Kasa Gallery - Istanbul
15 / 11 / 2013 - 31 / 12 / 2014

I Occupy, la nuova mostra della Kasa Gallery in collaborazione con il Museum of Contemporary Cuts, si interroga e analizza i trend attuali per quanto riguarda la interventionist art e la Augmented Reality Art che, inserendosi all’interno del panorama urbano e sociopolitico, contribuiscono a ridefinire la conoscenza culturale ed estetica del mondo in cui operiamo.

“No Socialism for Capitalists” recitava il cartello di un signore durante i giorni della protesta Occupy Wall Street. Altri cartelli recitavano “R.I.P. American Dream” e “Corporations Are Sociopathic People”, quest’ultimo portato da una signora elegantemente vestita. Nicholas Mirzoeff, teorico della visual culture, che si aggregò alla protesta, scrisse “Why I Occupy”, un saggio seminariale che conteneva link e ulteriori informazioni, visibili sul blog personale, sugli eventi e sul ruolo di Mirzoeff. (Nicholas Mirzoeff, “Why I Occupy,” Public Culture 24, no. 3 (2012): 451-456.)

L’Occupy Movement ha attirato molta attenzione, tuttavia non è riuscito a creare il cambiamento significativo che le persone si aspettavano. È però riuscito a portare nel dibattito politico il discontento riguardo la crescente mancaza di partecipazione e la conseguente erosione della democrazia nella rappresentazione contemporanea del post stato.

Qual è oggi l’eredità sociale e politica del movimento Occupy Wall Street? E ancora, qual è il ruolo dell’arte nel processo di avanzamento dell’attivismo politico? Gli interventi di Augmented Reality promuovono il programma di Occupy? L’Augmented Reality art è riuscita ad aggirare il controllo istituzionale? Questo tipo di arte è in grado di esistere senza l’approvazione autocratica e centralizzata delle istituzioni politiche burocratiche?

La mostra I Occupy sarà introdotta dal testo “Why I Occupy” di Nicholas Mirzoeff, docente famoso a livello mondiale alla NYU Steinhardt. I Occupy presenterà inoltre una serie di lavori di AR, interventi attuali live e documentazioni su eventi passati di Occupy Wall Street, con pezzi di Mark Skwarek (l’organizzatore degli eventi AR), John Craig Freeman, Will Pappenheimer e Tamiko Thiel.

La mostra, presentando il lavoro di questi artisti, sarà l’occasione per un dibattito in cui si analizzerà la questione dell’arte, della politica e dell’intervenzionismo in una società tecnologicamente avanzata che tiene conto, all’interno del panorama urbano, della creazione di layer e tapppezzerie digitali. Layer che non sono più circoscritti ma parte di interventi sempre più internazionali e che operano al di là e senza il tradizionale, e forse obsoleto, cofine dello stato nazionale.

La mostra I Occupy si svolge in simultanea con la mostra Jackpot  al MoCC (Museum of Contemporary Cuts). Jackpot e I Occupy sono frutto di una collaborazione tra MoCC, Kasa Gallery, OCR, Goldsmiths, NYU Steinhardt e il Royal College of Art.


Lead Curator: Lanfranco Aceti.

Senior Curator: Pat Badani, Nicholas Mirzoeff e Marquard Smith.

Event Manager: Çağlar Çetin.

Per favore portare smart phone e iPad per vedere le installazioni


http://kasagaleri.sabanciuniv.edu/