Lewis Glucksman Gallery - Cork
until 08 / 11 / 2015

La mostra Boolean Expressions esplora le modalità con cui gli artisti utilizzano sistemi ed idee matematiche nei loro lavori. Dalle annotazioni a mano fino a codici binari e complessi algoritmi che danno forma alle esperienze digitali, la mostra prende in considerazione l’impatto sulla nostra vita di piccole e grandi quantità di dati, ma prende anche in considerazione le sinergie creative tra il pensiero artistico e scientifico.

Nel mostra, i processi di calcolo e computazione utilizzati dai matematici sono mostrati in esercizi formali, con artisti alle prese con numeri, forme geometriche e dati matematici per creare delle opere d’arte.

Boolean Expressions si apre con un esercizio matematico scritto a mano da George Boole, il primo Professore di Matematica presso UCC e figura storicamente fondamentale e descritto come “padre dell’era informatica”. L’elegante manoscritto di Boole è ora diventato un documento storico, ma riesce a trovare risonanza nella contemporaneità in Exercise (Dunhuang) (2014), l’ipnotizzante mondo digitale creato dall’artista John Gerrard che visualizza, e che sicuramente umanizza, gli algoritmi e i dati che guidano le decisioni che sostengono la società dell’informazione. La simulazione di Gerrard è presentata in tre contenitori di ottone appesi direttamente ai muri, e tutto ciò richiama direttamente le austere forme sculturali di Donald Judd e le configurazioni geometriche dei minimalisti.

Artisti: Darren Almond, Aram Bartholl, Mel Bochner, Hanne Darboven, John Gerrard, Sol LeWitt, Tatsuo Miyajima, Aisling O’Beirn, Matthew Ritchie, Lynne Woods Turner. A cura di Fiona Kearney, in collaborazione con il College of SEFS, University College Cork

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A partire dagli anni 60’ gli artisti hanno attivamente tentato di trasmettere significati attraverso specifiche prese di posizioni concettuali piuttosto che con le rappresentazioni illustrative. Hanne Darboven apparteneva a questa prima categoria di artisti che hanno usato sistemi numerici e notazioni per misurare le proprie attività quotidiane. Quest’approccio rigoroso ha coinvolto anche le pratiche della sua cara amica Sol LeWitt. L’esibizione presenta uno dei murales celebrativi della LeWitt, che trasforma l’architettura del Glucksman in un campo di reticoli, archi, cerchi e percorsi disposti secondo istruzioni precisissime.

Le seminali opere concettuali di Mel Bochner del 1970 hanno indagato le idee matematiche attraverso gesti apparentemente semplici e materiali non nobili. L’opera di Bochner Meditation on the Theorem of Pythagoras e una serie di dipinti hanno dimostrato il suo interesse profondo per la matematica, con i suoi schemi diagrammatici, formule algebriche, ed equazioni tutte scarabocchiate.

Il lavoro di Matthew Ritchie esplora simili idee e per la sua esibizione ha prodotto una nuova serie di stampe che rispondono ai disegni di Bochner. La collezione di dipinti Untitled di Lynne Woods, nel frattempo, forme e linee sottili rappresentate grazie alla grafite e al guazzo su pergamena, rivelavano una profonda comprensione di strutture complesse, simmetria bilaterale e motivi ricorrenti.

L’opera di Aisling O’Beirn Boolean Logic usa l’algebra per ottenere un prodotto strutturalmente stabile con del legno riciclato. Annotazioni scritte a mano su un rotolo di carta da disegno catturano i tentativi dell’artista di utilizzare regole logiche nella creazione della scultura. I lavori di Darren Almond contengono sequenze di numeri, segmentati e frammentati dall’artista attraverso delle lamine distinte in modo da creare delle grandi composizioni in bianco e nero con un risultato che ricorda gli orologi stile flip.

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Nei lavori di Aram Bartholl i codici CAPTCHA usati per le password online diventano delle sculture. Il suo interesse nell’immortalare permanentemente gli elementi effimeri del mondo digitale si può anche notare nei lavori a LED di Tatsuo Miyajima, dove i numeri si accendono e spengono a intermittenza in cicli continui e suggeriscono l’inarrestabile calcolo dei computer. La tecnologia, già diventata obsoleta, genera una riflessione filosofica sul tempo e sull’essere, sul finito e sull’infinito.

Boolean Expressions offre un programma di conferenze aperte al pubblico sull’arte e sulla tecnologia, e la mostra è accompagnata da una pubblicazione contenente saggi di Lucy Dawe-Lane e Brian Fay


http://www.glucksman.org