenza in questi cambiamenti. La tecnologia è sia progresso che un rischio. Laboratory Life dedica a questa ambivalenza un laboratorio artistico-scientifico interattivo e assolutamente unico, aperto al pubblico.
Creato e guidato dall’artista Andy Gracie, un gruppo di artisti e scienziati internazionali, provenienti da Regno Unito, Spagna e Stati Uniti, lavorerà con giovani dottori, scienziati e artisti emergenti per creare una serie di progetti che esplorano i complessi confini della tecnologia medica in un laboratorio della Lighthouse di Brighton.
Ciò che rende unico questo progetto è la sua stessa natura. La maggior parte dei laboratori sono chiusi al pubblico e sappiamo molto poco di ciò che succede al loro interno. Ma Laboratory Life adotta una struttura radicalmente aperta, invitando il pubblico a visitare il laboratorio, incontrare artisti e scienziati al lavoro e discutere ciò che fanno.
I visitatori sono i benvenuti ogni giorno dalle 12 alle 18. Avranno la possibilità di incontrare gli artisti Andy Gracie, Adam Zaretsky, Kira O’Reilly, Bruce Gilchrist e Anna Dumitriu, che lavoreranno in stretta collaborazione con scienziati quali John Paul, (Health Protection Agency), Helen Smith (Brighton & Sussex Medical School) e Tom Shakespeare (Organizzazione Mondiale della Sanità).

A partecipare con loro, sedici giovani dottori, scienziati e artisti emergenti di talento, quali Sarah Roberts, Brian Degger, Melissa Grant, Kate Genevieve, Simona Casonato, David Louwrier, Daksha Patel, Kuiashen Auson, Janine Fenton, Meredith Walsh, Valerie Furnham, Columba Quigley, Genevieve Maxwell, Zack Denfield, Helen Bullard and Simon Hall.
Laboratory Life si ispira al modello di workshop di produzione di Interactivos?, realizzato da Medialab Prado di Madrid. Il titolo del progetto, Laboratory Life, è tratto dall’omonimo libro di Bruno Latour e Steve Woolgar, che è un noto studio antropologico di un laboratorio scientifico.
Exhibition – http://www.lighthouse.org.uk/whatson/laboratorylifeex.htm
Gli artisti e gli scienziati creeranno cinque progetti artistico-scientifici che costituiranno la base di un’affascinante mostra presso la Lighthouse. Gli elementi fondamentali saranno tatuaggi su DNA, astrobiologia, tessuti microbiologici e molto altro ancora, e la mostra, che fa parte del Brighton Science Festival, sarà aperta al pubblico dal 2 al 6 marzo 2011.
Talk – http://www.lighthouse.org.uk/whatson/laboratorylife.htm
Il 3 marzo Andy Gracie, Kira O’Reilly e Anna Dumitriu parleranno delle loro esperienze al Laboratorio e discuteranno sul processo di creazione di opere d’arte con l’impiego della tecnologia biomedica.
Forum – http://www.lighthouse.org.uk/whatson/laboratorylifeforum.htm
Il 5 marzo la Lighthouse ospita un forum aperto a tutti, nel quale il pubblico avrà occasione di riflettere sul ruolo delle nuove tecnologie in ambito medico

Gli artisti principali
Anna Dumitriu è un’artista che utilizza, nelle sue installazioni, una gran varietà di mezzi digitali e biologici per sfumare i confini tra arte e scienza. Il suo progetto a Laboratory Life è Infective Textiles una serie di opere d’arte basate su tessuti microbiologici.
Bruce Gilchrist è uno dei due fondatori del London Fieldworks, un gruppo artistico che esplora l’ecologia come un’intersecarsi del mondo sociale, naturale e tecnologico. Il suo progetto, Public Misunderstandings of Science, esplora il nostro rapporto con l’informazione scientifica
Andy Gracie lavora con robotica, suono, video e biologia per creare scambi tra il sistema naturale e quello artificiale. Il suo progetto, The Quest for Drosophila titanus, è un esperimento in campo astrobiologico.
Kira O’Reilly impiega performance, biotecnologie e scrittura per esprimere le proprie speculazioni corpo. Il suo progetto, The Garden Shed Lab, è uno spazio creativo fai da te che utilizza lievito, uova e tessuti vegetali.
Adam Zaretsky è un artista che nella propria tecnica innovativa abbraccia biologia, ecologia, biotecnologia, live art e gastronomia. Il suo progetto, Tattoo Traits, esplora la possibilità di tatuare il nostro DNA.
