Eija-Liisa Ahtila è una tra gli artisti contemporanei più accreditati a livello internazionale. Sin dal suo esordio, negli anni ’90, è stata sempre riconosciuta come una pioniera nello sviluppo delle installazioni cinematografiche.
I lavori di Eija-Liisa Ahtila hanno esplorato e indagato le convenzioni del linguaggio cinematografico, mettendo sempre in discussione le prospettive abituali. La sua posizione nel mondo del cinema è emersa chiaramente a un ampio pubblico quando è stata membro della giuria per i lungometraggi alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 2011.
“Il genere cinematografico ha una certa responsabilità, non riesce ancora a interpretare ogni genere di mondo e mostrarcelo. Il mio intento è quello di dimostrare, per esempio, che il mondo della natura e l’espressione cinematografica dell’uomo non si incontrano tra di loro. Anche se coesistono entrambi in questo mondo, sono paralleli,” afferma Eija-Liisa Ahtila, commentando il suo lavoro intitolato Horizontal (2011).
Eija-Liisa Ahtila ha un modo molto particolare di narrare attraverso le immagini in movimento. In quanto narratore si pone domande su cosa comporti il riconoscersi come essere umano e come soggetto. Le sue installazioni filmiche mettono in discussione le consuete prospettive e scoprono nuovi mondi percettivi, facendo anche riferimento e alimentando i dibattiti attuali sulla biopolitica e sul post-umanesimo.
Le opere della Ahtila iniziano spesso con la scrittura. La ricerca su di un soggetto è intrecciata con la finzione e con vari riferimenti che spaziano dalla storia alla letteratura, creando una narrativa variegata. La passione verso il film come tecnica e mezzo di comunicazione caratterizza tutte le opere di Ahtila, che mescola tra di loro le basi fondamentali, giocando con la narrazione cinematografica tradizionale. Le sue opere di tanto in tanto alludono a un determinato stile comune, scelto dal genere commerciale o dal genere documentaristico, spiazzando l’interpretazione consuetudinaria dello spettatore. Le sue opere vengono sviluppate in ampi spazi, con delle proiezioni multiple, in cui viene esaltata la sensazione di mondi che coesistono tra di loro.
“Un elemento ricorrente nelle sue opere è il senso di incertezza, concentrato sulle distanze nello spazio e nel tempo, sulle condizioni mentali alterate o sulle identità indefinite. Ahtila cerca di far capire allo spettatore come la nostra esperienza sia determinata e delimitata dalle nostre percezioni sensoriali,” afferma L. Essling, curatore.
Questa mostra mette insieme l’importanza dei recenti risultati ottenuti dalla Ahtila con qualche opera più datata, in modo da fornire dei punti di riferimento. Insieme alle sculture e ai disegni, sono particolarmente degne di nota le installazioni Where is where (2008), The Annunciation (2010) e la recente Horizontal (2011).
Eija-Liisa Ahtila vive e lavora a Helsinki, ma le sue opere sono state già esposte al MoMA di New York, al Jeu de Paume di Parigi, al Tate Modern di Londra e al Kunsthalle di Zurigo. Ha anche partecipato a numerose mostre internazionali, compresa la Biennale di Venezia nel 1999 e nel 2005.


