MARRES, CENTER FOR CONTEMPORARY CULTURE - MAASTRICHT
24 OCTOBER 2010 - 30 JANUARY 2011

Ricerca e Produzione:
Claudia Banz, Guus Beumer, EventArchitectuur, Sandra Kassenaar and Maureen Mooren

Marres, centre for contemporary culture presenta la sua quinta mostra nell’ambito del programma a lungo termine sulla nozione di Avanguardia: Hygiene, la storia di un museo.

La mostra indaga l’affascinante e drammatico background della nozione di igiene. In che modo questo termine si è trasformato da un termine scientifico in una tendenza su scala glovale? In che modo è stato utilizzato sia dal Nazional-Socialismo nella Germania Nazista che dal Socialismo nella ex Repubblica Democratica Tedesca, come parte essenziale delle rispettive ideologie?

Hygiene, the story of a museum tratta di queste problematiche attraverso la storia dell’Hygiene Museum di Dresden. Fondato nel 1911 dall’inventore del collutorio Odol, questo museo vanta ancora una posizione di grande rilievo. Sebbene non raccolga opere d’arte o di design, infatti, ha contribuito attivamente alla conoscenza di malattie come tubercolosi e tumori.

Il museo ha una funzione sociale di informazione, prevenzione e formazione, e ha svolto questa attività di divulgazione, attraverso calchi in gesso relativi a specifiche condizioni cutanee, video promozionali e materiale informativo, fino al “Die Wende”, ovvero il giorno della caduta del muro di Berlino. Il museo ha sempre avuto l’ambizione di “rivelare ciò che fino a quel momento era rimasto invisibile”. Lo sviluppo di nuove modalità di esposizione al fine di raggiungere pubblici sempre più vasti e l’utilizzo di nuove tecnologie, relative per esempio ai filmati, infatti, sono stati gli obiettivi principali del museo.

L’importante ruolo sociale di questo museo a-storico e la particolare attenzione rivolta a questa mostra come mezzo per rendere l’invisibile ancora visibile fanno dell’Hygiene Museum un luogo pieno di fascino. Soprattutto per il centro Marres, che, oltre ad analizzare il ruolo del museo, la collezione, la mostra e gli artisti, per molti anni ha anche cercato di approfondire tali questioni attraverso lo sviluppo di nuove modalità di esposizione.


Il progetto è nato in collaborazione con l’Hygiene Museum, che ha prestato dei pezzi unici alla mostra. Un esempio è il cosiddetto Uomo di Vetro (Glass Man)
che, se da un lato viene ammirato come simbolo del desiderio di un corpo trasparente, dall’altro viene anche accusato come il risultato perverso di un razionalismo eccessivo. La mostra si articola in tre cosiddetti “thoughtscapes”, o paesaggi della mente, che, attraverso l’uso di diversi oggetti, film, materiale di stampa e altri testi, suddividono il museo in 3 livelli differenti:

Il Museo come Discorso pone l’attenzione sul “rendere visibile l’invisibile”, mettendo al centro l’idea della trasparenza, che può essere vista come l’ambizione dominante del ventesimo secolo.
Nel Museo come Pratica, la lotta pedagogica per l’igiene e per la diffusione della conoscenza scientifica ha un ruolo centrale. Il Museo come Ideologia offre approfondimenti sul significato e sulla missione pratica dell’igiene in relazione ai sistemi politici e socio economici che caratterizzano la Germania del ventesimo secolo.

http://www.marres.org/