Saamlung Gallery - Hong Kong
31-08-2012 / 06-10-2012

Il nuovo progetto di installazione dell’artista Matt Hope è giunto quasi alla fine presso la Saamlung gallery a Hong Kong. Per la sua prima personale in Asia, dopo cinque anni di lavoro a Pechino, l’artista ha creato una spiazzante sensazione di esperienza contrastante, con un apparato che, simultaneamente, focalizza lo spettatore sull’esperienza fisica dello spazio della galleria, mentre lo trasforma anche in un evento virtuale. Intitolata Spectrum Divide, l’installazione traccia paralleli tra visione meccanica e cecità umana.

Matt Hope si esibirà in uno spazio completamente buio – almeno, per l’occhio umano. A una estremità della galleria, viene costruito un banco di decine di migliaia di fonti fulminee che emettono un fascio di luce invisibile a occhio nudo. Dal punto di vista del mondo meccanico, tuttavia, la stanza è illuminata a giorno. Alcuni tipi di telecamere nella galleria sono capaci di fornire un segnale video luminescente che sembra effettivamente in grado di raddoppiare lo spazio architettonico dell’installazione: per metà sotto potenti riflettori, per metà immerso nell’oscurità.

Questo progetto al Saamlung segna il debutto asiatico dell’artista, sebbene le sue opere siano già conosciute dal pubblico di Hong Kong. L’ultima apparizione in città di Matt Hope risale ai primi mesi del 2011, in occasione di “The Border Show”, una mostra temporanea che ebbe luogo in un deposito per container cargo nei Nuovi Territori. Per quella installazione, Hope ha collaborato con Jon Phillips su Laoban Soundsystem: Infinite Baffle, che ha trasformato un container cargo vuoto nel volume posteriore di un imponente sistema di altoparlanti.

Altri recenti e significativi risultati ottenuti in Asia includono: l’installazione People’s Power Station, presentata alla Biennale di Chengdu, per la quale Hope ha interagito con componenti delle macchine, posizionate all’aperto, che servivano per la dimostrazione, installate in diverse città cinesi continentali per generare elettricità; la scultura Helioscope, in mostra presso l’Ullens Center for Contemporary Art, che trasforma la luce in suono con l’ausilio del pubblico; e la sua attuale serie di sculture Towers, presentata in “Get it Louder”, nella quale l’artista ricompone incompatibili elementi meccanici ed elettrici in tralicci spesso inutili e potenzialmente pericolosi.

Spectrum Divide, analogamente, si affida al pubblico per fornire almeno metà dell’equazione che propone. Tanto accecato quanto affascinato dalle trasformazioni da parte di Hope dell’architettura della galleria e del regime visivo che rappresenta, lo spettatore di questo progetto d’installazione viene scisso, simultaneamente, in due mondi paralleli: la carne del corpo e la sua immagine virtuale.

Biografia dell’artista:

Matt Hope (nato a Londra nel 1976, vive e opera tra Pechino e Los Angeles) lavora come ingegnere dell’esteticamente imprevedibile e del concettualmente instabile, assemblando agglomerati di acciaio su larga scala, custom hardware, macchinari, componenti di altoparlanti, oltre a cianfrusaglie raccolte da mercati di elettronica all’ingrosso. Dopo aver contribuito alla produzione di sistemi sonori e di musica elettronica per artisti inglesi di nicchia, attualmente opera nel distretto pechinese di Caochangdi, lavorando con network manifatturieri globalizzati e con laboratori non de-localizzati.

http://saamlung.com/?/gallery/