La mostra Decode: Digital Design Sensations è stata organizzata dal Victoria and Albert Museum di Londra in collaborazione con onedotzero
Uno schermo che costruisce l’immagine dei visitatori nella neve e un albero interattivo che reagisce al vento, sono tra le opere digitali che vengono presentate in Decode: Digital Design Sensations. Questa mostra espone gli sviluppi più recenti del design digitale e interattivo presso Garage Center for Contemporary Culture a Febbraio 2011.
Si passa da piccoli elementi grafici su schermo a installazioni interattive su vasta scala. Sono esposte le opere di artisti affermati a livello internazionale quali Rafael Lozano-Hemmer, Daniel Brown e Daniel Rozin nonchè designer emergenti quali Troika e Simon Heijdens.
La tecnologia digitale fornisce nuovi strumenti ad artisti e designer ed alcune opere sono in uno stato di continua evoluzione; altre sono modificate invece dal comportamento dello spettatore. Alla mostra Decode, gli artisti confondono i confini tra le procedure, nonchè tra la programmazione e le prestazioni, tra l’ideatore e il partecipante.
Decode analizza tre temi attuali: Code, mostra come il linguaggio informatico – su ordinazione o personalizzato, craccato o condiviso – sia diventato un nuovo strumento di design. Interactivity, presenta opere che subiscono un’influenza diretta da parte dell’osservatore. Network, lavora e utilizza le tracce lasciate dai visitatori.

Code presenta opere che usano il linguaggio informatico per creare nuovi progetti nello stesso modo in cui lo scultore lavora con materiali quali argilla e legno. Questa sezione mostra come il codice possa essere programmato per creare opere fluide e in costante evoluzione. Comprende, inoltre, l’enigmatico ambiente di crescita dei dischi digitali di Casey Reas, nonchè i box di Rafael Lozano- Hemmer che riproducono immagini di coppie che si baciano che lanciano onde di “amoreggiamento” al passaggio dei visitatori
Il secondo tema, Interactivity, si focalizza su opere che subiscono un’influenza diretta da parte dell’osservatore. Le opere includono Dune, il paesaggio interattivo di Daan Roosegaarde e Videogrid di Ross Philips che crea una schermata dinamica con espressioni facciali e movimenti del corpo sincopati dei visitatori per i visitatori.
L’ultimo tema, Network, è incentrato su opere che commentano e utilizzano tracce digitali lasciate da comunicazioni quotidiane, dai blog nelle comunità dei social media, comunicazioni tra cellulari o rilevate da satellite tramite i sistemi GPS. Questa sezione mostra come le tecnologie avanzate e internet abbiano portato a nuovi tipi di interazione sociale e mezzi per esprimere se stessi. I designer reinterpretano queste informazioni per creare opere che traducono i dati in forme originali. Queste ultime vanno dalle visualizzazioni dal vivo e in tempo reale dei modelli di volo di Aaron Koblin ai progetti di estrazione dati di Jonathan Harris e Sep Kamvar. Il loro progetto We Feel Fine seleziona commenti di blogger di tutto il mondo relativi al loro stato d’animo e rappresenta tali informazioni attraverso colorate sfere fluttuanti.
