Quante cose possiamo imparare muovendoci tra le strade delle nostre città? Troppo spesso questi luoghi vengono visti come sinonimi negativi di traffico, caos, e magari anche micro delinquenza e prostituzione. Per fortuna però, soprattutto in Italia, le strade sono molto più di questo; sono innanzitutto il primario punto di incontro di una generazione che altrimenti resterebbe chiusa costantemente in casa o nei propri posti di lavoro, ferma davanti ad un pc.

Anche come rivolta a questo stereotipo di società chiusa e strutturata, non sempre accettata da tutti, si è diffusa soprattutto tra i più giovani la moda di fare della strada un punto di aggregazione, che nelle metropoli ha dato vita a momenti e movimenti, caratterizzabili a volte per il loro valore culturale e sociale.

Queste “culture urbane” hanno influenzato notevolmente anche l’abbigliamento contemporaneo, e si possono ritrovare nelle strade le origini di vere e proprie correnti non solo culturali ma anche di moda, alle volte mutuati da altri Paesi, come l’hip-hop. Pantaloni larghi, berretti, camicioni extra large ed all’occorrenza anche mega catene appese al collo in pieno stile USA.

hiphop

Ovviamente le caratterizzazioni di questo stile variano a seconda della città ed anche a seconda della stagione di riferimento, in base anche alla disponibilità delle diverse marche di abbiglimento nei negozi locali, anche se oggigiorno molti ragazzi acquistano online i propri capi, per essere più alla moda e al passo coi tempi possibile – ma anche più simili ai loro “compagni” di diversi paesi. Può capitare quindi di vedere anche giovani delle aree più calde d’Europa e d’Italia abbigliati con t-shirt, jeans e giacche anti-vento prodotti da brand tecnici del mondo dello snowboard – disciplina in voga tra le “tribù di strada” del nord Europa che si possono acquistare direttamente online su siti come questo.

C’è infine un aspetto interessante da valutare che è il rapporto tra la moda e la musica. Nelle grandi città, pensiamo ad esempio a Roma, il ritrovo per strada ha fatto nascere non solo un modo di vestire ma anche uno di comporre musica e cantare.

Trattandosi di una creatività che viene da un pubblico giovane, e molto spesso proveniente da zone disagiate della grandi città, questa musica si è fatta alle volte portatrice di voci di protesta, diventando in questo modo la carta di identità di una generazione che non va certo in TV ma, come visto, trova modi diversi per comunicare e far parlare di se.