O’ e Die Schcahtel presentano, mercoledì 25 marzo, Oren Ambarchi (Sydney, 1969) compositore e multi-strumentista da lungo tempo inmpegnato in un approccio strumentale non convenzionale. La sua ricerca si concentra principalmente sull’esplorazione della chitarra, conducendo lo strumento verso una particolarissima astrazione. Il lavoro di Ambarchi su armonici e risonanze lo ha portato a definire campiture sonore fluide e mobili, fragili ed estremamente fisiche.
Il suoi album in solo Grapes From The Estate e Suspension and Insulation per la label Touch, hanno trasceso lo strumento rivelando spazi sonori di rara e intensa bellezza. Nel 2003 il suo album live Triste , ricevette la ‘menzione d’onore’ del Prix Ars Electronica.
Ambarchi è coinvolto in molti progetti di collaborazione tra cui il duo Sun con Chris Townend (releases su Staubgold, Preservation, Textile & Important records), Burial Chamber Trio con Greg Anderson of Sunn 0))) & Atilla Csihar dei Mayhem (con la recente pubblicazione di un LP con Southern Lord & un prossimo 10″ release) e Grave Temple con Csihar e Stephen O’Malley dei Khanate & Sunn 0))). Southern Lord ha recentemente pubblicato The Holy Down a Grave Temple, un documento llive registrato in israele nel luglio 2006. Il suo più consolidato duo con Rizili di Mestruation Sisters ha pubblicato con Menlo Park, No Fun, Ecstatic Peace, Saucerlike & altri. The Four Gentlemen Of The Guitar è un quartetto formato da Keith Rowe di AMM nel 2004 con Ambarchi, Christian Fennesz, Toshimaru Nakamura & Rowe. La pubblicazione del loro doppio CD fu di Erstwhile records.

Per 10 anni insieme a Robbie Avenaim, Ambarchi è stato co-organizzatore del Festival What Is Music? in Australia, manifetsazione di musica sperimentale che ha ospitato oltre 200 artisti locali e internazionali. Ambarchi cura ora la serie settimanale “Maximum Arousal” nel The Toff In Town a Melbourne e di recente ha co-prodotto per la SBS, Subsonics, una serie televisiva sulla musica sperimentale.
Attila Faravelli (Milano 1976) arriva al suo primo lavoro solista, Underneath the surface, appena pubblicato da Die Schachtel , dopo numerose esperienze come compositore di musiche per teatro, danza, pellicole mute e installazioni artistiche. Dall’osservazione del metodo di alcuni dei coreografi e registi con cui ha lavorato – i quali fissano la struttura di uno spettacolo solo alla fine, dopo aver lasciato spazio alla scrittura prodotta dai corpi e dalle personalità degli attori in prova – nasce l’idea di costruire una musica in modo analogo. Non secondo principi freddamente architettonici, quanto piuttosto assemblando materiali prodotti con tecniche diverse, in tempi e luoghi diversi lasciando ai suoni la libertà di attrarsi o respingersi secondo la loro natura più propria.Nasce dunque un’elettronica calda e per nulla concettuale, dinamica, frammentata e fluida allo stesso tempo.
