incite/ è un duo elettronico audiovisivo formatosi nel 2002 ad Amburgo ad opera di Kera Nagel (conosciuta anche per il suo lavoro nel progetto Axiomatic Integration: www.a.i.radylon.com) e André Aspelmeier (che lavora anche come GradCom: www.gradcom.org).

Mixando arte audiovisiva in grado di catturare la vista con groove IDM distorti e dinamici, il duo attraversa efficamente i mondi dell’arte e del club, creando intense esperienze per gli occhi e le orecchie. Paccottaglia elettrica frammentata, eruzioni fragili di rumore statico e colpi di basso super energetici si uniscono a un immaginario astratto e monocromatico. incite/ suona glitch estremamente seri e groove quasi ballabili, uniti a visuals intensi in scala di grigio. Le creazioni audiovisive di incite/ – che passano dall’astratto al semi-narrativo – hanno a che fare con soggetti a cavallo tra la meccanica quantistica, l’urbanismo e altri aspetti della vita di tutti i giorni. I visuals distorti sono per lo più irriconoscibili, mentre nascondono storie sottese per un’esperienza del tutto unica.

Come afferma la rivista ExperimentaClub: “Elettrominimalismo, frammentazione digitale e ritmi spezzati, sincronizzati con video astratti di ambienti freddi e grigi. L’universo sonoro di incite/ emerge come un pugno ritmico sottereaneo, austero e allo stesso tempo ricco di una grande varietà di ombre, che agiscono come un materasso su cui creare uno spettro musicale fatto di tanti registri e tonalità, servito sotto forma di livelli di carattere minimale che passano progressivamente attraverso loop e pattern che si rompono costantemente. Il tutto, addizionato da una piena coscenza nella composizione: temi non molto lunghi, schematici e diretti al centro nervoso dell’ascoltatore”.

incite/ sono stati premiati tre volte per le loro performance: al WRO07, la dodicesima biennale di media art di Wroclaw in Polonia nel Maggio 2007, al VAD Festival di Girona in Spgna nell’Ottobre 2007 e al diciottesimo Videofestival Internazionale di Bochum nel Maggio 2008. Come si legge nuovamente sulla rivista ExperimentaClub: “Con la realizzazione del loro ultimo album (split-CDR, Authorised Version, 2005), in collaborazione con l’olandese Staplerfaher, gli incite/ sono diventati una delle proposte più solide della scena microelettronica Europea degli ultimi anni. I loro lavori sonori, sincronizzati con le immagini video durante le performance dal vivo, trovano in questa forma la loro dimensione definitiva. E poichè incite/ è un progetto ha ha sempre prestato grande attenzione alle performance, questo li rende estremamente intensi in contrasto con la freddezza razionale del loro suono.

Gli spettacoli dal vivo sono quindi da sempre il focus principale degli incite/. Dai loro esordi, nell’Aprile 2003. Kera, Nage e Andrè hanno suonato in oltre 100 concerti: principalmente tour in Europa e Stati Uniti, oltre a una serie di partecipazioni ad alcuni dei più importanti festival internazionali di media art come 5DaysO (Amsterdam), Cimatics06+08 (Brussels), Némo 08+09 (Paris), ExperimentaClub (Madrid), Dokfest (Kassel), Gogbot (Enschede), RECmadrid (Madrid), Media Art Biennale WRO 07 + 09 (Wroclaw), VAD Festival (Girona), The Great Escape (Breda), Simultan Festival (Timosoara), Kontra-Musik Festival (Malmø), Tewakfest (Zürich), LEM (Barcelona), OpenZemos98 (Sevilla), Trondheim Matchmaking, International Videofestival (Bochum), Avantgarde Festival (Schiphorst), Contemptronics (Hamburg), Forms of Hands (Gladbeck), 25fps (Zagreb), Cinesthesy (Paris), VAD (Girona), zxzw (Tilburg), Kontra-Musik (Malmö), CoCart (Torun) Videomedja (Novi Sad), DarkFibre (London), Ostrale (Dresden), e-pulse (Breda), Scopitone (Nantes), FIAV (Casablanca) e molti altri..

A fianco del loro lavoro come musicisti e video artisti, incite/ organizzano concerti di musica improvvisata nelle cosiddette Audiounit Series (www.audiounit.gradcom.org), come parte del collettivo Hörbar (www.hoerbar-ev.de), punto di incontro di musicisti e amanti della musica elettronica, elettroacustica e industriale di Amburgo

Questa intervista è gentilmente concessa da “MCD, musiques et cultures digitales” magazine


MCD:
How would you describe your approach and your artistic field?

INCITE/: audiovisual live electronics, or, more pointedly: fragmented grayscale electronics. The basic approach remains identical since the beginning of incite/ early 2004: electronic grooves, noisy and distorted, much base, the music tightly synchronized to more or less grayscale visuals. The early tracks were more experimental, bone-dry sounds of glitches and stuff, the newer tracks are more industrial and groovy, in our point of view danceable. Our main focus is very clearly the live performance as this is the moment where things really get immersive and intense. Over the years, we´ve always tried to elaborate and develop our sets. The musical part has grown to be a bit more accessible without losing the edginess, the visual side at the same time has evolved into something more semi-narrative – not exactly story telling but also not purely abstract anymore. All of these changes we introduced bit by bit, track by track and we´re still far from having finished the exploration of our self defined territory.

MCD: Quali location preferite per esporre i vostri lavori (musei, teatri, festival, Internet, tv, club…)

INCITE/: Per la nostra esperienza, non è tanto la location che fa la differenza quanto il fatto che si tratta di un concerto da vivo. Noi abbiamo fatti grandi performance nei cinema, in gallerie, nei club, negli squat, all’aria aperta, etc…Ad oggi, preferiamo di gran lunga il pubblico in piedi rispetto a quello seduto, perchè si suppone che la nostra musica possa generare un certo impatto fisico soprattutto unita ai visual. E’ importante ovviamente avere un buon set-up con uno schermo grande e un impianto audio potente. I non-live media (come i dvd, il web, la televisione) mancano di fisicità e immersività, aspetti integranti del nostro spettacolo. I festival sono quindi gli eventi perfetti, per una serie di ragioni: in primo luogo sono un ottimo modo per presentare il proprio lavoro a un pubblico attento, in secondo luogo perchè si incontrano gli altri artisti e si vedono i loro lavori.

MCD: Siete d’accordo con la definizione di “Arte Digitale” al vostro lavoro e la vostra pratica artistica? Se poteste scegliere un altro termine per definire la vostra arte, quale scegliereste?

INCITE/: Non amiamo molto le definizioni dei generi. Sicuramente, “Arte Digitale” è un termine generico che può anche andare bene, ma al contempo non include il nostro focus sulle performance. Nel senso, anche un sito web è arte digitale. Quindi, “digital performing media art“ è forse più appropriato

MCD: Siete interessati alla conservazione dei vostri lavori o preferite che mantengano la loro natura effimera?


INCITE/:
La Live art è effimera per natura e noi crediamo fermamente che anche le più sofisticate multi-camera di registrazione HD non siano in grado di riprodurre l’esperienza di un concerto, nè per noi nè per il pubblico. Le registrazioni dei nostri spettacoli svolgono ovviamente un ruolo importante nel mostrare alle persone cosa facciamo, dando agli organizzatori dei festival la possibilità di decidere se le cose che facciamo vanno bene per il concept del loro evento o meno, ma ci rendiamo conto che le persone si accorgono veramente dell’intensità delle nostre performance solo quando partecipano fisicamente ad uno di essi.

MCD: Credete che i metodi tradizionali di lavorare con l’arte (i critici d’arte, le mostre nei musei e nelle gallerie, i fundraiser) rispondono alle vostre esigenze di artisti?


INCITE/: L’unico modo di mostrare la nostra arte è concederci di portarla dal vivo e ogni performance – sempre che le condizioni tecniche soddisfino le nostre richieste – è per noi un gran momento. Tantissima mediazione è fatta attraverso i blog, le comunità online che sono la versione più democratica della critica d’arte. Se è quindi vero che ognuno è un artista è anche vero che tutti siamo dei critici, con cose ovviamente più o meno interessanti da dire. I Digital Performing Media non giocano un ruolo chiave sulle prime pagine dei giornali al giorno d’oggi, in parte per essere una cosa ancora nuova che deve essere scoperta e in parte per la mancanza di un’adeguata cultura da parte del pubblico di massa, sebbene noi crediamo che aumenterà considerevolmente l’attenzione verso di essi nel prossimo futuro. Fino ad allora, le fondazioni artistiche, come per esempio Arcadi, saranno di vitale importanza per lo sviluppo di questa giovane forma d’arte

 

 

http://www.incite.fragmentedmedia.org/