Fellows of Contemporary Art Curators Laboratory Exhibition - Los Angeles
Until 30 March 2013

“Poetic Codings” è una mostra che esplora la relazione tra l’arte e la tecnologia. Attraverso display a schermo piatto, proiezioni, installazioni interattive e app per l’iPad, affronta anche l differenze tra le esperienze visive personali e pubbliche. Molti artisti oggi fanno propria la tecnologia e trovano diversi modi per integrarla nei loro studi.

Mentre le loro elaborazioni visive e i loro obiettivi artistici differiscono enormemente, i processi di creazione condividono molti aspetti. La mostra suppone che l’esperienza dell’interazione con un lavoro digitale in pubblico sia enormemente differente rispetto a starsene lì a guardare, dirigendo un lavoro da un dispositivo mobile, che contiene le app che riempiono un piccolo schermo.

Le installazioni spesso sono ambienti immersivi. Mentre gli elementi grafici e le animazioni possono essere simili in entrambi i formati, il modo in cui lo spettatore interagisce con l’opera d’arte è molto diverso. Quando egli si trova a guardare un’installazione interattiva o la proiezione di un video, ci si rende conto della presenza del proprio corpo in rapporto al lavoro, il modo in cui la propria ombra interrompe o meno la proiezione e il modo in cui il proprio movimento nello spazio cambia l’interazione. Anche quando si guarda un monitor lo spettatore può avvicinarsi o allontanarsi, cambiare lo spazio visivo.

Quando si interagisce con l’arte attraverso un dispositivo mobile è più probabile che sia un’esperienza personale, in cui è possibile liberare se stessi nella complessità dell’interazione senza prendere in considerazione lo scenario architettonico e la collocazione dell’opera. La mostra presenta opere su monitor basate su codici e installazioni interattive ed è una delle prime a giustapporre le opere su parete a quelle fatte per i dispositivi mobili. L’obiettivo di presentarle insieme è quello di suggerire che le app sono effettivamente opere d’arte molto vitali e come tali possono essere considerate.

Le opere su parete sono di: John Carpenter , Casey Reas, Jeremy Rotsztain and Jennifer Steinkamp.

John Carpenter è un artista e designer digitale di Los Angeles. Stars, 2013 è una nuova opera interattiva creata per questa esposizione che porta avanti le sue esplorazioni dei sistemi naturali e di spazi e dati complessi.

Le parti di software generativo di Casey Reas che si trovano a Los Angeles ondeggiano e si trasformano in modo indefinito. Per “Poetic Codings” presenterà Signal to Noise (Software 1), 2012. Signal to Noise è un collage dinamico che utilizza segnali televisivi terrestri come materia prima. Come i collage dei primi anni del ventesimo secolo costruiti basandosi sui media di quell’epoca, “Signal to Noise” spezza e distorce le informazioni contemporanee in nuove strutture di dati.

Jeremy Rotsztain presenterà Action Painting, un dipinto espressionista astratto pieno di adrenalina, composto trasformando le sequenze popolari tratte dai film d’azione hollywoodiani in azioni digitali. Jeremy recentemente si è trasferito da Los Angeles a Portand, OR.

Jennifer Steinkamp, più conosciuta per le sue installazioni immersive delle dimensioni di una stanza, si presenterà con una piccola opera Dance Hall Girl, hibiscus, 2011. Questa proiezione, alta solo 15 pollici da terra, presenta fiori in movimento che sembrano danzare come le ragazze di una sala da ballo che agitano i loro steli sottili, muovendo le loro teste avanti e indietro.

Gli artisti che presentano le loro opere d’arte come app sono: John Baldessari, Jason Lewis, Lia, Erik Loyer, Jeremy Rotsztain, Rafael Rozendaal, Scott Snibbe e Jody Zellen. I loro progetti variano dal poetico al narrativo. Alcune hanno interazioni simili a giochi, mentre altre offrono modi per distorcere le immagini. Tutte le app sono disponibili nell’app store e mentre sono esposte nella galleria, gli spettatori saranno incoraggiati a scaricarle sui propri dispositivi.


http://www.jodyzellen.com/poetic_codings/index.html