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Arctic Perspective sottolinea l’importanza culturale, geopolitica ed ecologica dell’Artico e delle sue culture indigene. API a potenziare le cittadinanze locali del Nord attraverso strutture open source, come ad esempio; il data sharing, il monitoraggio ambientale e le tecnologie di comunicazione.
In collaborazione con le comunità Igloolik, Kinngait, Iqaluit, Mittimatalik e Kanngiqtugaapik in Nunavut, Canada, e altre comunità Artiche, artisti e architetti stanno costruendo un sistema di infrastutture, un’unità mobile, un media mobile alimentato da fonti di energia rinnovabile.
Questa unità verrà usata dagli Inuit e da altre popolazioni artiche per alimentare processi creative, comunicazioni e monitoraggio ambientale dei cittadini che si muovono, vivono e lavorano in quelle terre lontano dai centri più densamente abitati.

La mobile media unit consentirà di girare film, di comunicare, di cacciare in modo sostenibile e di monitorare l’ambiente. Ad esempio, un cacciatore di quelle terre potrà anche filmare e streammare, in tempo reale, la propria storia personale e le proprie riflessioni su internet, dando al mondo l’opportunità di capire la realtà dell’Artico direttamente dalle persone che vivono lì.
La mostra documenta materiali legati allo sviluppo del progetto, inclusi fotografie e film del viaggio della troupe nell’estate del 2009 fatto con gli anziani Igloolik e Isuma TV, rivisitando i primi insediamenti nella baia di Foxe Basin. The Arctic Perspective Initiative è un progetto ideato dagli artisti Marko Peljhan e Matthew Biederman.
Il gruppo di lavoro internazionale comprende anche le media/art organisations C-TASC (Canada), HMKV (Germany), The Arts Catalyst (UK), Projekt Atol (Slovenia) e Lorna (Iceland), in un processo collaborativo che lavora con i membri delle comunità nel Nunavut, Canada allo scopo di sviluppare l’unità.
