Dal 30 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027, Framer Framed ad Amsterdam è lieto di presentare la mostra Life After Love: In Search of the Militant Image. Curata da Hera Chan e Edwin Nasr, la mostra analizza come la grammatica visiva della militanza sia cambiata durante le insurrezioni globali dell’ultimo decennio, individuando i punti di contatto tra le lotte che ci sono state da Hong Kong a Beirut e da Yangon a Jenin.
Life After Love si chiede cosa rivelino i cambiamenti della lotta politica riguardo ai cambiamenti dell’image-making. Se l’immagine militante del ventesimo secolo emergesse nei partiti di massa politici, nei movimenti liberali anticoloniali e nel progetto del cinema rivoluzionario, cosa ne sarebbe di quella traduzione all’interno di un contesto caratterizzato dalle piattaforme digitali, dalla circolazione algoritmica e da forme decentralizzate di organizzazioni politiche?
La mostra approccia l’immagine militante come una categoria storica, la quale è sempre dipesa da forme particolari di mediazione. Le prime tradizioni dell’image-making militante furono sostenute da gruppi capaci di produrre e far circolare immagini in nome di un soggetto politico collettivo. Le loro ambizioni erano inseparabili dalle infrastrutture attraverso le quali si muovevano e dagli orizzonti rivoluzionari che cercavano di coltivare.
Le insurrezioni contemporanee si svolgono in termini marcatamente diversi. Ora le immagini circolano attraverso applicazioni di messaggistica crittografate, attraverso i feed dei social media e attraverso reti digitali informali di cui le logiche rimodellano la nostra visibilità e la nostra attenzione. Spesso prodotte da coloro che sono coinvolti negli eventi stessi, si muovono spesso tra testimonianze, comunicazione tattica ed espressione affettiva. La loro forma estetica sostiene il segno del momento politico dal quale emergono: anonimato, spontaneità e opacità diventano qualità scolpite nelle immagini.
Invece di chiedersi se l’immagine militante sopravviva nel presente, Life After Love si chiede come sia stata trasformata la sua funzione politica, e cosa tale trasformazione rivelerà riguardo alla realtà della lotta. Riunendo artisti, lavoratori culturali e organizzatori della comunità, l’esibizione riflette sulle condizioni attraverso le quali le immagini sono prodotte, diffuse, appropriate e messe in discussione. Molti dei lavori emergono dalle pratiche collocate a fianco delle organizzazioni politiche, del sostegno reciproco e del lavoro di comunità, dove la produzione culturale si distende nelle immediate vicinanze dello sforzo vissuto e dell’imperativo della solidarietà internazionalista. Complessivamente, invitano i visitatori a considerare l’immagine militante nel tempo presente e le forme attraverso le quali un futuro emancipatorio possa diventare pensabile.
Di pari passo con l’esposizione, un programma pubblico si espande attraverso conversazioni, performance e assemblee collettive, comprese le contribuzioni da parte degli artisti partecipanti, e la Art Workers’ Assembly organizzata in collaborazione con la Piattaforma BK e l’esposizione dei curatori.
Programma
30 Ottobre: Inaugurazione dell’esposizione
31 Ottobre: Incontri con gli artisti partecipanti
22 Novembre: Art Workers’ Assembly con la Platform BK
17 Gennaio: Performance di Bahar Noorizadeh
Artisti: Basel Abbas & Ruanne Abou-Rahme, Haig Aivazian, Isshaq Albarbary, Hannah Black, Nolan Oswald Dennis, Chaw Ei Thein, Giraffe Leung, Bahar Noorizadeh, Yoshua Okón & Juan Obando, Sawangwongse Yawnghwe
Curatori: Hera Chan e Edwin Nasr
Spatial design: Ali T. As’ad
Graphic design: Farah Fayyad
