CAPC MUSEUM OF CONTEMPORARY ART - BORDEAUX
UNTIL 16 AUGUST 2009

Con questa mostra dell’artista austriaco Heimo Zobernig, il CAPC dà seguito alla tradizione dei progetti monografici concepiti per la spettacolare navata del centro Entrepôt.

Dopo aver terminato gli studi in materia di design caratteristico di set e scenografie a Vienna, nei primi anni ottanta Heimo Zobernig ha rivolto il suo interesse al mondo dell’arte. Le sue opere di quel periodo racchiudono differenti modi di esprimere l’astratto, dal gesto lirico ai motivi geometrici ripetuti in serie.

Le prime sculture, realizzate con materiali di poco conto, come cartone e compensato, sposano appieno il lessico minimalista. La scelta di ricorrere a materiali di questo tipo, unita al tentativo di sfruttare il tema pittorico attraverso la sua reiterazione, dona alle opere dell’artista austriaco una sfumatura intrisa di critica e rinnovamento. Zobernig, esponente del movimento New Wave sorto a Vienna, ha nutrito fin dai primi anni di attività un interesse sempre maggiore nei confronti di videoclip e performance innovative. Tramite modalità minimaliste e low-tech, i media di questo tipo forniscono solitamente prestazioni d’avanguardia e veicolano un’estetica televisiva di un certo livello.

Traendo ispirazione dalla dimensione teatrale della navata all’interno del CAPC, Zobernig ha escogitato una disposizione di partenza concepita sul modello di una “mise en scène”: tende di colore rosso, insieme ad alcuni specchi, costituiscono l’essenza di questa composizione. La collocazione degli elementi, però, finisce per oscurare la dimensione spettacolare del luogo, stridendo con l’allestimento di opere in loco riconducibili ai movimenti concettuale e minimalista che, grazie ad artisti del calibro di Daniel Buren, Richard Serra, Lawrence Weiner e altri ancora, hanno impresso il loro marchio nella storia delle produzioni proprie di questo genere.

Il nocciolo della questione, per Zobernig, sta nel mettere in dubbio, attraverso una disposizione o una tecnica volutamente sconcertanti, i meccanismi adibiti a (di)mostrare e percepire. L’essenzialità della disposizione solleva diversi interrogativi riguardo ai metodi e alle forme di rappresentazione e di esposizione (le ombre, i riflessi, l’effetto del doppio, il virtuale, le illusioni, la “mise en abyme”, le distanze…). Lo spettatore si trasforma nel poliedrico protagonista di questa “mise en scène” allestita in maniera davvero particolare.

Heimo Zobernig, nato in Austria nel 1958, ha visto le sue opere esibite all’interno di moltissime mostre ed esposizioni biennali di tutto il mondo, ma non ha quasi mai mostrato i suoi lavori presso i musei francesi, eccezion fatta per una mostra personale tenutasi nel 1991 a Villa Arson, museo e scuola d’arte di Nizza.

Heimo Zobernig, il libro: In occasione dell’esposizione di Bordeaux, il CAPC, con il sostegno della casa editrice Les Presses du Réel, ha deciso di pubblicare la prima opera monografica in francese dedicata all’artista austriaco. Ideata dallo stesso Zobernig, in collaborazione con i graphic designer di Experimental Jetset, il critico d’arte Catherine Chevalier e Charlotte Laubard, direttrice del CAPC, questa nuova pubblicazione getta uno sguardo trasversale sulle molteplici sfaccettature dei lavori dell’artista, dedicando uno spazio speciale alle nozioni di teatralità ed esposizione.

 

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