Project Arts Centre - Dublin
24 / 04 / 2015 - 30 / 05 / 2015

A Breathcrystal è la nuova mostra curata da Mihnea Mircan per il Project Arts Centre di Dublino, presentata insieme a I rebel – therefore we exist, una serie di conferenze tenute dall’artista Sarah Pierce.

Basata su contaminazione, categorie incrociate e modalità ibride di produzione di senso, comprende opere di Jean-Luc Moulène (Francia), Lonnie van Brummelen e Siebren de Haan (Paesi Bassi), Katerina Undo (Grecia), Miklos Onucsan (Romania), Tom Nicholson (Australia), Phillip Warnell (Regno Unito), Jonas Staal (Paesi Bassi), Fabio Mauri (Italia), Jacqueline Mesmaeker (Belgio), Lawrence Abu Hamdan. Parallelamente si propone una programmazione cinematografica in collaborazione con l’Irish Film Institute, che include lavori di Pierre Huyghe (Francia), Saskia Olde Wolbers (Paesi Bassi), Sven Johne (Germania), Susan Schuppli (Regno Unito), Khadija von Zinnenburg Caroll (Regno Unito) e Nicola Martini (Italia).

La mostra nasce da un progetto di ricerca ispirato alle incisioni rupestri aborigene. I Gwion Gwion sono una serie di dipinti dai colori accesi trovati nelle caverne primitive, costantemente rigenerati da una colonia di batteri che li abita e che non ne permette la datazione con metodi convenzionali.

Uno studio archeologico ha scoperto che il colore di queste rappresentazioni preistoriche dura nel tempo perché il pigmento originale è stato sostituito da funghi e batteri simbiotici dal colore simile. Durante la fotosintesi, la biopellica che rinnova le sagome dei dipinti in modo permanente, rilascia una sostanza acida e incornicia o incide le pitture in profondità sulla parete rocciosa.

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Secondo gli standard tradizionali, tali “pigmenti vivi” sono da considerare come una forma di contaminazione, sebbene in questo momento sia impossibile distinguere il livello di infestazione dalla purezza e dall’integrità. I batteri riproducono le pitture e ne modificano la cronologia – dalla loro creazione, avvenuta 40 mila anni fa, alla loro attuale rigenerazione, in radicale contemporaneità.

Vita e arte, scultura e pittura, interiorità ed esteriorità del corpo, colonialismo ed emancipazione modernista, tradizioni “primitive” e osservazioni scientifiche contemporanee, preistoria e modernità: i progetti artistici riuniti in A Breathcrystal attenuano deliberatamente non solo queste distinzioni, ma incrociano le categorie e creano forme di realtà contaminate, ibride.

I rebel – therefore we exist
Una serie di conferenze tenute da
Sarah Pierce

È la seconda volta che il Project Arts Centre invita un docente universitario o artista per tenere alcune conferenze sulle proprie ricerche personali. Lo scopo è quello di presentare questi studi senza dare ulteriori definizioni o contestualizzare, ma solo per celebrare lo straordinario lavoro accademico e culturale che si cela dietro le diverse mostre.

Il titolo di questa serie di conferenze, “I rebel – therefore we exist”, attinge a concetti chiave della dissertazione di Pierce, nella quale si descrive un modo di sapere in contrasto con regimi di accessibilità, efficacia e legittimità.

Conferenza 1: La comunità di apprendimento
Martedì 21 aprile, ore 17.

Conferenza 2: L’essere studente
Martedì 4 agosto, ore 17.

Conferenza 3: La comunità della mostra
Martedì 13 ottobre, ore 17.

Il Project Arts Centre è il centro irlandese più importante per lo sviluppo e la presentazione di arte contemporanea attraverso tutte le forme che l’arte visiva e lo spettacolo possono assumere. Nel 2016 cadrà il suo cinquantesimo anniversario, oltre al centenario della Rivolta di Pasqua del 1916, e il tema principale sarà la ribellione.

Il programma di arti visive presenta nuove mostre di alcuni fra i più importanti artisti al mondo. Quest’anno, oltre alle imminenti mostre di David Clearbout e Gretchen Bender, siamo lieti di presentarvi anche Riddle of the Burial Grounds, curata da Tessa Giblin, che occuperà tutta la galleria dell’edificio e il teatro. Il nostro tour nazionale di mostre si fermerà al Limerick City Art Gallery fino al 15 maggio con Wasteland di Eva Kot’atková e Dominik Lang.


http://www.projectartscentre.ie