In Francia si svolge la prima importante mostra monografica dedicata all’artista svizzero Christian Waldvogel: Peripheral Vision affronta gli enigmi scientifici per sovvertire in modo giocoso i concetti dell’astronomia e offrire spunti per comprendere l’universo.
Christian Waldvogel è un artista concettuale che si occupa dell’umanità intesa come specie che vive su un pianeta all’interno dell’universo. È convinto che capire il “mondo” come tale, e avere ben presenti le sue proprietà e le sue caratteristiche come sfera che orbita intorno a una stella, ci permetta di raggiungere quella consapevolezza di ciò che ci circonda necessaria per diventare un vero cittadino del mondo.
Di conseguenza il suo lavoro riflette, parafrasa e migliora il sistema all’interno del quale viviamo e fornisce al pubblico gli strumenti per fare altrettanto, oltre a incoraggiarlo a guardare la vita da una prospettiva più distante e con occhio critico. In questo senso il suo lavoro è definito come un insieme di strumenti per un controllo della realtà, e come l’estensione poetica del desiderio umano di espandere sia la conoscenza sia il territorio. Durante la mostra FRAC sarà possibile ammirare cinque dei suoi più importanti progetti creati tra il 2004 e il 2013.
Globus Cassus, 2004-2009
Un esperimento difficile: costruire l’antipodo della Terra usando, come materiale da costruzione, tutto il materiale che la costituisce. L’umanità sarebbe vissuta all’interno di questa struttura gigante. Niente cieli per gli dei, e forse un paradiso per l’uomo?
West Pole, 2005-2013
Avendo scoperto che l’estremo occidentale non è definito unicamente grazie alla posizione ma dalla concorrenza di posizione e tempo, Waldvogel ha risolto un enigma vecchio di quasi settecento anni. Si deve intraprendere un viaggio per raggiungere questo punto.
The Earth turns without me, 2009-2011
Ogni giorno la Terra gira una volta attorno al proprio asse. Per rimanere immobili, per non girare insieme a essa, si deve viaggiare verso est, al contrario rispetto alla direzione della rotazione, alla velocità di rotazione. Cosa che C. Waldvogel ha fatto con l’aiuto della Swiss Air Force.
Maybe the Non-Existence of Antichthon can be disproved, 2009-2013
Attorno al 500 a.C. i pitagorici furono i primi ad affermare che la Terra non si trovava al centro dell’universo. Il centro del loro universo era il Fuoco Centrale e la Terra era bilanciata da un’ideale e perfetta Antiterra: Antichthon. Oggi Antichthon potrebbe essere vero ancora una volta. Un ricettacolo per i nostri desideri e percezioni dell’ideale ci sta aspettando per stimolare la nostra immaginazione, tuttavia non sappiamo se esiste.
Space from Space, 2006-2013
Alcune cose non possono essere descritte, a meno di essere viste con i propri occhi… Due austronauti hanno collaborato con l’artista aiutandolo con la grafica, la linguistica e alcuni aneddoti che gli hanno permesso di produrre una finestra nello spazio cosmico.
Christian Waldvogel è nato ad Austin, Texas (USA) nel 1971; oggi vive e lavora a Zurigo. Per i suoi progetti artistici, che collegano scienza e arte, collabora spesso con professionisti come matematici, architetti, microbiologi, astronauti, piloti e fisici. Nel 2004, alla nona edizione della Biennale di Venezia, ha rappresentato la Svizzera e ha ricevuto la medaglia d’oro “Best designed books from all over the world” per Globus Cassus presentato per l’occasione. Nel 2011 la sua monografia Earth Extremes ha ricevuto la medaglia di bronzo nella stessa competizione. Il suo lavoro è stato presentato in mostre e conferenze in tutto il mondo. È co-chair all’European Space Agency’s Topical Team Arts & Science (ETTAS). È rappresentato da Herrmann Germann Contemporary di Zurigo.
Questa mostra monografica è presentata all’interno del progetto If you find this world bad… che caratterizza inoltre un’indagine del famoso International Science Fiction Festival di Metz (1976-1986) del critico d’arte Hélène Meisel e le opere d’arte di Claire Morel e Jean-Jacques Dumont.


