Witte de With Center for Contemporary Art - Rotterdam
22 / 05 / 2015 – 16 / 08 / 2015

Artisti: Aram Bartholl, Rossella Biscotti, Nina Canell, John Gerrard, Femke Herregraven, Antonia Hirsch, David Jablonowski, Navine G. Khan-Dossos, John Menick, Owen Mundy, Trevor Paglen con Jacob Appelbaum, Lucy Raven, Stephan Tillmans and Julia Weist.

Come traccereste l’immagine di Internet? Attraverso le macchine e il “loro” linguaggio che trasmette e archivia i “nostri” messaggi oppure con le relazioni di conseguenza e di potere che questi messaggi e i loro movimenti producono?

Presentata come episodio della serie annuale Art In The Age Of…, la mostra Art In The Age Of… Planetary Computation esplora non soltanto i modi attraverso i quali la quantificazione, le telecomunicazioni e i nostri sistemi per l’informazione in continua evoluzione siano di ispirazione per la produzione artistica contemporanea, ma anche i modi attraverso i quali l’arte contemporanea rispecchi i processi e i prodotti in questione. Gli artisti partecipanti esplorano la spaccatura tra l’infrastruttura effettiva (codici, macchine, cavi e altri strumenti per comunicare) e le interazioni socio-politiche soggettive favorite dall’uso di questi dispositivi. Guidata da quanto si può vedere non solo sullo schermo di un computer, ma anche sugli altri specchi neri che fissiamo giorno dopo giorno, questa mostra fornisce anche uno sguardo su ciò che succede dietro questi schermi. Muovendoci da oggetto a soggetto, ci chiediamo che impatto hanno queste posizioni sulla vita di tutti i giorni, o detto in altro modo: cosa significa essere “schermati”, controllati?

Greetings from the Internet di Aram Bartholl ripropone i piccoli foglietti di carta sui quali sono scritte a mano le password per il Wi-fi sotto forma di uno stand di cartoline. Le monumentali lavorazioni di tessuto di Rossella Biscotti espongono modelli ispirati dai dati demografici dell’ultimo censimento di Bruxelles e affrontano il problema di come la statistica e l’analisi quantitativa rappresentino la nostra realtà. Nina Canell riflette sulla trasmissione e la resistenza attraverso le sue sculture composte da cavi recuperati, usati originariamente per le telecomunicazioni e l’elettricità.

Dopo il rifiuto della concessione di accesso da parte di Google Inc, John Gerrard ha affittato un elicottero e prodotto una pianta fotografica dettagliata di un edificio che ospita un data server di Google in Oklahoma, conosciuto anche come “fabbrica di dati”, da cui è derivato Farm (Pryor Creek, Oklahoma, 2015), una simulazione di CGI “gemella” dell’edificio. Femke Herregraven ha esaminato infinite brochure di banche d’investimento per creare una lista di nomi sotto i quali più del 60% dei titoli vengono ora scambiati sul mercato tramite diversi algoritmi computerizzati. La scultura Solaris Panel di Antonia Hirsch include pezzi ritagliati di Plexiglas nero che somigliano a smartphone e tablet contemporanei che, in sleep mode, somigliano a specchi Claude, uno strumento di facilitazione dell’inquadratura per artisti inventato nel Seicento.

Due sculture “iperlinkate” di David Jablonowski si interrogano su sull’impatto della computazione contemporanea in relazione ai più recenti progressi tecnologici come per esempio le fotocopiatrici manuali. Navine G. Khan-Dossos ha creato due nuovi murales dal titolo My TV Ain’t HD, That’s Too Real. Questi dipinti a guazzo si sviluppano durante la mostra in risposta ai reportage dei media sui fatti di attualità nel Medio Oriente.

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Biography of Anish Meta-Bhatt di John Menick espone finte pagine di una biografia inventata dell’informatico Dott. Anish Meta-Bhatt, programmatore del primo computer dotato di un’intelligenza artificiale in grado di scrivere romanzi. Con iknowwhereyourcatlives.com, Owen Mundy ha raffigurato un campione di un milione di foto pubbliche di gatti su una mappa del mondo, localizzandoli attraverso le coordinate di latitudine e longitudine incorporate nei loro metadati. Autonomy Cube di Trevor Paglen trasmette tutto il traffico Wi-fi di Witte de With’s su Tor, un network mondiale di migliaia di server, relè e servizi gestiti da volontari progettato per aiutare a rendere i dati anonimi.

La stampa lenticolare Hand moving at a walking pace di Lucy Raven è composta da un video che la Raven ha girato in uno studio di post-produzione a Chennai (India), solo uno fra i molti studi esterni in cui i film di Hollywood vengono convertiti dal 2D al 3D a costi molto ridotti.

Stephen Tillmans ha creato una serie di fotografie dello stesso preciso istante in cui le televisioni a raggi catodici vengono spente; appena il raster si scompone, uno sfarfallio finale scompone l’ultima immagine in onde elettromagnetiche. Per il suo lavoro After, About, With, Julia Weist ha sfruttato i suoi contatti personali, le reti dei social media, e ha cercato tecniche di ottimizzazione del motore per provare a controllare i risultati della ricerca sull’artista Haim Steinbach.

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A fianco delle presentazioni degli artisti, è stato fondato un blog di ricerca apposito. Questo blog seguirà lo sviluppo delle esposizioni di Art In The Age Of… nel 2015 e avrà la funzione di lettore visuale che accompagna il lavoro degli artisti: http://artintheageof15.tumblr.com/


http://www.wdw.nl/

http://artintheageof15.tumblr.com/